Nero Gallery presenta CENSURE Group Show

Inaugura

Sabato, 25 Gennaio, 2020 - 20:00

Presso

Nero Gallery
Via Castruccio Castracane, 9

A cura di

Nero Gallery

Partecipa

Marco Rea – Hogre – Layral - Petites Luxures - Morg Armeni - Francesco Paolicchi - Claudio Scialabba - Diego Brandi - Pelin Santilli - Ila Pop – Era Divina - Arsenyco - Mario Sgarbi - Canalla - Riffblast – Welt - Paolo Girardi - Pasquale De Santis - Jean Papillon il Giovine - Paolo Pilotti - Fabio Timpanaro - Karl Billaud - Valerio Cancellier - Jean Ria - Martin Z8 - Michela Balla coi Lupi

Fino a

Venerdì, 7 Febbraio, 2020 - 20:00

Nero Gallery presenta CENSURE Group Show

Comunicato

Nero Gallery è lieta di presentare:

CENSURE GROUP SHOW
A cura di Daphnée Thibaud, Michela Balla Coi Lupi e Martin Z8
Mostra collettiva dal 25 gennaio al 7 marzo 2020, presso Nero Gallery

- Ingresso libero -

Performance pre-show: sabato 25 gennaio dalle 18.00 alle 20.00
“Être aux Autres” Performance di LAYRAL da Uroboro Tattoo Bookshop (Via Ascoli Piceno, 21 – Roma)
Link performance: https://www.layral.fr/post/2019/03/01/être-a-lautre

Opening: Sabato 25 gennaio dalle 20.00 a Nero Gallery

Artisti in mostra:

Marco Rea – Hogre – Layral - Petites Luxures - Morg Armeni - Francesco Paolicchi - Claudio Scialabba - Diego Brandi - Pelin Santilli - Ila Pop – Era Divina - Arsenyco - Mario Sgarbi - Canalla - Riffblast – Welt - Paolo Girardi - Pasquale De Santis - Jean Papillon il Giovine - Paolo Pilotti - Fabio Timpanaro - Karl Billaud - Valerio Cancellier - Jean Ria - Martin Z8 - Michela Balla coi Lupi

Nero Gallery è lieta di presentare “Censure”, mostra collettiva che raccoglie 26 artisti, italiani e internazionali, provenienti da ambienti molto diversi ed ognuno dei quali presenterà un’opera sul tema della censura, sempre attuale e particolarmente significativo nei tempi più recenti a causa dei numerosi casi di opere d'arte rimosse, sottoposte a tagli o condannate in quanto ritenute offensive per la comune sensibilità.

Un esempio evidente di come l'arte venga spesso imbavagliata e scambiata per oscenità, senza alcun riguardo per la libertà di espressione e senza alcuna indagine sul suo reale significato, è la polemica scoppiata circa un mese fa attorno al manifesto "Ecce Homo Erectus" di Hogre, esposto al Macro Asilo di Roma in occasione di un evento da noi curato e dedicato al subvertising.
L'opera, che ritrae un Gesù in stato di eccitazione davanti ad un bambino inginocchiato in preghiera, come chiaro atto di denuncia contro la pedofilia ecclesiastica, è stata considerata vergognosa e blasfema ed è stata rimossa dal museo a causa di pressioni politiche.

Eppure immagini peggiori vengono generate a migliaia e circolano tranquillamente, anche attraverso i vari social network. L'intelligenza artificiale dei social, non possedendo la sensibilità propriamente umana di interpretare l’arte e comprendere qualcosa di complesso come la morale, oscura persino capolavori universalmente riconosciuti perché ritenuti volgari, offensivi, pornografici, spesso solo in quanto ritraggono un corpo femminile senza veli, mentre lascia circolare liberamente razzismo, bullismo e fake news.
Eclatante è il caso di Facebook che censura alcune opere di Rubens, postate sulla pagina dell'ente del Turismo Fiammingo. Instagram, un canale che non è di certo alieno da contenuti erotici, ha impedito la pubblicazione del video promozionale con cui Palazzo Strozzi avrebbe voluto annunciare la mostra dedicata a Natalia Goncharova, in quanto questo mostrava "immagini raffiguranti nudità e porzioni di pelle eccessive", esattamente lo stesso motivo per cui l'artista venne censurata nel 1910.
Il puritanesimo contraddittorio dei social network che, in un mondo in cui ognuno di noi è continuamente bombardato da immagini più o meno esplicite, oscura la grande arte scambiandola per pornografia, è discutibile, ipocrita e soprattutto pericoloso, in quanto uno dei principali mezzi di comunicazione e informazione del mondo odierno impedisce di fatto la diffusione della nostra eredità culturale e limita la libertà nell'arte.
E altrettanto pericoloso è non reagire di fronte ad un atto violento quale la censura di un'opera, sul Web o nella realtà fisica di un museo, azione che ci impedisce di pensare con la nostra testa in quanto seleziona quello che per noi è "meglio" vedere.

Citando un articolo significativo di Guido Talarico per Insideart.eu "È la censura in quanto tale il punto sul quale riflettere. Dobbiamo chiederci perché la maggior parte delle persone ancora oggi non si indigna dinnanzi l’utilizzo di uno strumento così offensivo per l’intelligenza umana. Abbiamo veramente bisogno di qualcuno che decida per noi se possiamo vedere o meno un lavoro artistico la cui forza intrinseca si basa proprio sulla libertà di pensiero e d’espressione?".

L'obiettivo della mostra è proprio reagire a questa situazione, sfidando l'idea di censura e di politically correct dietro cui la società contemporanea si nasconde, per dimostrare come l'arte sia una zona franca in cui il pudore, l’oscurantismo e il moralismo di facciata non sono i benvenuti. La storia dell'arte è ricca di opere considerate scabrose, oscene, immorali, offensive, perché provocare e scandalizzare equivale a mettere in discussione i valori comuni, equivale a far riflettere e a rivoluzionare il pensiero comune, spingendoci a far evolvere la nostra coscienza.

||||| Pre-show: venerdi 24 gennaio dalle 16.00 alle 19.00
Fusion Painting da Yama Tattoo Studio (Via Urbana, 62 – Roma) con: Paolo Girardi, Morg Armeni, Ila Pop e Welt |||||

Orari di apertura:
Dal martedi alla domenica dalle 16.00 alle 20.00

Come arrivare

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