"Working Class Heroes. Il New Jersey cantato da Bruce Springsteen" di Emanuele Reguzzoni

"Working Class Heroes. Il New Jersey cantato da Bruce Springsteen" di Emanuele Reguzzoni

Titolo

"Working Class Heroes. Il New Jersey cantato da Bruce Springsteen" di Emanuele Reguzzoni

Inaugura

Sabato, 15 Dicembre, 2012 - 17:30

A cura di

.

Artisti partecipanti

Emanuele Reguzzoni, Paolo Gamerro

Presso

Biblioteca Civica, Busto Arsizio

Comunicato Stampa

 

Now my home’s here in these meadowlands where mosquitoes grow big as airplanes
                                                                  (Bruce Springsteen, “Wrecking ball”)
 
Lunghe strade deserte, verdi distese sconfinate, paesini dai bassi edifici e case in legno con il
portico e l’immancabile bandiera americana, auto d’epoca, pontili e spiagge assolate, bar e locali in
abbandono.
Sono questi i luoghi di Bruce Springsteen, immagine di un’America di periferia, lontana dai grandi
centri internazionali e che pare dimenticata, ma che conserva un suo fascino e una sua poetica.
 
Il fotografo Emanuele Reguzzoni ha viaggiato nel New Jersey sui passi di Bruce Springsteen, guidato
dalle sue canzoni, vivendo queste terre alla riscoperta del mito, scovandolo nei luoghi narrati nei suoi testi,
e restituendoceli oggi attraverso le sue fotografie nella loro immediatezza presente.
 
Sono spazi spesso privi di presenza umana, paesaggi naturali immensi o angoli di città, che ci
parlano del “Boss” ma anche di una classe media che lui stesso ha raccontato.
È la città di Asbury Park a dare il nome a “Greetings from Asbury Park, NJ”, il primo album di
Springsteen del 1973, che da questo momento in poi canterà spesso del suo paese, delle sue radici e
della sua gente, una classe operaia ordinaria, ma orgogliosa ed affascinante, con le sue storie e i suoi
sogni, a cui Springsteen sentiva di appartenere profondamente, ma da cui, contemporaneamente,
voleva scappare. Il suo desiderio di evasione l’ha portato a diventare la leggenda del rock che
ancora è, ma il suo sentimento di appartenenza l’ha ancorato a quei luoghi, dove tuttora vive e tiene
il “warm up”, le prove generali dei suoi tour internazionali.
Le fotografie esposte trasmettono quel senso di vuoto tipico delle periferie urbane, e in particolare
modo quelle americane, ma allo stesso tempo creano un’atmosfera quasi di sospensione, di attesa
di qualche evento, di una possibilità sperata, che effettivamente può essere realizzabile. Lo fanno
attraverso vedute realizzate con il grandangolo, dai colori volutamente tenui, quasi spenti, con un
effetto simile alla pellicola degli anni ‘70, e riprese diagonali che restituiscono un’idea di profondità
estremizzata.
I luoghi suggeriscono ed evocano più che mostrare chiaramente: grandi spazi aperti e disabitati, o
in cui la presenza umana è minima, si alternano a vedute di città in cui lo sguardo si concentra su
dettagli significativi della tradizione. Soggetti che ci parlano di un passato forse più glorioso, oggi
con malinconia, ma dove ancora si può trovare l’America vera, genuina, basata sul lavoro della
working class e dove ancora si respira la presenza del Boss.
 
Le fotografie sono accompagnate dal racconto di un giovane scrittore emergente, che per
l’occasione si è lasciato ispirare dalle immagini e dai luoghi: Paolo Gamerro presenta “L’ultimo”.
 
 
Dal 15 dicembre al 19 gennaio 2012
Inaugurazione 15 dicembre, ore 17.30
Biblioteca Civica di Busto Arsizio, via Marliani 7
Orari di visita Lun-Ven: dalle 9.oo alle 19.oo
Sabato: dalle 9.oo alle 18.oo

 

Immagini

mostra d'arte, evento, artista, curatore, artistici
mostra d'arte, evento, artista, curatore, artistici
mostra d'arte, evento, artista, curatore, artistici
mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

Come Arrivare?

Informazioni su 'Veronica Azimonti'