Korean Wunderkammer 2018. Mostra di Su Muk

Inaugura

Martedì, 3 Luglio, 2018 - 18:30

Presso

Fondazione Luciana Matalon
Foro Bonaparte 67

A cura di

Michela Ongaretti

Partecipa

Choi jeom-bok, Choi nam-kil, Jung bang-won, Jung yi-seul, Kim ji-young, Park kyoung-mug, Yoon yeon-hwa

Fino a

Martedì, 10 Luglio, 2018 - 21:30

Korean Wunderkammer 2018. Mostra di Su Muk

Comunicato

KOREAN WUNDERKAMMER

il festival di arte contemporanea coreana

per la quarta volta a Milano

14 giugno-19 luglio 2018

 

Fondazione Luciana Matalon dal 3 al 10 luglio- mostra collettiva di Su Muk (inchiostro asiatico)- vernissage 3 luglio ore 18,30

dalla calligrafia all’arte

a cura di Michela Ongaretti

 

Non è la prima volta che  la Fondazione Luciana Matalon ospita la creatività di Korean Wunderkammer, e non è la prima volta che il mondo della neo-calligrafia orientale viene presentato in Italia. Nell’edizione del 2016 alcuni suoi protagonisti erano tra le prime apparizioni del festival, considerati una componente di un moderno gabinetto delle meraviglie insieme a pittura e scultura, illustrazione e fotocomposizione digitale. Già da allora si intuiva come l’inchiostro e i pennelli tipici di una tradizione partita dalla Cina e attraverso il Giappone arrivata in Corea stanno diventando strumenti di un’arte più complessa che unisce gli ideogrammi a soggetti figurativi o astratti. Una seconda occasione per mostrare quel tipo di ricerca è stata la personale di Shing Gangwon nel luglio del 2017, esponente della disciplina che il Consolato di Corea di Milano ha proposto nelle sue sale come evento speciale, correlato a Korean Wunderkammer.

Oggi molti artisti portano nella città meneghina, per l’edizione 2018 del festival, un nuovo concetto. Vengono sempre utilizzati gli strumenti convenzionalmente usati in calligrafia unendo altre tecniche  e avvicinando illustrazione, pittura in un unico genere, raccogliendo l’aspetto anche tematico dell’arte tradizionale coreana, per unirla a sua volta a tendenze più contemporanee od occidentali.

Questo nutrito gruppo di settanta artisti, tra cui ricordiamo Choi jeom-bok, Choi nam.kil, Jung bang-won, Jung yi-seul, Kim ji-young, Park kyoung-mug e Yoon yeon-hwa ha scelto di definirsi con il nome più generale coreano dell’arte antica sviluppatasi dalla calligrafia, Sum Muk, letteralmente “inchiostro asiatico”.

A dispetto dell’ eterogeneità dei soggetti, di cui rappresentativi sono gli stili di questi otto esponenti, l’utilizzo dell’inchiostro resta quell’ imprescindibile materiale comune, con una sua specifica prassi esecutiva che solo chi proviene dalla calligrafia sa gestire con maestria.

Chiamato anche Ink wash painting, o molto simile alla pittura letterati, trasforma in acquerello il nero profondo dell’inchiostro da ideogrammi secondo concentrazioni diversificate. Servono anni di pratica per perfezionare il movimento del pennello e il flusso di inchiostro, calibrando la tonalità e l'ombreggiatura ottenute variando la densità dell'inchiostro, sia mediante una macinazione e levigatura dello stick di inchiostro in acqua, sia a seconda della pressione della pennellata. Sin dai tempi antichi l’ombreggiatura è una tecnica così raffinata da riuscire a rendere variazioni nella tonalità sorprendenti, dal nero intenso al grigio argenteo. La stessa millenaria tecnica oggi viene associata ad altri colori per una resa delicata o decisa, influenzati da quella filosofia per cui non si riproduce semplicemente un soggetto ma si cattura il suo spirito.

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