Isabella d'Ortona - Luce e colore, il ritorno dell'arte

Inaugura

Sabato, 21 Maggio, 2022 - 18:00

Presso

Galleria Studio C
via Giovanni Campesio, 39 Piacenza

A cura di

Luciano Carini

Partecipa

Isabella d'Ortona

Fino a

Giovedì, 2 Giugno, 2022 - 19:30

Isabella d'Ortona - Luce e colore, il ritorno dell'arte

Comunicato

Galleria d'Arte Contemporanea
“STUDIO C”
via Giovanni Campesio, 39
29121 Piacenza
cell: 348-8703060
Email: studio.c.immagine@gmail.com

MOSTRA PERSONALE DI ISABELLA D'ORTONA

LUCE E COLORE, IL RITORNO DELL'ARTE

21 MAGGIO – 2 GIUGNO 2022

Alla Galleria d'Arte Contemporanea “Studio C” di via Giovanni Campesio 39 si inaugura sabato 21 maggio, alle ore 18, la mostra personale di Isabella d'Ortona dal titolo “Luce e Colore, il ritorno dell'Arte”.
Ritorna dunque allo “STUDIO C”, Isabella d’Ortona, e vi ritorna dopo le belle mostre tenute in precedenza, ma questa volta, oltre alle sue caratteristiche tematiche tutte legate alla vita e all'esistenza, la nostra artista presenta una nutrita e interessante serie di opere nate nel lungo periodo del loockdown. Straordinaria artista Isabella! Sempre pronta a stupire, a cambiare direzione, ad andare contro corrente, a proporre nuove e imprevedibili riflessioni. E così questi nuovi dipinti non sono affatto ispirati dal pessimismo o dalla travolgente “noia” del vivere imposta dal particolare momento storico, ma guardano avanti, si concentrano sulle bellezze della natura, sulla gioia del vivere e sulla capacità di saper godere delle piccole e grandi cose che la vita ci offre.
Nata a Cremona, attiva per lunghi anni a Roma e attualmente residente a Piacenza, Isabella D'Ortona è un'artista dal lungo curriculum e dall'intensa attività, con mostre prestigiose tenute in spazi pubblici e privati di tutta Italia e di molte capitali d'Europa.
Numerose anche le sue opere entrate a far parte di importanti collezioni ed Enti Istituzionali: tra queste è senza dubbio da segnalare una grande “Deposizione” collocata a Montecitorio, sede del Parlamento Italiano.
Di tutto riguardo anche il suo bagaglio critico con nomi di rilevanza nazionale: Elda Fezzi, Mario Monteverdi, Giorgio Mascherpa e poi l’indimenticabile Mario Ghilardi, il mio più stretto collaboratore degli anni settanta e ottanta. Nomi che hanno lasciato una traccia indelebile e che, con le loro critiche e i loro saggi, hanno profondamente inciso sul percorso dell'arte moderna e contemporanea. Nel corso della sua lunga e intensa attività, Isabella d'Ortona ha senza dubbio sentito il fascino e l'attrazione dell'Espressionismo tedesco, di nomi come Schiele, Munch, Ensor, Nolde e poi del nostro Realismo Esistenziale, ma questa volta la sua espressione sembra essersi placata, ammorbidita, si è fatta più intima e raccolta trovando al proprio interno nuova forza ed energia, nuovi stimoli e argomenti per reagire positivamenta al grave disagio della solitudine e dell'isolamento imposto dalla pandemia.
Allora sulle luminose pareti della galleria ecco sfilare la nuova produzione di Isabella D'Ortona. Non troviamo più la rappresentazione cruda e quasi violenta della realtà, nè le drammatiche visioni dei suoi corpi dilaniati e corrosi dalla monotonia del quotidiano. Ora tutto viene rivisto e re-interpretato sotto una nuova luce ed una nuova veste: gli occhi dell'artista si soffermano sulla natura, sui campi dorati di girasoli, sul cielo azzurro e profondo, sul volo libero dei gabbiani alla disperata ricerca di libertà e aria pura. Ogni tanto, all'interno di questi dipinti, compaiono anche figure femminili, ma non sono più quelle tipiche della sua espressione, scarnificate e drammatiche. Pur nella loro ridotta deformazione anatomica, tipica di tutto l’Espressionismo europeo, mantengono intatte le loro sembianze trasformandosi in esseri fragili e delicati, sensuali e poetici, evidente dimostrazione che forse il loro mondo non è poi così desolato come potrebbe apparire. Anche il colore di questi dipinti sembra essersi profondamente modificato: ora appare più limpido e chiaro, più terso e profondo e poi quella luce, continua e insistente, che sempre illumina le visioni e si posa sui fondi rendendoli delicati e leggeri. Luce e colore! Rappresentano il bisogno urgente di una nuova e diversa comunicazione, la necessità impellente di credere ancora nella storia e nella bellezza della vita.
La rassegna, che sarà introdotta dal gallerista e critico d’arte Luciano Carini, chiuderà il 2 giugno.

ORARI: feriali e festivi dalle 16,30 alle 19,30
Lunedì, giorno di chiusura

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