© Carolyne Drake, Internat

Inaugura

Venerdì, 15 Febbraio, 2019 - 19:00

Presso

Officine Fotografiche
Via G. Libetta 1, Roma

A cura di

Laura De Marco

Partecipa

Carolyne Drake

Fino a

Venerdì, 8 Marzo, 2019 - 19:00

© Carolyne Drake, Internat

Comunicato

A partire dal 15 febbraio 2019 Officine Fotografiche ospita a Roma Internatprogetto della fotografa statunitense Carolyne Drake, curato da Laura De Marco, in collaborazione con SI FestSavignano Immagini Festival e con il patrocinio della città di Savignano sul Rubicone.  Tra il 2014 e il 2016, Carolyn Drake realizza una serie di immagini all’interno di un orfanotrofio russo che ospita giovani con disabilità, tra cui molte giovani donne che diventano adulte nel completo isolamento. Frutto di un percorso individuale ed esistenziale che nasce anni prima degli scatti realizzati, Internat è la testimonianza di un’intensa collaborazione tra la Drake e le ospiti della struttura che, su suo invito, hanno prodotto proprie creazioni, a partire dalle opere di Taras Shevchenko, artista ucraina, etnografa, poetessa e prigioniera politica. La natura, gli oggetti della vita quotidiana e le mura dell’orfanotrofio sono mezzi per discutere questioni quali il controllo sociale, l’identità individuale e collettiva, la libertà di immaginazione e la normalizzazione del comportamento femminile.

Cosa definisce l’identità di una persona all’interno della società? La sua famiglia e i rapporti che si instaurano con essa; il cerchio allargato delle persone che via via incontra; le esperienze che fa del mondo, e così via. Cosa succede quando tutto questo viene negato? Quando si cresce all’interno dei confini murati di una istituzione?

(…)Internat si sviluppa come una vera e propria pratica di collaborazione alla produzione del lavoro artistico: Drake condivide la sua autorialità con i soggetti coinvolti, nel tentativo di creare un progetto che possa fare luce sulle molteplici sfaccettature di questo micro mondo. Includendo i suoi soggetti nel processo creativo, Drake ha la possibilità di andare oltre a un’ annosa questione (non solo pratica, ma anche etica) della fotografia documentaria classica: chi è che racconta le storie e a favore di chi lo fa? Ovvero, i soggetti, soprattutto di storie delicate come questa, hanno effettivamente voce in capitolo nel momento in cui la loro storia viene raccontata o non si fa altro che diffondere narrazioni a un’ unica via, quella dell’autore che le racconta? (Laura De Marco).

Come arrivare

categoria