Objet caché

Inaugura

Venerdì, 12 Aprile, 2019 - 19:00

Presso

Studio LOmbard DCA
Viale Premuda 46

A cura di

Anna d'Ambrosio

Partecipa

Marco De Santi

Fino a

Venerdì, 26 Aprile, 2019 - 21:00

Objet caché

Comunicato

OBJET CACHE’

Marco De Santi

 

12-14 apr .

 studio Lombard DCA

 v.le Premuda 46-Milano

 

Opening 12/4  h .18.30

 

Anna d’Ambrosio

 

In occasione della Milano Design Week 2019 lo studio Lombard DCA in collaborazione con AMY D Arte Spazio Milano presenta  OBJET CACHE’ l’evento smart dell’artista Marco De Santi .

La sua pratica artistica include la scultura, l'installazione, il disegno , il site specific e riguarda gli stati precari dell' impermanenza della materia indagata attraverso processi sperimentativi. Le sue sculture-objet e installazioni site specific spesso presentano allo spettatore un parallelismo tra micro e macro  riflettendo su sistemi sociali e processi di interconnessione. Il progetto espositivo si pone come contributo immateriale per far rigermogliare la materia ceduta, con tutte le forze sensibili.

Il materiale d’elezione è la maceria lavorata dalle mani dell’artista , che  come un esperto artigiano plasma la materia in capolavori contemporanei. Con la serie “reietti”               

l’objet si libera dalla dittatura della forma-funzione, svincolando il prodotto dal contesto architettonico .

Francesca Balena Arista in Equilibrio Disequilibrante ha scritto di lui : “ Marco De Santi dà forma a incerti accumuli di povere cose come se stesse componendo fiori in un prezioso ikebana giapponese [….]Le sue opere hanno il dono di farci riflettere sulle problematiche del contemporaneo senza fare troppo rumore […]

L’ecclettismo dell’artista è sempre una sorpresa che non disdegna  la sperimentazione su materiali innovativi come le bioplastiche (ricavate da scarti di umido dell’I.I.T di Ge ,progetto di collaborazione con la galleria di ricerca Amy d arte spazio )siglato dalla realizzazione della serie ESSERE INCERTO 2019 .

 

l'oggetto é l'origine del progetto? Nasconde ildesign?

Ai nostri giorni le possibilità tecniche ed anche la ricerca di rappresentazione attraverso l’estetica , ha moltiplicato di fatto la produzione di oggetti ; essi vivono spesso di propria filosofia progettuale e percorrono strade indipendenti dalle ricerche degli architetti , a volte forse per la loro natura “mobile” e leggera, anticipandole.

Essi ,tuttavia ,segnalano la propria qualità , la propria forza comunicativa , come in un’esperienza dada , all’interno di un  architettura “forte” : non è più un problema di coerenza stilistica o di stilemi ma questi oggetti assumono significati cangianti secondo il contesto in cui sono inseriti .

Per Andrea Branzi , il grande impegno personale, al presente, è riflettere e operare per portare

all’interno della cultura progettuale, del design, un “segno del turbamento”. Lo smascheramento dalla “bella forma”, per le altre discipline quali arte, musica e letteratura, è già avvenuto nel corso del secolo scorso quando, immergendosi nella realtà storica, si sono fortemente rinnovate. 
Proprio il design che riveste un nuovo importante ruolo nell’economia globalizzata di gestione e rifunzionalizzazione urbana, deve superare se stesso.

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