Tamburo di Latta - Romberg Arte Contemporanea

 

Tamburo di Latta a cura di Italo Bergantini e Alessandro Trabucco

Romberg Arte Contemporanea, Latina

artisti: Antonio Cervasio / Vincenzo Marsiglia / Guido Pecci / Nicola Vinci / Fernando Zucchi

Uno dei difetti di tante mostre proposte dalle gallerie è che spesso lo spettatore, dopo aver apprezzato gli aspetti superficiali delle opere, torna a casa con la mente sgombra da pensieri attivi, non si creano cioè quei particolari ragionamenti interiori che agiscono nella profondità dell’animo, colpendo il subconscio e mettendo in discussione lo schema mentale al quale si è abituati. Un progetto culturale valido invece risveglia l’attenzione su questioni importanti della vita umana, attenzione spesso atrofizzata dal bombardamento mediatico al quale siamo sottoposti quotidianamente. La mostra collettiva Tamburo di Latta, allestita nella panoramica location della Romberg Arte Contemporanea, situata al 17° piano della Torre Baccari a Latina, è un esempio di progetto culturale ampio e coerente, nel quale le diverse suggestioni visive, piacevoli per la ricercatezza formale e il ricorrente tema ludico, stimolano tutto un eco di riflessioni in ambito psichico, in maniera sottile e mai troppo dichiarata, agendo così più efficacemente negli strati profondi della psiche. Il tema della collettiva è suggerito dal titolo Tamburo di Latta, ispirato al testo del 1959 di Günter Grass, nel quale sono raccontate le difficoltà del passaggio dall’infanzia all’adolescenza, e quindi alla successiva fase adulta, attraverso la storia di un ragazzo che vive nella Germania del delicato periodo storico segnato dal regime nazista e dalla seconda guerra mondiale. Il protagonista del romanzo di Grass odia lo stile di vita degli adulti, ai suoi occhi innaturale e ipocrita, e per questo rifiuta di abbandonare l’infanzia, imponendosi delle limitazioni che si procura di proposito con un incidente domestico. L’attaccamento al mondo infantile, soprattutto quando l'ambiente esterno sembra non dare stimoli positivi, è un tema molto attuale, dato che viviamo in un’epoca che non agevola il passaggio naturale verso la vita adulta, vista spesso come ostile allo sviluppo di personalità autonome con idee proprie. I curatori Italo Bergantini e Alessandro Trabucco hanno collegato ad ogni artista in mostra un particolare aspetto problematico dell’infanzia e dell’adolescenza, partendo dagli elementi già presenti nella loro ricerca individuale. L’aspetto distensivo “fiducia” emerge nelle opere di Antonio Cervasio, delicati dipinti ad acrilico e pastelli a olio su tela che ricordano molto la spontaneità dei disegni dei bambini, abitati da buffi personaggi su fondi bianchi.  Il gioco è invece l’aspetto sviluppato da Vincenzo Marsiglia, che occupa un’intera saletta della galleria con le sue opere facilmente riconoscibili per la tipica ripetizione del motivo grafico della stella, che ricopre interamente le superfici di una raffinata composizione di piccole opere dai toni ben calibrati e dall’aspetto prezioso, oltre a una macchinina che ben riporta all’elemento ludico. Dopo il luccicante mondo fantastico creato nella propria saletta da Marsiglia, si passa alla crisi tipica dell’adolescenza, finalizzata alla presa di coscienza di sé in rapporto alla società, sviluppata da Guido Pecci con una composizione di opere ad olio su tela e piccole sculture in ceramica allestite nella stessa parete dei dipinti su delle mensole. Le opere di Pecci emergono potentemente come un’esplosione di energia vitale, dalla vivace gestualità e dai colori luminosi e vibranti. Sulla superficie dei dipinti di Pecci si alternano con raffinatezza stesure trasparenti e zone più materiche, con ampie stesure bianche che illuminano i soggetti: figure di adolescenti inquieti e ribelli inseriti in ambienti marini o montani, tra i quali compare più volte l’immagine di un grande scroscio d’acqua, simbolo dell’irruzione violenta di una nuova fase della vita. La paura emerge nelle sapienti impostazioni sceniche delle grandi fotografie di Nicola Vinci, dove bambini dall’espressione malinconica vengono ritratti in solitari scenari decadenti, dalle predominanti tonalità brune.

 

Le crepe delle pareti dissestate che fanno da scenario alle fotografie di Vinci creano un pattern visivo estetizzante che dona alle immagini un’atmosfera teatrale che enfatizza la psicologia dei soggetti, che sembrano chiusi in se stessi. Infine la dimensione del ricordo di un’infanzia perduta nell’età adulta, eterico e sfuggevole, è ben rappresentata dalle opere di Fernando Zucchi, una composizione di opere dalla tecnica particolare: intagli di legno colorato che vanno a rappresentare i contorni delle siluette di figure tratte dalla quotidianità, posti su un supporto ligneo bianco o colorato, ma distanziati da esso come se fossero sospesi nell’aria. Ecco quindi che il percorso, ben cadenzato nelle differenti sale e pareti della galleria, si chiude, lasciando al visitatore un bagaglio di suggestioni visive efficaci perché vicine a esperienze vissute da tutti, e che tutti ricordano con nostalgia e affetto o con timore e risentimento. Una mostra ben costruita, che parla di questioni legate alla sfera intima dell’uomo con eleganza e poesia, con toni leggeri come sussurrati.

Scendendo al piano terreno della torre che ospita la galleria, si può visitare anche la project room, consistente in una sala dall’aspetto ipermoderno per la grande vetrata che occupa tutta la parete esterna. L’ambiente high tech della location ben si presta all’esposizione in corso, dal titolo Naked City, la prima di una serie di mostre curate da Italo Bergantini e Alessandro Trabucco, riguardanti l’attualità della fotografia e della videoarte nell’epoca digitale, questa volta con le opere fotografiche di Filippo Centenari, Carlo D’Orta e Massimiliano Foscati, oltre a un ipnotico video di Devis Venturelli.

 

Info:

TAMBURO DI LATTA

a cura di ITALO BERGANTINI e ALESSANDRO TRABUCCO

artisti: Antonio Cervasio / Vincenzo Marsiglia / Guido Pecci / Nicola Vinci / Fernando Zucchi

 

ROMBERG Arte Contemporanea / Viale Le Corbusier 39 - Torre Baccari / 17° FLOOR / LATINA

 

Dal 1° OTTOBRE al 20 NOVEMBRE 2011

orario di galleria: lunedì 16/20 – dal martedì al sabato 10/13 – 16/20

info: T. e F. +39 0773 604788 – M. 334 7105049

e.mail: info@romberg.it / sito: www.romberg.it

 

Chi non avrà modo di vedere la mostra collettiva Tamburo di Latta presso la Romberg Arte Contemporanea di Latina, potrà vedere le opere della mostra nella seconda tappa del progetto, dall’11 marzo al 30 aprile presso la Fondazione Rotella a Catanzaro, o nella terza tappa a Venezia nel periodo estivo.

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