Red Fever di Adji Dieye

Inaugura

Sabato, 25 Maggio, 2019 - 18:00

Presso

Centro Amilcar Cabral
via San Mamolo 24

A cura di

Niccolò Moscatelli, Atlantico Festival

Partecipa

Adji Dieye

Fino a

Martedì, 30 Luglio, 2019 - 19:00

Red Fever di Adji Dieye

Comunicato

Per l’apertura della rassegna Atlantico waves, Atlantico Festival invita l’artista Adji Dieye a presentare, per la prima volta in Italia, Red Fever, un progetto fotografico che esplora - attraverso fotografie, fotomontaggi, installazioni e video - la diffusione del socialismo in Africa durante il XX secolo e le tracce che ha lasciato sul continente.

Rielaborando le memorie visuali di questa storia parallela, Dieye costruisce narrazioni finzionali - e speculative - che permettono di ripensare il sistema-mondo in cui evolviamo. Allo stesso tempo, l’artista introduce l’osservatore ad eventi, personaggi e rivoluzioni che la storiografia occidentale ha troppo spesso tentato di dimenticare.

La sua indagine prosegue fino al presente grazie alle immagini, spogliate ed esposte con ironia, dei monumenti realizzati nel continente africano dalla società nordcoreana Mansudae Overseas Project. Queste relazioni silenziose mettono in crisi la retorica di un mondo delle “Nazioni Unite”, mostrandoci quindi la sua fragilità.

La qualità monumentale e architettonica dell’allestimento di Red Fever permette di aprire una riflessione sulla natura propagandistica della rappresentazione visiva e del suo ruolo nelle costruzioni identitarie di una nazione.

Senza idealizzare la febbre rossa o cancellarne le contraddizioni, l’artista ci affida la testimonianza di una realtà dove il sogno di un mondo policentrico era, e forse è, ancora possibile.
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Adji Dieye è un'artista italo-senegalese, nata a Milano nel 1991. Laureata in Nuove Tecnologie dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, attualmente completa la sua formazione universitaria con il Master in Arte e Politica presso l’Università delle Arti di Zurigo. Ha esposto al circuito off della Biennale di Dakar nel 2015 e nel 2018 al LagosPhoto, finalista al Contemporary African Photography Prize.

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