PIERRE-ETIENNE MORELLE | DAD, WHAT’S A LITTLE BROTHER FOR ?

Inaugura

Giovedì, 24 Gennaio, 2019 - 19:00

Presso

Loom Gallery
via Marsala, 7, 20121, Milano

Partecipa

Pierre-Etienne Morelle

Fino a

Venerdì, 1 Marzo, 2019 - 21:00

PIERRE-ETIENNE MORELLE | DAD, WHAT’S A LITTLE BROTHER FOR ?

Comunicato

PIERRE-ETIENNE MORELLE | DAD, WHAT’S A LITTLE BROTHER FOR ?

LOOM GALLERY

VIA MARSALA, 7 20121 MILANO IT +39 02 8706 4323 ASK@LOOMGALLERY.COM WWW.LOOMGALLERY.COM

OPENING EXHIBITION HOURS

Thursday, 24 January, 7 - 9pm
25 January - 1 March 2019
Tuesday / Saturday, 12 - 7 pm or by appointment

At the beginning of 2018, Nicola and Luca came for a studio visit and they asked me to be ready for a show in Milan at the beginning of next year. We discussed the idea of showing some old video workslike “Hier je me suis fait surprendre par la pluie and Défi n° 1”. For me, this was the starting point.Almost twenty years ago, when I shot these videos, I was trying to replay some small accidents of the everyday life. I’m interested in the duality between the person I was years ago and who I am today. I’m also interested in observing the similarities or common features between my two children nowadays.

In the middle of 2018, my life became slightly busier as I was about to be a father for the second time. I was preparing our living space and myself as well, for a new person to arrive. I was wondering how it would have changed our family habits and how the bigger one would have reacted towards the newborn. I always kept these questions in mind while I started working on this show; so I composed linkages be- tween the different works, in which the characteristic of one thing is applied to another and vice versa. Most of the elements are performed to act, somehow, as counterweights or as negatives of one another.

“Richard” and “Kenneth” are two sculptures in which the balance of the forces and tensions hold itscomponents together, like in our body structure. We are able to stand up because of a synergy of mus- cles and bones, between continuous pull and discontinuous compression. This is the connection with my past performative works, in which I was testing the elasticity of my body and materials.

“Leopold” and “Gustave” are my sons’ names, and they were the first works produced for this exhibi-tion. They show that the addition of two similar spaces generates a third better space. The other works are displayed in a way that we feel they are increasing from one to the other. These works proposespaces, which seem to have been cut through wood, mat board and glass with a very strong and sharp blade, in order to allow them to expand on the wall. I’m not framing a drawing or a photography, but pieces of broken glass which were the result of tests or accidents in the studio, because I feel that the support for exhibiting artwork is already an artwork.

All the relations between the works in the gallery space makes me think that the answer for the title question would simply be: play.

Pierre-Etienne Morelle

 

 

PIERRE-ETIENNE MORELLE | DAD, WHAT’S A LITTLE BROTHER FOR ?

LOOM GALLERY

VIA MARSALA, 7 20121 MILANO IT +39 02 8706 4323 ASK@LOOMGALLERY.COM WWW.LOOMGALLERY.COM

INAUGURAZIONE MOSTRA
ORARI

Giovedì 24 Gennaio, 19 - 21
25 Gennaio - 1 Marzo 2019
Martedì / Sabato, 12 - 19 o su appuntamento

A febbraio 2018 Nicola e Luca sono stati in studio a Berlino chiedendomi di preparare una mostra perl’inizio del nuovo anno. Abbiamo discusso l’idea di mostrare alcuni vecchi video come “Hier je me suis fait surprendre par la pluie e Défi n° 1”. Questo è stato per me il punto di partenza. Quando ho giratoquesti lavori, quasi 20 anni fa, stavo cercando di riprodurre qualche piccolo incidente della vita di tutti igiorni. Ora mi interessa la dualità tra la persona che ero e quello che sono oggi, così come mi interessa osservare le somiglianze o le differenze tra i miei due figli.

A metà del 2018 la mia vita si è movimentata ancor più perché stavo diventando padre per la secondavolta. Stavo preparando me stesso e casa per l’arrivo di una nuova persona. Mi chiedevo come avrebbecambiato le nostre abitudini familiari e quale sarebbe stata la reazione del primo nei confronti dell’altro. Avevo in testa queste domande mentre mi preparavo alla mostra, così ho composto collegamenti tradiversi lavori in cui la caratteristica di una componente si applica all’altra e viceversa. La maggior parte degli elementi sono eseguiti per agire, in qualche modo, come contrappesi o come negativo di un altro.

“Richard” and “Kenneth” sono due sculture nelle quali l’equilibrio delle forze e delle tensioni mantieneunite le sue componenti, come nella struttura del nostro corpo. Siamo in grado di stare in piedi a causadi una sinergia di muscoli e ossa, tra trazione continua e compressione discontinua. Questa è la con- nessione tra le mie performances passate, in cui testavo l’elasticità del mio corpo e dei miei materiali.

“Leopold” e “Gustave” sono i nomi dei miei figli e sono stati i primi lavori prodotti per questo progetto. Mostrano che l’unione di due spazi simili genera un terzo spazio migliore. Le nuove opere della serie “Cracked” sono esposte in modo tale che sembra stiano crescendo una dall’altra. Propongono spazi che paiono essere stati tagliati attraverso legno e vetro con una lama molto forte e affilata, per permettere loro di espandersi sulla parete. Non incornicio un disegno o una fotografia ma pezzi di vetro rotto, che sono il risultato di test o incidenti in studio, perché sento che il supporto per esporre opere d’arte è giàesso stesso un’opera d’arte.

La relazione tra i lavori esposti nella galleria mi fa pensare che la risposta alla domanda del titolo po- trebbe semplicemente essere: giocare.

Pierre-Etienne Morelle

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