Riapre la Galleria d'Arte Moderna di Roma: subito la mostra "Luoghi, figure, nature morte"

ROMA, 19 NOVEMBRE 2011 - Dopo più di otto anni di chiusura, riapre lo spazio espositivo nell'antico monastero della Carmelitane Scalze, in via Francesco Crispi: la Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale, che entrerà a far parte del Sistema Musei Civici. Il nuovo allestimento, adattato ai moderni standard museali, con uno studiato programa di rotazione delle opere presenterà al pubblico la collezione di oltre 3.000 opere di scultura, pittura e grafica, realizzate tra metà Ottocento e secondo dopoguerra.

Il primo nucleo risale al 1883, allorchè fu acquistato nell'ambito dell'Esposizione Internazione di Belle Arti, per poi essere rapidamente rimpinguato fino a venire esposta nel 1925 a Palazzo Caffarelli in Campidoglio. Al 1931 risale la trasformazione in "Galleria Mussolini", ma è nel corso del decennio che la raccola si ammplia grazie alle principali rassegne romane dell'epoca. Nella fermentante dialettica di quello scenario artistico, il nucleo ha modo di arricchirsi con opere di Giorgio de Chirico, Mario Mafai, Scipione, Gino Severini, Giorgio Morandi, Giuseppe Capogrossi, Afro, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Mario Sirono e, tra gli scultori, Arturo Martini, Marino Marini, Giacomo Manzù.

Il battesimo espositivo della rinnovata Galleria consiste nella mostra "Luoghi, figure, nature morte", a cura di Maria Elisa Tittoni, Maria Catalano, Federica Pirani e Cinzia Virno. Le 140 opere in mostra sono suddivise in tre sezioni tematiche - "Figura",  "Vedute e visioni di Roma", "Oggetto" - a cui si aggiunte la sezione "Scultura", che compie un percorso "trasversale" in dialogo con le altre parti della mostra, a partire dai capolavori di Arturo Martini e Giacomo Manzù ospitati nel chiostro.

L'esposizione resterà aperta al pubblico fino al 15 aprile 2012. Si segnalano opere di grande valore, come "Alla fonte" di Nino Costa, esponente della cultura simbolista romana, ma anche lavori di Felice Carena e del classicismo degli anni '20, fino al tonalismo degli anni '30 della Scuola Romana ("Giovani in riva al mare" di Franco Gentilini, "Giocatore di ping-pong" di Giuseppe Capogrossi). Spicca il "Combattimento di gladiatori" di Giorgio De Chirico, mentre uno spazio apposito è riservato in una saletta a Giacomo Balla.

“Con la riapertura della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale – ha dichiarato il sindaco Gianni Alemanno – la città si dota di un luogo espositivo di inestimabile ricchezza, da troppo tempo sottratto alla visione del pubblico. Terminata una scrupolosa e attenta opera di ristrutturazione, il nuovo allestimento, ripropone al pubblico romano, agli studiosi, e ai turisti un nucleo di capolavori tra i più grandi della storia dell’arte, in una cavalcata nel tempo che va dal realismo magico al simbolismo, dal naturalismo al divisionismo, dal futurismo alla scuola romana, per seguire con rigorosa continuità e intensa passione gli sviluppi e le tendenze dell’arte italiana post-risorgimentale e del Novecento. Il nuovo allestimento privilegia il sistema dell’accoglienza e della visibilità e restituisce al pubblico romano la collezione storica, pensata come uno dei patrimoni artistici d’arte moderna più importanti della Capitale. Una collezione che potremmo chiamare quindi la “collezione dei cittadini” e in particolare dei cittadini di Roma”.

Antonio Maiorino

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