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   Domenica, 01 Agosto 2010



Alessandro Severin




"io fotografo ciò che non voglio dipingere e dipingo ciò che non posso fotografare" Man Ray

Se la tangibilità, quotidiana ed onirica, è frammenti di sé, di emozioni, di sapori, di esperienze e rapporti la cui più profonda validità sta nell’essere essi stessi sedimentabili e rinnovabili, anche nella contraddizione, il compito dell’artista leale è, abbandonata una realtà che non c’è e non c’è mai stata, proporli e riproporli per come essi singolarmente appaiono e per ciò che essi singolarmente esprimono, ipotizzando – e sta qui la proposta, la più intima re-azione neodadaista al nulla di senso che ci inghiotte e si pasce – nuove trame di senso, nuove costruzioni, nuovi facondi dialoghi fra ciò, colori, tecniche, oggetti completi ed incompleti, e fra chi, volti, corpi, sempre meno colpisce un occhio stanco e sempre più suggerisce e stimola rinnovati significati, inaudite proposizioni concettuali, anche semplici, ma creative.


su lobodilattice.com dal:02/09/2009 - 8:17pm






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