Sesso ,arte, rock'n roll: il risveglio degli oggetti, dal cubismo al ready made

In natura morta con sedia impagliata di Picasso ( 1912), il genio raggiunge un altro livello.Siamo ad un vero punto di svolta, un ready made timido e bidimensionale, il celebre ritaglio di tela cerata.  Anche se ancora non si rinuncia affatto alla manualità pittorica, siamo ad un punto di non ritorno dove la realtà empirica non è più una parte staccata dell'opera d'arte. Come dice Fabbri, lo scatenamento della rabbia del benpensanti confusi, l'inizio della morte dell'arte, che per noi invece è solo l'inizio di una nuova storia dell'arte.
 
Come il manifesto tecnico della letteratura futurista diceva, non siamo più di fronte ad una soggettività poetica ma ad un impatto incondizionato con la materia. Ossessione per gli oggetti quindi , nel caso del futurismo prettamente tecnologici, ossessione per i loro impulsi artificiali , leitmotiv che troveremo poi più avanti anche nel dadaismo, e negli anni 50 nel nouveau realisme.

Abbiamo iniziato il nostro viaggio a ritroso e a casaccio ( del resto non ha nessun senso tenere un ordine dove in realtà un ordine non c'è) nell'arte contemporanea e attraverso le sue nuove tecniche, attingendo da Braque e Picasso e basandoci su un libro rivelatore di un docente dell'università di Bologna, Fabriano Fabbri. Continuiamo a scandagliare questo testo, Sesso arte e rock'n roll (il titolo è, lasciatemelo dire, geniale), epifanico e provocatore, concentrandoci nella rivoluzione degli artisti nel primo '900. Per loro non fu facile far accettare quella che ancor oggi non è stato accettato dai più, una nuova idea d'arte completamente distante e opposta a quella del periodo moderno e anteriore, un'idea d'arte che non vive di aggettivi come bello e talentuoso. I pionieri avveneristici dell'arte contemporanea  aprirono il cammino come fanno tante volte i figli maggiori , anche se ancora adesso sono diffuse idee arretrate e confuse su cosa sia o cosa rappresenti l'arte. Quante volte mi hanno detto la fatidica frase, ma sì non dirmi che prendere una ruota di bicicletta e esporla è arte, no quella non è arte , a me piacciono gli impressionisti bla,bla,bla o quel quadro è bello e quello è bruttino (in quei momenti ho deciso di non andare più a nessun versissage con accompagnatori che non siano ad un livello PRO).

 
Entriamo allora ancora più profondamente nella tecnica del ready made ( quegli oggetti  senza senso, ecco quelli proprio).
Degli oggetti adesso come mai , non possiamo farne a meno, e chi smentisce mente. Siamo un mondo di materialisti, volendo o subendolo. Ma pensiamo a Pirandello a Joyce e alla lezione degli oggetti epifanici, che rivelano qualcosa, solo per il fatto di esistere. Gli oggetti sono diventati ormai una estensione del nostro apparato sensoriale, siamo un tutt'uno, un sistema nervoso planetario. Quello che passa per ottusità, o idiozie , non son altro che meri tentativi di spaccare questo tutt'uno e di provocare shock emozionali , togliendo banalità e torpore al nostro vissuto e ai nostri occhi per farci immergere nel reale, e mutare la nostra prospettiva. Tentativi che ci insegnano a guardare o meglio a vedere. Ci insegnano a creare e a comporre.
To be continued..
Nel 1913, un quasi sconosciuto Duchamp acquista una ruota di bicicletta e uno scolabottiglie. I due oggetti lo intrigano, lo attraggono , non sa il perchè : per ora li lascia riposare nel suo studio.
 
                                                                           Fonte : Sesso arte rock'n roll di Fabiano Fabbri

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