La pari opportunità umana del linguaggio artistico!

La pari opportunità umana del linguaggio artistico!

I linguaggi dell'arte, sono l'unico territorio della nostra condizione presente, dove da sempre ci orientiamo con il solo strumento dell'istinto, strutturando la comprensione attraverso l'agire e l'intuizione istintiva: a partire dall'istinto si struttura la volontà cosciente della comprensione dell'altro.

L'arte disciplina la natura umana partendo dalla conciliazione con la propria natura linguistica.

L'origine linguistica dell'arte è nella relazione tra emittente e ricevente, origine è autisticamente autoreferenziale:

l'artista è lo primo spettatore del suo linguaggio tradotto in segni, forme e grammatiche simboliche.

Il linguaggio dell'arte è identità collettiva e connettiva, che riflette l'umana condizione (fuori dal tempo, quanto è banale ragionare d'arte contemporanea, l'arte o è fuori dal tempo o non è arte) in una moltitudine di frammenti, che alcuni artisti hanno la fortuna, di viversi in tutta la loro complessità, in solitudine, nel proprio studio.

Questo rende il linguaggio delle arti maggiori (o se preferite delle arti madri, la pittura e la scultura), fuori dal tempo.

Il linguaggio dell'arte si muove in un territorio esterno alla nostra sensorialità fisica, in un territorio della visione e della percezione sensorialmente comune, tra istinto e ragione, tra coscienza e inconscienza, questo ci portiamo dietro da decine di miglia d'anni, in questo millennio la nostra storia immaginaria e simbolica comune, è destinata a soffrire, media di massa, la digitalizzazione e i media integrati ci stanno depredando, ci stano saccheggiando il nostro immaginario collettivo e connettivo, quello che ci ha portato fin qui, sia sta recitando la bestia magica della nostra evoluzione.