SHE'S LOST CONTROL

SHE'S LOST CONTROL

Titolo

SHE'S LOST CONTROL

Inaugura

Sabato, 23 Giugno, 2012 - 18:00

Artisti partecipanti

Mirko Smerdel

Presso

Jarach Gallery

Comunicato Stampa

 

Jarach Gallery è lieta di presentare "SHE'S LOST CONTROL", mostra personale di Mirko Smerdel.
L'interesse di Mirko Smerdel si concentra su Memoria Pubblica e Scomparsa: non solo per rappresentare ma anche per lavorare attraverso un terreno digressivo, una conoscenza alternativa e contro-memoria, un'archeologia ed una geografia mentale della vita contemporanea. Narrazione: creare collegamenti tra passato e futuro, nuove mitologie private. Micro-storie e le loro relazioni con potere politico o sociale.



 

Il montaggio concettuale del lavoro di Mirko Smerdel (Firenze, 1978) è frutto di un’indagine sui significati del simbolismo architettonico, in cui si può riconoscere un approccio archeologico di pensiero e di ricerca verso l’immagine. Ispirandosi a una frase grafitata sui muri del cantiere del quartiere Isola a Milano, l'artista costruisce una narrazione visuale che mostra i luoghi testimoni di aggressive trasformazioni urbane e lotte politiche. "I vostri Grattacieli sono macerie prima ancora di essere costruiti" richiama così sia immagini dei progetti edilizi in via di sviluppo, che foto d'epoca del quartiere Isola, che i famosi skyscrapers americani, nascenti negli stessi anni della costituzione della Comune di Parigi, di cui Place Vendôme rimane simbolo. Attraverso associazioni d’idee, Smerdel contestualizza l'architettura futura del quartiere Isola, facendo risaltare l'operazione d'espropriazione d'identità che la costituisce.
               

[testo di Aria Spinelli, per gentile concessione dell'autrice]

 

Mirko Smerdel lavora sugli archivi come se fossero potenziali paesaggi di ricordi, di memoria individuale e collettiva. Con ciò che trova, costruisce narrazioni che hanno un impatto sul nostro presente,  in modo destabilizzante e complesso. Racconta storie e mostra i segni di varie forme di resistenza, che sono disposti in modo troppo perfetto per realizzarsi in questo preciso istante, ma che molto probabilmente  sono manuali di istruzioni per il futuro, oppure prime bozze di meccanismi in fieri. Il punto di partenza del suo lavoro è la creazione di relazioni inedite e ipotetiche tra individui, segni, parole, strutture, sistemi.  Con questi significati nuovi  e potenziali, emergono differenti narrazioni e dichiarazioni sulla vita quotidiana, facendo sì che gli spettatori pensino e guardino in una direzione opposta quando, ad esempio, cause e conseguenze si scambiano di posto e alcune cose diventano paradossalmente chiare.
Nell’opera “I vostri grattacieli” Mirko Smerdel esprime una riflessione sul potere dei processi di gentrificazione odierno, con le estremizzazioni nelle società che non possono essere definite stato sociale. Questo lavoro, comunque, diversamente da come potrebbe apparire di primo acchito, non è agit-prop, piuttosto è una testimonianza del tetro scenario di quello che sarà la città, totalmente soggiogata dallo sviluppo recente. L’elemento storico di questo lavoro è dato dal luogo in cui l’artista ha trovato lo slogan che riproduce sui poster. Questo posto è Isola, una zona di Milano che viene associata alla scena dell’arte contemporanea. Più in generale,  il quartiere Isola è stato  il barometro dell’isterico sviluppo urbanistico che ha tentato di soddisfare le richieste del mercato globale, un fenomeno che può essere  parimenti osservato in quasi ogni altra grande città nel mondo.  Comunque, le industrie creative sono da sempre strettamente connesse al processo di gentrificazione, e ora il quartiere Isola ospita teatri, gallerie d’arte, negozi di design e un polo artistico. Mirko Smerdel  trovò questi graffiti (I Vostri Grattacieli Sono Macerie Prima Ancora Di Essere Costruiti) nel 2008, poco dopo la demolizione  della “Stecca degli Artigiani”, una costruzione in legno vicina  all’Isola Art Center. Suona come un grido di guerrilla dei creativi manifestanti contro le demolizioni e il recente sviluppo urbanistico, però ci ricorda anche che spesso ciò che ieri appariva positivo può divenire oggi un incubo. Servendosi della controversa espressività della réclame stradale, l’artista richiama alla memoria la prima avanguardia russa, fino alle “finestre ROSTA”, ma traspone la pubblicità in un contesto artistico, ponendo domande sull’attitudine autocritica dell’arte contemporanea nonché sulla responsabilità e sul potenziale  pericolo delle industrie creative oggi, dal momento che potrebbero diventare una minaccia per il nostro futuro.  
                   

[testo di Andrey Parshikov per il catalogo della mostra "Sotto la strada, la spiaggia" presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, per gentile concessione dell'autore]

 

 

Biografia
                                                                                                                               

Nato a Prato (Italia) nel 1978, ha frequentato il Biennio di Arti Visive e Studi Curatoriali presso la NABA - Nuova Accademia di Belle Arti a Milano.
Nel 2010 è stato selezionato tra i venti finalisti del Sovereign Art Prize di Londra.
Vive e lavora a Milano. 
Nel 2009 ha tenuto la sua prima personale, "Myth Making landscapes", a cura di Aria Spinelli e Paolo Caffoni, galleria CHAN, Genova.

Principali mostre collettive

2012: "Sotto la strada, la spiaggia", a cura di Andrey Parshikov, Benoit Antille e Michele Fiedler, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; "Atemporal", testo critico di Andrea Bruciati, Jarach Gallery, Venezia.

2011: “Milano, un minuto prima - nuove visioni di una città” a cura di Matteo Balduzzi, Fondazione Forma per la Fotografia, Milano; "PLAY IT - four performances" a cura di Daniele Perra, Tennis club Parioli, Roma; “La giovine Italia…” a cura di Gigliola Foschi, Festival Fotografia Europea, Reggio Emilia.

2010: "Police the Police", IV Young Artist's Biennial, curata da Micha Gerghescu e Jason Waite, Bucharest, Romania; "Niente da vedere, tutto da vivere", curata da Lorenzo Bruni, progetto parallelo per la XIV Biennale di Scultura, Carrara; "Practicing Memory In ATime Of An All Encompassing Present", curata da Matteo Lucchetti, Città dell'Arte - Fondazione Pistoletto, Biella; "The Documentary", curata da Marco Scotini, Prometeo Gallery, Milano; Carte Blanche / The Historical Archive: four interpretations, curata da Francesca Pagliuca, UnicreditStudio, Milano; Horror Vacui / Occupare il presente, curata da Aria Spinelli e Valerio Del Baglivo, Isola Art Center, Milano;

2009: Territoria #4 // Simbiosi a cura di Bert Theis a Prato, Splav Meduze, a cura di Marko Stamenkovic, Celje, Slovenia; Nothing But a Show, a cura di Alessio Ascari al Castello Sforzesco, Museo d'arte antica / Museo delle Arti Decorative, Milano;

2008: Backpackers - passaggi urbani, a cura di Bert Theis e Marco Scotini, Borgovico 33, Como.

 

Principali pubblicazioni

2010: Police the Police, catalogo della IV biennale dei giovani artisti di Bucarest; Carte Blanche#1, catalogo della mostra; 2009: Territoria #4 - Il grande Balzo, catalogo della mostra; Nothing But a Show, catalogo della mostra, Milano, Myth Making landscapes, free book. 


 

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