Internation-ART

Inaugura

Giovedì, 5 Aprile, 2018 - 19:00

Presso

Galleria360
via il Prato 11 r, Firenze

A cura di

Angela Fagu, Riccardo Piagentini

Partecipa

Artisti Internazionali

Fino a

Sabato, 28 Aprile, 2018 - 19:00

Internation-ART

Comunicato

COMUNICATO STAMPA

 

Mostra collettiva: “Internation-ART”

Organizzatori: Arch. Riccardo Piagentini, Art Director  Angela Fagu

Inaugurazione Mostra: Giovedì 5 Aprile 2018 ore 19:00

Durata Mostra: 5 Aprile – 28 Aprile 2018

Luogo: Galleria360 Via il Prato 11r Firenze

Sito web: www.galleria360.it Shop-online: http://shop.galleria360.it/

Email: info@galleria360.it Tel. +39 0552399570

Orario apertura: Lunedì dalle 15:00 alle 19:00; da Martedì a Sabato compresi dalle 10:00 -13:00 e dalle 15.00-19.00;

Ingresso libero

 

“La grande arte – o la buona arte – è quella che, quando la guardi e ne fai esperienza, ti rimane nella mente. Non penso che l'arte concettuale e l'arte tradizionale siano così diverse. C'è arte concettuale noiosa e arte tradizionale noiosa. La grande arte è quella che non ti fa smettere di pensare, dopodiché diventa memoria”.

(Damien Hirst)

 

“Ma questo è un quadro?”, “Questa è arte?”. Visitando una mostra o entrando in un museo d’arte contemporanea capita spesso di pensare, dire o sentire domande di questo genere. Anche per gli addetti ai lavori come critici, galleristi, curatori, è sempre più difficile stabilire confini precisi tra cosa possa essere considerato “arte” e cosa in realtà non lo sia.

Il dibattito sull’arte è oggi sempre più acceso e trova stimolanti spunti di riflessione nella nuova mostra “Internation-ART” la cui inaugurazione avrà luogo Giovedì 5 Aprile 2018, alle ore 19.00, in via il Prato 11r, Firenze. Durante la serata inoltre sarà offerto un cocktail di benvenuto mentre musicisti jazz suoneranno dal vivo, animando la serata e creando un felice connubio tra Arte e Musica.

L’arte contemporanea è caratterizzata da un paradosso: da una parte attrae grandi numeri di visitatori, soprattutto in occasione di eventi su scala mondiale come  fiere o biennali; dall’altra crea molte perplessità e viene considerata “difficile”. Questo perché all’originaria funzione estetica dell’opera, ovvero al principio millenario della kalokagathìa, l’ideale greco del “bello e buono”, si è sostituito quello del “sensazionale”. Ci vengono così in mente cuori in acciaio, squali in formaldeide e pupazzoni di Jeff Koons, Damien Hirst e Maurizio Cattelan o il gigantismo imperscrutabile di Matthew Barney.

E se dunque le opere di Cattelan, Hirst, Koons o Barney  fanno clamore, provocano e si trasformano in veri e propri “proiettili contro l’osservatore” (Walter Benjamin), al tempo stesso riportano la questione al nocciolo del problema: quello di un’arte che, attraverso il “sensazionale”, attraverso la provocazione, denuncia i paradossi di un sistema che troppe volte è costretto a piegarsi alle logiche di mercato, alle esigenze dei curatori e alle aspettative del pubblico.

In una società che ha visto mutare il proprio concetto di identità, i propri confini fisici e culturali, in nome di una “internazionalità” che ha ridefinito nuove geografie artistiche, gli artisti di “Internation-ART” attraverso le loro opere, propongono quindi nuovi spunti di riflessione sull’attuale condizione dell’arte e dell’artista, facendo dialogare il passato con il presente, i linguaggi tradizionali con le nuove tecnologie, attraverso ingegnose manipolazioni ed eclettiche ibridazioni.

Virginia Bazzechi Ganucci Cancellieri

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