Rossmut Gallery partecipa a SetUp Art Fair e propone un percorso di riflessione sull'idea del corpo

Rossmut Gallery partecipa a SetUp Art Fair e propone un percorso di riflessione sull'idea del corpo

Titolo

Rossmut Gallery partecipa a SetUp Art Fair e propone un percorso di riflessione sull'idea del corpo

Inaugura

Giovedì, 23 Gennaio, 2014 - 22:30

A cura di

Loretta Di Tuccio

Presso

SetUp Art Fair
piazza xx settembre n. 6, Bologna

Comunicato Stampa

Rossmut propone per SetUp un percorso di riflessione sull’idea di corpo, sull’interazione ed il rapporto che c’è tra corpo ed “urgenza” artistica, nonché sul suo confronto con le varie forme di espressione creativa. Oggetto d’indagine, di studio, di adorazione e frustrazione, simulacro da celebrare in chiave estetica, estensione di spiritualità e coscienza, corpo che si fa gesto e presenza nel mondo; al di là di differenti generazioni e percorsi personali, il corpo è lì e qui, è loro e nostro, è elemento trasversale che accomuna e comunica empaticamente, direttamente.

L’intero percorso muove le fila partendo dal video “Blue k”, realizzato da Angelo Cricchi in occasione della performance delle Antropometrie, parte dell’omaggio che il maestro Piero Pizzi Cannella dedica ad Yves Klein; il protagonista è un corpo che si impone e allo stesso tempo si “annulla” nel colore blu oltremare per lasciare un’impronta, essenzialità ancestrale di presenza nello spazio, forma pura e tendente all’assoluto.

Di altro genere è l’unica traccia di colore presente nelle opere di Giovanni Gaggia; su carta di cotone bianco l’artista riporta l’impronta di un cuore animale, residuo performativo e fulcro centrale per un racconto grafico tracciato a matita, che narra di oggetti simbolo appartenuti alle vittime della strage di Ustica; in questo caso l’elemento sangue si fa essenza corporale, elemento comune e custode di una memoria collettiva, universale.

Se nelle opere di Gaggia, l’essenza del corpo è direttamente collegata alle relazioni con gli oggetti, quelle di Paolo Angelosanto, che sceglie la pittura come mezzo espressivo, ci mostrano il confronto con il corpo racchiuso nel gesto; come accade nel tondo dal titolo “Red passion”, due mani afferrano delicatamente rose e filo spinato, antitesi essenziale e simbolica di bene e male, di eros e thanatos, accolti da un corpo del quale vediamo solo una parte: l’artista sceglie di privarlo della sua identità e renderlo così universale.

Ad un simile concetto di simbolo universale, si affida anche Bigas Luna, che nella sua opera “La gamba di Ulisse”, con il tratto leggero del disegno, sceglie un “brandello di corpo” sospeso tra erotismo ed ironia, ora soggiogato, ora imprigionato da due serpenti, associati nel comune immaginario a temi carnali e insieme sovrannaturali.

Una pittura dal tratto forte e deciso è il mezzo con il quale si esprime la poetica di Marco Tamburro; se nelle sue tele il paesaggio “abissale” sembra a prima vista imporsi con la forza, offrendosi come centro dell’approccio visivo, al tempo stesso i suoi corpi, interpretati con la medesima gestualità dal segno marcato, sono protagonisti “compenetrati” allo spazio, vissuti e descritti come fossero estensione di quest’ultimo e del viaggio dell’artista stesso tra prospettive e distorsioni.

A chiudere il percorso, tematico e generazionale, è il lavoro dell’artista under 35 Ricardo Miguel Hernàndez, che in un’opera video, accompagnata dal materiale fotografico utilizzato per la sua realizzazione, sembra sintetizzare l’intero percorso confrontandosi esplicitamente con l’essenza carnale dell’ “oggetto” corpo.

Loretta Di Tuccio.

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