Ritmo in bianco e nero

Inaugura

Giovedì, 16 Maggio, 2019 - 18:30

Presso

Hubbastanza
Via Mac Mahon 30

A cura di

Hubbastanza

Partecipa

Francesco Mion

Fino a

Sabato, 18 Maggio, 2019 - 21:00

Ritmo in bianco e nero

Comunicato

Venti scatti che immortalano atleti, danzatori, artisti, performer, fissando la plasticità dei loro corpi e l’armonia dei loro gesti: questo il risultato dell’ultimo lavoro di Francesco Mion, fotografo veneziano d’origine e milanese di adozione, oggetto di una mostra in programma presso lo spazio Hubbastanza, in Via Mac Mahon 30, il 16 e il 18 maggio.

Proprio nei giorni in cui la città, grazie a Piano City Milano, si trasforma in una immensa sala da concerto, Mion si sofferma sul ritmo e sulla musicalità del movimento: e lo fa con fotografie in bianco e nero, proprio come i tasti di un pianoforte. La sua scelta nasce dalla convinzione che non soltanto il ballo, ma anche altre forme di movimento abbiano sempre una “colonna sonora” che fa loro da sfondo; e dunque dalla volontà di far riflettere sulle “partiture” che possono idealmente disegnare un passo di danza, un asana di yoga, una figura di tango, oltre che dalla spiccata predilezione per il ritratto come forma espressiva.

Francesco Mion, 43 anni, inizia ad approfondire la passione per la fotografia, che coltiva sin da bambino, nei primissimi anni Duemila, e frequenta dal 2006 al 2008 l’Istituto Italiano di Fotografia a Milano, cominciando sin dal primo anno anche a lavorare come fotografo di opere per le gallerie d’arte. Nel 2009 si iscrive a un workshop tenuto dal fotografo di reportage Ivo Saglietti con cui condividerà altri viaggi: fotografa i campi di concentramento in Polonia, quindi il monastero di Mar Musa in Siria. Nel 2011 si reca in Bosnia, in occasione dell’anniversario della strage di Srebrenica, e nello stesso anno in Palestina.

Nel 2013 si trasferisce a Barcellona dove in collaborazione con la fotografa Diambra Mariani confeziona una serie di reportage: Recycled Villages - i villaggi abbandonati e ripopolati della Spagna, Lucy - la domatrice di cavalli, The poetry Brothel -  il prostribolo poetico di Barcellona, Generation Ayotzinapa - i 43 studenti rapiti e uccisi in Messico, The big men from Chipilo - la comunità italiana immigrata in Messico a fine '800. Inizia inoltre a collaborare con prestigiosi magazine (Sportweek e Marie Claire, che pubblica i suoi progetti). A Barcellona Francesco Mion allestisce in casa uno studio fotografico, che gli dà modo, prima del rientro in Italia lo scorso ottobre, di concentrarsi sulla sua vocazione alla ritrattistica.

 “Amo l’idea che la fotografia possa raccontare storie; e, per quel che riguarda il ritratto, mi piace sperimentare il rapporto basato su empatia e fiducia che deve necessariamente crearsi, in un tempo brevissimo, fra chi fotografa e chi posa”, evidenzia Francesco Mion. “Proprio da questa inclinazione è scaturita l’idea di associare al ritmo, così facilmente individuabile nel paesaggio, naturale o urbano, un elemento meno scontato: la figura umana”, aggiunge.

L’inaugurazione della mostra in programma all’Hubbastanza è prevista giovedì 16 maggio alle ore 18:30; sarà possibile visitarla, dalle 16:00 alle 21:00, anche sabato 18 maggio, accreditandosi via mail all’indirizzo hubbastanza@gmail.com.

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