Leeza Hooper - Copertina n.359

Leeza Hooper nice art image

"Io non cerco di decifrare la realtà, di interpretare la natura, faccio solo attenzione, mi allarmo, non mi armo, che è diverso. Mi armo di varie 'code', per non dire antenne. Code come antenne primordiali, una pinna di pesce, una coda di cane, attraverso le quali puoi veramente cogliere le cose, le emozioni, e accenderti. Il problema non è nel riuscire ad 'acchiappare' le cose, che può anche riuscirti, ma se poi non ti accendi?" (Enzo Cucchi)

 

Difficile da identificare Leeza Hooper (Roma, 1980), ambiguo fin dal nome. Partendo da forme ed icone legate all'immaginario pop contemporaneo, l'artista realizza composizioni che esaltato il segno e liberano il gesto, definendo una ricerca al limite tra urban art e grafica digitale low-fi.

Affascinato tanto dalla street-art quanto dal minimalismo, tanto dalla figurazione folk quanto dalla pop culture nella sua accezione più ampia, Leeza si presenta come un visual composer armato di matita, penna biro e tavoletta grafica. I suoi lavori, agglomerati di elementi sparsi sul supporto in modo apparentemente confuso, si presentano come sintesi di interventi gestuali dinamici, inquieti, isolati tra di loro ma compiuti nell'insieme. È il segno, dunque, ad essere esaltato, denominatore comune all'interno delle differenti opere.

Ogni lavoro (che sia su carta, su tela, o su foglio elettronico Microsoft Paint) appare in questo modo come una tabula rasa su cui elementi diversi vengono sottratti e accumulati, rispondendo all'impulso di sollecitazioni emotive disparate, caotiche, e non sempre aperte ad una lettura coerente e definitiva. L'osservatore, per tali ragioni, diventa destinatario ammesso ed escluso dalla lettura, ospite accolto e respinto nel mondo dell'artista.

 

Copertine settimanali di Lobodilattice a cura di Alex Urso

 

Leeza Hooper art
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