UNA TRANSUMANZA DAI TEMPI BUCOLICI AGLI IMPEGNI CONSUMISTICI

A Venezia, presso l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica, è stata aperta (dal 4 al 9 Luglio) la mostra d’arte contemporanea Trahshumanika, coi quadri a tecnica mista di Ionut Dragos. Esteticamente, funziona una critica all’ideologia del capitalismo. La meccanizzazione della produzione toglie qualunque “poesia” per l’artigianato “indipendente”. Precisamente Ionut Dragos rivisita la cultura d’una regione a nord della Romania, che si chiama Maramures. La percezione dei tempi morti, affinché l’artigiano “creativo” possa se non “cestinare” almeno correggere un’opera che presenta qualche difetto, sarà “asfaltata” dalla serialità capitalistica. Più semplicemente, il mercato impedisce di tergiversare. Il prodotto rotto va immediatamente rimpiazzato. L’artigianato “rurale” ci esibisce il lirismo in quanto si concede molte licenze, se l’apprendista aprirà una propria bottega. Il capitalismo invece si basa sul trash, mistificando l’umanesimo d’un progresso finalmente accessibile a tutti. La positività inerisce al voyeurismo di chi “si vanta”, avendo già acquistato in accordo alla moda del momento. Esteticamente, Ionut Dragos cerca il collage. Sembra che il treppiede per la macchina fotografica possa zoomare, sul ponteggio di chi stende la colla per l’affissione d’un poster. Così la lente diventerà d’asfalto, e rovesciandosi nel muro. L’artista “gioca” dialetticamente, rappresentandoci pure il “vecchio” lavoro nei campi. La zappa sarà stata rimpiazzata dallo spazzolone…La manualità degli artigiani avrebbe ceduto alle “lusinghe” dello scartamento. La carezza affrettata di chi desidera godersi un prodotto si percepisce spiattellata. In una dialettica estetica fra il collage di ricomposizione o di rottura, pare che Ionut Dragos cerchi la seconda.

Un quadro ci mostra una “campanula”… di bicchieri! Accanto, pare che l’ingrandimento d’un uomo sia capace di trainare “a carriola” un calesse, togliendo qualsiasi valorizzazione del cavallo. L’urbanizzazione avrebbe le “briglie” solo per il tubo che scarica i detriti, dentro al cantiere edile. La corolla dei fiori si farà distorcere dalle sedie da giardino. Nel tempo morto del party, il rilassamento non può lesinare sul divertimento. La carta stracciata del pacco da regalo giungerebbe a fluttuare. D’altro canto un semplice cocktail si gusta meglio, se corredato da uno spicchio d’agrume, sul bordo del bicchiere.

Raffigurato contro uno sfondo dove l’eventuale campo ha la luce “asfaltata” dall’avorio, mappandosi in via “digitalmente” catastale, lo zappatore pulirebbe un pavimento, col detersivo. Lo spaventapasseri fatto in cartapesta dovrà essere abile nel destreggiarsi fra i cambi di vento dell’amministrazione burocratica. La digitalizzazione degli oneri offrirà il menu a tendina, accelerando lo scavo delle informazioni. Ionut Dragos raffigura la sola sagoma dello zappatore, fra il nero dell’inchiostro ed il “fantasma” della virtualità.

Per Ingeborg Bachmann, descrivendo la Puglia, accade che i tamburi cittadini rullano senza sosta. Sarà un pane bianco per le labbra nere. Quanto il caratteristico sole del Meridione striderebbe con la fatica del contadino? Le mosche ci “aggrediranno” partendo dalle greppie. Nella società contemporanea, la pagina online permetterebbe di far “tambureggiare” le lettere in cartaceo, grazie al rapido click. Più in generale, Internet è diventato una sorta di “pane bianco” per l’amministrazione della vita. Senza di quello, ormai ci si sente fuori dal mondo. In uno dei quadri, si riporta la scritta rural. Il piccolo “arbusto” delle sue lettere non solo sarebbe avvizzito dalle linee, ma anche “incatramato” direttamente dalla terra. Ironicamente, un maiale avrebbe avuto più cura per l’igiene del corpo! L’artista cerca nel contempo un’ombra paradossalmente rosa. Nella società capitalistica, il consumo deve risultare piacevole al tatto. Il contadino che volesse trasferirsi in città, non avendo ancora preso la giusta abitudine al luccichio dell’insegna pubblicitaria, virtualmente se lo “incarnerebbe” tramite il ricordo d’uno splatter: ad esempio dall’aia fangosa, dove scorrazzano gli animali.

I quadri di Ionut Dragos tendono a percepirsi dai lavori in corso. Quelli nei campi fedelmente si rispecchiano dentro una tempistica naturale, a causa delle stagioni. Il cantiere stradale il più delle volte tarda. Questo fa anche “innervosire” i residenti. Ionut Dragos raffigura il murales, dove regna la confusione fra i disegni d’artista e le scritte che vogliono provocare, stupidamente. In un quadro, pare che alla gallina sia riuscito l’inquietante miracolo d’aver deposto un uovo a chiocciola informatica. Il messaggio e-mail prenderebbe il “volo”, premendo il testo invia. Ma sarà tutto meccanicamente “scheletrizzato”… Una gallina compie svolazzi, a stretta gittata. L’artista ci raffigura una chiocciola in blu oltremare. Se la gallina fatica a volare, l’uomo potrà spedire un messaggio e-mail in tutta rilassatezza. Per lui, l’aria del cielo si percepirà sempre azzurra.