Quelli dell'autoritratto

Inaugura

Sabato, 30 Giugno, 2018 - 18:00

Presso

Muef ArtGallery
via Poliziano 78b

A cura di

Francesco Amadori e Virgilio Patarini

Partecipa

Francesco  Amadori, Virgilio Patarini, Valentina Carrera, Stefania Morgante, Marian Comotti, Cinzia Scarpa, Olivier Baretella, Laura Beatrice Gerlini, Michelangelo Van Gango Sassi, Mary Lee, Gaetano Ciao,Teresa Claudia Pallotta, Giuliano Auriti, Carlo Crasto, Alessandro Grazi, Eugenio Rattà, Anna Urbani De Gheltof, Gabriella Santuari, Laura Longhitano Ruffilli, Ettore Forestiere.

Fino a

Lunedì, 9 Luglio, 2018 - 19:00

Quelli dell'autoritratto

Comunicato

QUELLI DELL'AUTORITRATTO

A Roma (dopo Milano e Venezia)

 

Appena conclusasi a Venezia, accanto all’Accademia, e dopo essere stata a Milano sui Navigli, approda ora a Roma alla Muef Art Gallery di via Poliziano 78b (una traversa di via Merulana, tra il Colosseo e il Teatro Brancaccio) la mostra intitolata “Quelli dell’autoritratto”: in esposizione venti autoritratti eseguiti con tecniche, stili e linguaggi differenti da altrettanti artisti italiani contemporanei.

La mostra itinerante, ospitata tra giugno e luglio in tre gallerie, ciascuna nel cuore di tre delle capitali italiane del Contemporaneo, è nata letteralmente e virtualmente “on line” su di un gruppo facebook chiamato “Art-Trite”, da un'idea di Francesco Amadori, e poi si è trasformata in mostra vera e propria, “reale”, grazie all’organizzazione di Zamenhof Art e alla rete di gallerie con cui Zamenhof Art collabora.

La mostra a Roma sarà visitabile dal 30 giugno al 9 luglio. Aperta dal martedì al sabato, dalle 16 alle 19. Ingresso libero.

Vernissage sabato 30 giugno, ore 18.

 

In mostra gli autoritratti di (in ordine sparso) Francesco  Amadori, Virgilio Patarini, Valentina Carrera, Stefania Morgante, Marian Comotti, Cinzia Scarpa, Olivier Baretella, Laura Beatrice Gerlini, Michelangelo Van Gango Sassi, Mary Lee, Gaetano Ciao,Teresa Claudia Pallotta, Giuliano Auriti, Carlo Crasto, Alessandro Grazi, Eugenio Rattà, Anna Urbani De Gheltof, Gabriella Santuari, Laura Longhitano Ruffilli, Ettore Forestiere.

 

In allegato alcuni degli autoritratti in mostra. Qui di seguito due brevi testi di presentazione

 

In principio fu un post

(breve storia di questa mostra)

 

Ad un certo punto alcuni mesi fa il pittore Francesco Amadori postò su un gruppo Facebook chiamato “Art-Trite” un suo autoritratto ed invitò chi voleva a fare altrettanto. Nel giro di poche ore ne nacque una sorta di mostra virtuale con una cinquantina di autoritratti postati: opere d’ogni foggia, stile, tecnica, ispirazione.

Poi qualcuno disse: sarebbe bello farne una mostra vera e propria, reale, non solo virtuale. Malauguratamente tra i 48 artisti che avevano postato i loro vari e improbabili autoritratti c’ero pure io che in quei giorni stavo organizzando alcune mostre tra Milano, Venezia e Roma, ed ancora più malauguratamente mi sono chiesto: magari riesco ad incastonare questa mostra nel ginepraio della prossima programmazione, e magari riesco pure a farla girare in tutte e tre le città in questione… Ho verificato e in effetti forse si poteva… Allora ne ho parlato con Francesco che si è prontamente attivato e nel giro di poche settimane ha preso corpo questa interessante iniziativa, completamente libera, autoprodotta, autofinanziata e senza limiti di stile, tecnica, ispirazione. E senza curatori, poiché in effetti sia io che Amadori ci siamo limitati a coordinare e organizzare il tutto. Ma ciascuno era libero di proporsi e di proporre l’opera che preferiva.

Ed è questo a me pare l’aspetto più interessante: la grande varietà di stili e di modalità espressive che è venuta fuori e che fin da subito è stato l’elemento caratterizzante. Ciascuno di noi aveva un’idea (o più idee) diversa su che cosa potesse essere un “autoritratto”. Il che non è male in un’era di selfie stereotipati che impazzano sui social con corredo d’ordinanza di boccuccia a culo di gallina o di sguardo da Marlon Brando dei poveri. Forse c’è vita sul pianeta arte. Forse ci sono forme di vita addirittura pensanti e non omologate. Forse c'è ancora speranza.

Virgilio Patarini

 

Autoritratto “contemporaneo”

(nota critica di presentazione)

 

Per un artista visuale testimoniare se stesso dovrebbe essere il massimo, mi riferisco all'idea dell'autoritratto, poi l'artista è come è, se è una persona affettata si farà a fette ma si farà a fette a maggior ragione  se non lo è.

Cosa c'è di più contemporaneo dell'autoritratto ? “Hic et nunc“ (qui e ora), quale possibilità migliore di guardare se stessi senza doverne rendere conto altro che a se stessi . Ti piaci o non ti piaci ? Ti disprezzi ? Ti ami ? Hai qualcosa da nascondere ? Hai più personalità ? Hai conflitti ? Sei come ti vedi o ti vedi come vorresti essere ? Ti vedi reificato in ciò che fai, nei rapporti che hai o ti vedi per aria fra le nuvole, vuoi farti più bello ? Interessante ? Vedi il tempo sul tuo volto ? O vedi i sogni ? Ti senti una particella nel mondo ? O i tuoi sentimenti e turbamenti ti gonfiano fino a occupare uno spazio siderale incombente su tutta l'umanità? Chi ritrovi in te? I segni dell'albero genealogico con i volti dei parenti ed avi come frutti ? La mamma, il padre, il nonno ? Ti vuoi “prendere per il culo” ? Puoi farlo, puoi farti come credi per la ragione che nell’autoritratto ti sottrai al giudizio altrui: il tuo autoritratto non è in vendita.

Francesco Amadori

 

Per vedere in anteprima tutte le opere in mostra e altro:

https://www.zamenhofart.it/progetto-autoritratto-2018-milano-roma-venezia/

 

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