Alberto Besson. Wonderland

Inaugura

Sabato, 8 Febbraio, 2020 - 17:00

Presso

Galleria Arianna Sartori
Mantova, via Cappello 17

A cura di

Arianna Sartori

Partecipa

Alberto Besson

Fino a

Giovedì, 20 Febbraio, 2020 - 19:30

Alberto Besson. Wonderland

Comunicato

La Galleria Arianna Sartori di Mantova, nella sala di via Cappello 17, presenterà la mostra Wonderland del pittore cremasco Alberto Besson, dall’8 al 20 febbraio 2020.

L’inaugurazione si terrà sabato 8 febbraio alle ore 17.00 alla presenza dell’artista.

 

L’analisi puntuale di Alberto Besson sulle dinamiche del movimento e sulle scomposizioni del colore richiama l’Orfismo di Delaunay, che ha arricchito le geometrie del cubismo con la fantasmagoria tonale delle sue sperimentazioni. I lavori di Besson si traducono in un inedito gioco segnico e coloristico, dove una miriade di tacche geometriche si incontrano sulla superficie della tela, senza interrompere il flusso compositivo, che impegna lo sguardo in una raffigurazione frammentata e caleidoscopica. I toni vivi e squillanti esaltano le minuscole forme che si coniugano in un concertato ritmico, vibrante e luminoso.

Il dinamismo che anima queste opere è ordinato e organizzato con una sapienza costruttiva capace di evocare percorsi visivi e paesaggi e di rielaborarli con un’intelligenza ludica e trasfigurante. In un efficace confluenza tra scelte cromatiche e incastri segnici, l’artista imprime una cifra stilistica di immediata riconoscibilità alle sue interpretazioni pittoriche che, sotto l’impulso di una felice intuizione poetica, reinventano una natura incontaminata dalla presenza dell’uomo. Attraverso un’astrazione che allude alla riconoscibilità del reale, Besson coglie l’essenza intima di un vissuto filtrato dalla memoria; non è quindi casuale che i titoli dei suoi lavori conducano al riconoscimento di mondi vicini e lontani, ma perfettamente ricomponibili nella loro indeterminatezza e che si impongono allo sguardo come una narrazione compiuta. In questo gioco di scomposizione e ricostruzione, ogni singolo tassello di colore diventa vocabolo descrittivo di un’immanenza, di un apparire senza infingimenti simbolici; qui la materia pittorica, infusa di sogno e di realtà, sembra proliferare sulla tela a seguito di un processo spontaneo di germinazione, per testimoniare la bellezza del creato”.

Paolo Levi, Milano, 2010, (da “La Materia è il Colore”, Giorgio Mondadori Editore)

 

Osservando le opere di Alberto Besson si entra in una dimensione di inquieta frammentazione geometrica, come se il mondo, quello reale, avesse già da tempo accanto, un alter ego parallelo, infinito e riconoscibile. Miriadi di forme trovano la loro origine nelle “Memorie ferite” di un lontano vissuto fra “Sogni infranti” e “Segreti abissi” di una dimensione ormai perduta. Il lungo cammino evocativo dell’artista supera le rarefatte sequenze di una mimesi indefinita, per entrare trionfalmente in quello stadio che vive tra un astrattismo colto e quella sfera irrazionale dell’idea, tesa alla ricerca di un altrove. Besson attua graficamente una “Purificazione” della composizione reinterpretata come interconnessione tra il mondo fisico ed il mondo surreale.

L’indomito sentire dell’artista rifugge dal mondo stereotipato delle consuetudini interpretative per addentrarsi nella sfera più autentica del sensibile. Una catarsi ancestrale trasforma il substrato cromatico in un fluido vitale che attua una trasformazione tonale del contesto compositivo. Nelle opere recenti, la realtà oggettiva abbandona l’idea plastica iniziale per intraprendere un nuovo percorso, un viaggio nei meandri più nascosti e irraggiungibili delle tensioni essenziali della figurazione. Al di là di qualsiasi intervento emotivo, l’arte di Besson vive in una dimensione geometrica raffinata, sottesa tra indefiniti dinamismi e sublimazioni vario centriche che parlano di sequenziali eventi, viaggi realmente intrapresi parallelamente agli studi universitari, frame di immagini cancellate e poi recuperate in una enigmatica stratificazione bidimensionale. Rigorose razionalità modulari definiscono l’impianto compositivo, costruito tramite alternanze tonali, fragili tracce segniche, fasce, lacerti che si susseguono ad intervalli regolari creando intermittenze, pause, ritmicità inarrestabili. Forme pensate e sofferte si trasfigurano nei colori forti e cangianti della personale scala cromatica, razionali ed essenziali nelle tonalità percettive, affascinanti nei rapporti spazio temporali della materia.

Una straripante energia accende le forme, rivitalizzandole nella iperdinamicità del visibile, dalla quale affiorano miti ed eroi sensitivi di straordinaria bellezza interpretativa. Inattese cadenze tonali nascondono volutamente un ipotetico scrigno emotivo, fluttuano nelle profondità dell’animo, misteriose ed indefinibili forme, prive di ingannevoli ombre. Giocando sulle ritmicità percettive, l’artista indaga nei meandri più profondi del sentire umano alla ricerca di una purificazione del tratto, di una esemplificazione delle forme, creando inediti rimandi espressivi nei quali il disegno, inteso come progettualità, vive in una dimensione di ininterrotta dinamicità.

La prima mostra di Alberto risale al 1968, epoca fervida d’iniziative culturali influenzate da una sperimentazione estrema ancora oggetto di studio e approfondimento. Questo clima, così ricco di esperienze ed incontri, è stato per l’artista la perfetta atmosfera inaugurale della sua Arte. Evoluzione e coerenza sono le caratteristiche essenziali dell’arte di Besson. Singolari forme geometriche si animano nello spazio costruendo varianti, essenze, mutazioni, sospese nel sotteso silenzio di una dimora arcana. Evocative presenze trovano nei contenitori spazio-ideativi della memoria una forza sorprendente, mirata, tacita, elegante, declinata da incidenze parallele frammentate da violente discrepanze e linee spezzate di inedita ed affascinante dinamicità”.

Gianluigi Guarneri, Cremona, settembre 2017

 

Alberto Besson nasce nel 1949 a Crema ove tuttora risiede.

Significativi riconoscimenti al Castello Sforzesco di Milano ed alla società Belle Arti di Torino, lo incoraggiano a continuare il proprio discorso artistico iniziato nel 1965.

Gli anni 70 sono di grande fervore creativo, favorito dalla frequentazione degli ambienti artistici milanesi, parallelamente agli studi universitari.

Tre le personali nel capoluogo lombardo in breve tempo e prime realizzazioni serigrafiche su lastre di alluminio e nuovi materiali plastici.

Dopo un periodo di esperienze diversificate, si laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano e superato un concorso pubblico, ottiene un impiego statale.

Al suo attivo oltre quattrocento presenze dal 1965 in Gallerie d’Arte, Fondazioni e Musei in Italia e all’estero.

 

Nel 2018 si ricordano: Artefiera Parma; Saphira & Ventura Gallery, New York; Parallax Art Fair, Chelsea Town Hall, Londra; P.A.T., Art Talent, Pavia; “Vision Board”, Arte come desiderio, Museo MIIT, Torino; “L’Arte come moto dell’anima”, realtà artistiche contemporanee, Maschio Angioino, Napoli e nel 2019: Biennale Barcellona; Artefiera Cremona; Vi.P.Gallery, località Crist, Nardo (BS); Spazio E, Alzaia Naviglio Grande, Milano; Artexpo, Museo Gonzaga, Sant’Agnese, Mantova.

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