Conosciamoci

Se qualcuno vive solo per l’arte, è indotto assiduamente a non rimanere mai fermo, a rintracciare, ovunque giunge, un stimolo ispiratore, che gli consenta di durare sulla vetta dell’onda.

Quando gli manca l’ispirazione capita di accettare compromessi poco dignitosi, nell’abbaglio di poter mantenere la reputazione giunta, cioè di poter essere ammirato qualsiasi cosa faccia.

Nel momento in cui medita di sentirsi libero non lavorando sotto padrone, o di poter suggerire al committente i propri obblighi, scopre di essere servo della propria aspirazione, del proprio soggettivismo.

Considero che Il vero artista non deve scoraggiarsi al pensiero di dover morire di vecchiaia lontano dal palcoscenico, è quello appagato del proprio presente evitando di raccontare costantemente il proprio passato.