Musami O Vate: D'Annunzio in scena con Maria Elena Masetti Zannini

Inaugura

Giovedì, 19 Aprile, 2018 - 21:00

Presso

Teatro di Documenti
via Nicola Zabaglia 42 Roma

A cura di

Regia Mariaelena Masetti Zannini - una produzione Sangue Blu

Partecipa

Collaborazione alla regia Emanuela Bolco Interpreti (o personaggi d'uno spirto): Giuseppe Talarico  Lucia Rossi  Gabriella Giuditta Sin Infelise Emanuela Bolco  Priscilla Micol Marino  Jacopo Sabar Giacchino Marco FioramantiElettra Olimpia (Anna della Gherardesca) Sarah Mataloni un serpente un tordo imbalsamato un leopardo e Mariaelena Masetti Zannini E con la partecipazione speciale dello spirito di Gabriele D'Annunzio nelle Mani Pittura dal vivo e opere di scena di Marco Flores Fioramanti Sonorizzazioni progetto Ube di Jacopo Sabar Giacchino Presenze in surrealta’ in danze di Vanthill Romita Martina Leporelli Dalila Doll (Elena Marcon) e Domiziana Allevato Allestimento scenico e costumi Alexandros Mars Abiti d’epoca originali Coup de Théâtre Fotografie di Caravaggio Luca Tecnico luci e fonia Paolo Orlandelli Ufficio stampa Sarah Mataloni Un ringraziamento particolare a Gonzalo Mirabella per il contributo macchiato di sangue

Fino a

Domenica, 22 Aprile, 2018 - 18:30

Musami O Vate: D'Annunzio in scena con Maria Elena Masetti Zannini

Comunicato

Torna, a tre anni dal suo debutto ,dalla partecipazione al Festival Internazionale del Teatro di Volterra e dopo un approfondimento al Centro Studi Dannunziani di Pescara,Musami o Vate alle colonne del Vizio,scritto e diretto da Mariaelena Masetti Zannini,uno spettacolo ispirato all'universo esoterico e carnale di Gabriele D'Annunzio, una produzione Sangue Blu.
L’Opera è un concerto d’anime che dal giardino della memoria del sommo Poeta spaventa e s’issa sfrecciando nel tondo dell’Ora Suprema.
Il Sacro e il Profano in Gabriele D’Annunzio sono le due porte d’accesso al Terzo Luogo, ove la veggenza orba del Poeta torna a scatenare impulsi primordiali, attraverso scene di vita vissuta e leggende tramandate sulle ispirazioni della sua Poetica.
Non un verso di Lui, bensì una risposta mai data alle domande più profonde si spiegherà tra le righe del testo, in bocca al verbo del femmineo, il suo profilo più segreto.
Le donne, per il Vate, appaiono come veicolo di trascendenza, un tramite spiritista che sventra la carne per attuare un eterno sacrificio, in onore del Sé, a glorificazione del Superuomo che si è col tempo creato, nell’opera d’arte della sua stessa vita, quell’Inimitabile Vita che il mondo intero conosce grazie agli scritti, ma non certo per voce di chi l’ha realmente conosciuto e maledettamente amato.
Un’eraclitea struttura in circolo presenta i vari personaggi, ognuno di loro nel doppio in cui si è a Lui donato.
Vita e morte stordiscono nel vortice d’acqua che rimanda in continuo all’origine, alla nascita della tragedia, al capo in coda della serpe che si morde la coda, alla Madre, alla terra.
Il doppio in D’Annunzio è un fantasma che vive ancora sulla sua nave, eternamente immobile laddove l’acqua si prosciuga. Avanti nel tempo, nascosto già nel futuro.

Orario spettacoli ore 21.00
Domenica ore 18.30
I posti sono limitati è consigliabile la prenotazione
Teatro di Documenti via Nicola Zabaglia 42
Roma
06 574 4034
3669597080
http://www.teatrodidocumenti.it/
teatrodidocumenti@libero.it

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