Terragni a Foligno

Terragni a Foligno

Titolo

Terragni a Foligno

Inaugura

Sabato, 6 Ottobre, 2012 - 18:00

A cura di

Attilio Terragni, Italo Tomassoni

Artisti partecipanti

Giuseppe Terragni

Presso

CIAC

Comunicato Stampa

Il 6 ottobre apre al CIAC di Foligno una grande mostra dedicata a Giuseppe Terragni, celebre architetto razionalista che con la sua visione diede un impulso straordinario al modo di fare architettura in Italia e in Europa.

La mostra, curata da Attilio Terragni e Italo Tomassoni, vuole riproporre attraverso modelli, disegni, riviste, libri, scritti, la figura di Terragni, evidenziandone la sorprendente modernità.

L’attualità del suo pensiero sta nell’aver capito che la forma più alta dell’architettura non è l’atto individuale del genio solitario, bensì la sua trasformazione in strumento di analisi e di trasformazione sociale e politica.
Ciò che fa epoca è la sua dichiarazione che “essere del proprio tempo è essere di tutti i tempi”, e che proprio come “la grande letteratura o la grande musica, l’architettura può raccontare la storia dell’animo umano”: per essere il linguaggio della creatività e della conoscenza, l’espressione di nuovo umanesimo, non deve essere scialba espressione di rivoluzioni tecnologiche, ma è un oggetto animato, che “vive e respira, ha un dentro e un fuori, un corpo e un’anima come l’essere umano ”.
E come un essere vivente, l’architettura, con la sua saggezza geometrica, con le sue proporzioni e i suoi ritmi, nasce, cresce e va molto lontano, cambiando per sempre il modo in cui le persone vedono il mondo. Diventa un magnifico esempio, che trasforma le condizioni storiche, politiche, quelle pratiche e teoriche, in forme e spazi responsabili della vita collettiva.
All’ingresso il visitatore si ritrova in mezzo alla “selva oscura”, l’Italia degli anni Venti, vista attraverso gli occhi di Giuseppe Terragni, con la riproduzione del progetto della Sala O alla mostra della rivoluzione fascista a Roma, testi e immagini storiche di come si presentava l’Italia in quegli anni del dopoguerra. Nella parete è esposto l’autoritratto del 1929, nel quale Terragni esprime il suo sgomento, e quello della sua generazione, di fronte allo smarrimento prodotto dalla guerra e viene proiettato un filmato sull’epoca.

Nella seconda zona (Purgatorio) sono proiettate a grande formato le immagini delle opere costruite, sia quelle originali dell’archivio dell’architetto, sia quelle a colori realizzate nel 2004 da Paolo Rosselli.
Al centro della stanza è posto un luogo di osservazione completamente trasparente (Paradiso), formato da lastre di vetro alte più di due metri, con luce zenitale dal velario esistente, mascherata al di sopra della struttura in vetro con un telo di colore scuro, riportante in bianco citazioni dai testi di Giuseppe Terragni sui temi della mostra.
Nello spazio della sala saranno esposti i modelli, su basamenti posti a quote differenti e con uno specchio della dimensione del modello stesso, posizionato in diversi modi.

La seconda sala è introdotta da due pareti sule quali sono riportate le strisce cronologiche dell’opera completa di Giuseppe Terragni. Ogni progetto è collocato cronologicamente negli anni Venti e Trenta, e rappresentato con piante, prospetti e sezioni. Questo, insieme alla presenza e consultazione dei principali testi sull’architetto, permette al visitatore di orientarsi nell’opera e nel pensiero dell’architettura razionale. Qui è inoltre esposta una selezione di testi dell’epoca quali gli originali di Quadrante e Valori primordiali, sono presenti i ritratti fotografici degli autori di questi testi con la loro biografia essenziale, vi si trova la riproduzione a grande formato del manifesto di Valori primordiali e di passi significativi di scritti di Terragni, Ciliberti e Banfi.

Nella sala laterale viene poi documentato il progetto del Danteum, progetto per un centro studi a Roma dedicato alla figura di Dante, realizzato in collaborazione con un maestro dell’architettura contemporanea come Daniel Libeskind.
Qui si trovano riproduzioni dei disegni originali, schizzi di Terragni e materiale di studio realizzato in tutto il mondo su questo importante progetto. In particolare una sezione è dedicata al rapporto con Dante e una alla colonna, con l’esposizione del dipinto di Sant’abbondio di Terragni e con le sue riflessioni scritte e progettuali sul tema della colonna. Il Danteum racchiude il tesoro della colonna nella storia dell’umanità, è il tempio ad essa dedicato, a questa struttura che ha attraversato tutte le epoche e si è trasformata da forma esteriore in forma interiore luminosa del grande spettacolo di luce dei cieli. La colonna è il centro dei principi costruttivi, la sua essenzialità materica tra forma e contenuto, tra forza e resistenza, tra interno ed esterno, trova il suo apogeo nella sala del paradiso dantesco, dove la geometria delle stelle fisse è trasfigurata nella geometria delle colonne vitree.

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