TALKING WITH ALICE PEDROLETTI

Alice racconta, e si racconta.

Ciò che la rende unica è il modo in cui lo fa, sempre innovativo e vivace ma al tempo stesso realista e coinvolto nel presente.

Sentirla all’alba della collettiva Premio Artivisive che coglie il nome da alcuni versi presenti nella Commedia di Dante “E quindi uscimmo a riveder le stelle” (dal 23 Maggio al 7 Luglio 2012, presso il Centro San Fedele), è un piacere ed una scoperta, proprio come il lavoro che presenta.

Il tema ”e quindi uscimmo a riveder le stelle” è triennale declinato ogni anno in un concetto chiave legato all’esperienza di Dante nella Divina Commedia:  l’anno scorso era “Dove sono?”, quest’anno è “Il viaggio”.

In quest’ottica, Alice ha deciso di ragionare su di un’opera che sappia essere continua e mutevole, una sorta di trittico suddiviso in questi tre anni, appunto.

Qualcosa che sia immanente nello scorrere inesorabile del tempo.

Le stelle, tema appunto della collettiva, sono fondamentali all’interno del sistema mondo-universo, in quanto segnano riferimenti e rotte necessarie allo spostamento sia concreto (i viaggi) sia psicologico (l’evasione ed il sogno), ma la voracità e la velocità della vita e dei tempi spesso impediscono ai più di  volgere lo sguardo al cielo; ciononostante, le stelle restano un sostrato importante sotto svariati aspetti, storicamente portano una scia di credenze e teorie su di esse basate, molte delle quali inerenti a cammini e viaggi.

Da qui, l’idea dell’artista basata su fonti solide e scientifiche oltre che su concetti poetici e romantici;  “Sono partita dalle stelle usate dai navigatori, Polaris e Croce del Sud, le due stelle polari, e le ho semplificate in un video bianco e uno nero.  Sembrerà strano ma ancora oggi il viaggio più sicuro è quello “astronomico”. Le stelle infatti hanno uno spostamento talmente lento nel tempo  che noi le percepiamo come immobili. questo cambiamento nel tempo è dovuto ad un moto proprio della stella stessa, che ne causa lo spostamento all’interno della galassia, ma anche ad un lento e continuo  movimento dell’asse terrestre stesso, detto precessione dell’asse terrestre. Sono “viaggi” che durano migliaia di anni, molto più di quanto si riesca lucidamente a concepire da esseri umani. Pensa che i due Poli per compiere una traiettoria circolare sulla Terra impiegano 26000, e che la prossima stella polare, Alrai, prenderà il posto di Polaris nel 3000 d.C. Le stelle polari cambiano nel corso della vita del nostro Pianeta”

L’opera si intitola “Pre-ces-sió-ne” , termine preciso, determinato e razionale anche dal punto di vista oggettivo;  in fisica, la precessione è la rotazione dell'asse di rotazione appunto, di un corpo attorno ad un asse specifico.

Per quanto concerne il nostro pianeta,  essa rappresenta  un lento ed uniforme movimento dell'asse di rotazione terrestre, che causa dei cambiamenti nel sistema di coordinate usate per la mappatura del cielo; l'asse di rotazione della Terra non punta sempre nella stessa direzione, a causa delle spinte gravitazionali del Sole e della Luna (precessione lunisolare) e dei pianeti maggiori (precessione planetaria).  Da secoli e secoli, particolare attenzione è rivolta alle stelle più prossime ai poli celesti perché, restando quasi immobili nel cielo o descrivendo un cerchio in una notte intorno all’asse di rotazione terrestre, offrono un preciso punto di riferimento per orientarsi in tutte le ore della notte e restano visibili per tutto l’anno.

Possiamo asserire che la precessione fu documentata per la prima volta da Ipparco nel 120 a.C. circa e solo nel 1687 si trovò la spiegazione grazie a Isaac Newton.

Ecco allora, data la grande importanza scientifico-storica attribuita a tale movimento, che l’artista ha deciso di analizzarla, rielabolarla e presentarla come opera in forma di APP per Ipad, così da “…accostare il cielo alla terra, e portare in un certo senso la due Stelle Polari a portata di mano, fruibili per tutti. Unione di Storia e Progresso”.

“Mi piaceva l’idea di poter dare alle persone la possibilità di avere una stella, senza il possesso della stella stessa. Non c’è fisicità nel mio lavoro, se non quella del supporto con cui la stella può essere usata, e della scala su cui i due iPad appoggiano, traccia del lavoro dell’anno scorso, che ho in parte smontato e reso “bagaglio” per il viaggio di quest’anno. Le stelle sono di tutti, tutti le possono vedere indipendentemente da dove vivono. Tutti le condividono quindi. Il modo più interessante per me per condividere un’opera per iPad, è l’APP store, visibile a tutti e condivisibile per tutti, con delle regole è vero, ma nemmeno così assurde, anzi… stimolanti a rendere un lavoro ancora più fruibile.”

Interessante ed avvincente come in un’opera contemporanea ed ipertecnologica, ci sia un denso sostrato tradizionale: è notevole come in un mondo dove il flusso dei pacchetti di contenuti già confezionati sia così veloce da accorciare il pensiero al qui ed ora, si riesca invece a trovare un pensiero profondo che mitighi l’aria tra il bagaglio di tradizioni che si trascinano da millenni (basti pensare alle stelle polari come riferimento nei viaggi di circumnavigazione alla scoperta dell’America o del Milione) e il correre dell’oggi.

Ancora più affascinante sono sia l’identità dell’opera,  è un’ APP, sia il supporto che l’artista ha scelto, l’ipad; ormai è sempre più frequente l’utilizzo di tablet per consultare documenti, scattare e visualizzare fotografie o per orientarsi attraverso mappe. Ecco allora che in questo senso, potremmo definire questa tendenza come una forma di socialità all’interno della società: un gioco di parole per definire quanto sia dilagante ed incontenibile il ruolo sociale dell’ipad, che è prepotentemente diventato un essenziale ed ottimo veicolo per lo scambio di informazioni.

In questo contesto di tecnologia e comunicazione, interscambio ed interrelazioni, Alice ha pensato di creare un’opera fruibile in maniera veloce e diretta, e quindi ecco che le “sue” Stelle Polari sono diventate APP: una novità assoluta, in quanto non esistono attualmente opere d’arte sull’app store.

Una stella bianca ed una stella nera, due video.

Una navigazione, lunga una vita o forse di più.

Una “Pre-ces-sió-ne”.

 

Un “viaggio” da non perdere.

 

 

 

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