arte contemporanea milano

The Why of Art, la VI edizione

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The why of art
Identità, affettività e informazione nell’era dei social media

6°edizione

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Eleonora Andronaco: fra trasparenze e opacità.

[…] il dialogo tra tecniche vecchie e nuove rende possibile la rappresentazione della compenetrazione di significati: identità, affettività ed informazione, infatti, si mescolano ed intrecciano nelle nostre vite in un dialogo continuo.

 

Antonella Zito: Selfie Syndrome.

La volontà dell’artista sembra quella di porre una riflessione su quanto i social media, fornendo una piattaforma sempre attiva, una vetrina dove ognuno può mettere in mostra se stesso e la propria quotidianità, finiscano per modificare la quotidianità stessa ed il modo di rapportarsi con il sè.

 

Elisa Carutti: Contemplazione e superamento dell’identità.

Se l’informazione nasce dall’esperienza diretta ed immediata dei fenomeni, e non dalle rifrazioni mediatiche, ancora più netta è l’idea che affetto ed identità debbano rimanere un fattore intimo ed in certa misura nascosto ad occhi estranei.

 

Yelena Milanesi: Vita come performance, performance come verità.

[…] che riflette l’idea che identità ed affettività non siano modificate e snaturate dai nuovi media ma che, piuttosto, la sincerità e la finzione siano in qual modo connaturate ai rapporti: esistono da prima della nascita di questi mezzi di condivisione e perdureranno alla loro, ipotetica, estinzione.

 

Barbara Pastorino: Come una città con le fondamenta nella sabbia.

Il tema dell’identità, che si riflette immancabilmente sull’affettività poichè rapporto tra identità altère, […] si prefigura come una riflessione, o un ammonimento, riguardo all’auto-rappresentazione come luogo di menzogna che rende l’identità migliorata e falsata.

 

Erminio Vanzan: la prossemica degli affetti.

[…] una serie di scatti in bianco e nero modificati  ed affinati in post-produzione che ritraggono persone immerse in architetture contemporanee, si ritrova una predominanza dei temi dell’identità e dell’affettività entrambe trattati mediante l’attenzione compositiva e la scelta del momento in cui i soggetti esprimono il rapporto con gli altri, e con l’esterno: mediante la prossemica, il modo di occupare lo spazio e di interagire con esso e con gli altri.