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    Mercoledi, 10 Marzo 2010



                    


Prosa

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ritratto di lucowski

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Prosa

-con chi ce l'hai?
-ce l'ho con i tetti, con le pareti, con gli specchi degli ascensori, con la parata delle mezze tette scoperte, con la fine del suono di questa parola.
ce l'ho con la prima volta che ti ho vista, con la colazione al lago, con il ricordo dei segni sul retro delle mie gambe per averti ospitata con tutte le malversazioni dell'amore intromettendomi tra il tuo sonno e le rocce, con la forza che scivola fuori da queste dita. ce l'ho a morte con me stesso per la progenie sterminata di significati che faccio cacare fuori alla fica slabbrata della mia mente ed attribuisco ancora a tutto quanto mentre ogni essere umano muore e muore e muore e muore e non fa altro che morire dal primo giorno che lo hanno messo qua in mezzo.
-con chi ce l'hai, veramente?
-con tutto quanto. ce l'ho con tutta la fibra dell'esistenza scomposta, cresciuta nella convulsione ed in lotta perenne per un po' di spazio di cui non saprà che farsene. tutto quanto sta lì ad alzarsi e gonfiarsi e sputare sperma dentro tutto quanto per averne ancora, senza sapere cosa sia. l'inorganico si accumula in maniere ancora più goffe ed insopportabili. interi continenti di polvere, stelle stupide come teste di vacca mozzate e lasciate a seccare nel deserto. radiazioni, cristalli, campi di forza. un mucchio di merda incascente giace ancora in vita sotto strati minuti di merda che ha avuto il tempo di raffreddarsi, pronta a fare saltare tutto per aria.
e gli esseri umani si abbigliano in maniere assurde per parlare con creature immaginarie molto interessate alla loro masturbazione.
-sai di essere un entusiasta soprattutto nella tua disperazione?
-e tu lo sai, quanto sei rompicoglioni?


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ritratto di lucowski

per assioma

Prosa
le braccia di questa gente fatta a pezzi, derubata, privata di qualsiasi senso della possibilità dovranno spingere i pugni di questa gente contro le nostre porte. ma oggi questo non accade ed io non ho paura che accada nei prossimi cinque minuti. come mai? stiamo letteralmente mangiando via le budella e gli stomaci di queste madri e di questi figli, ma non vengono qui a farci a pezzi. naturalmente queste madri e questi figli mangerebbero via le nostre budella ed i nostri stomaci e si alimenterebbero dei nostri muscoli liofilizzati, se le parti si invertissero. a quel punto saremmo noi a starcene buoni al nostro posto facendoci divorare un giorno alla volta. niente di tutto questo a me appare veramente spiegabile. vi temo, vi temo tutti. temo il carnefice ed atterrisco al pensiero della vittima. temo la città che mastica la foresta e la foresta che trama per riprendersi la città. queste vite disposte casualmente su pezzi di terra denominata, divisa con linee di matita annoiata, spartita secondo criteri moderatisi e riformulati in progress senza che ci sia nessuno davvero capace di darne ragione. sorgono cappelle e baraccopoli: la specie non si contiene, per assioma.

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ritratto di 28 Grammi Dopo

Capitolo 1: "Drogarsi è bene, non drogarsi è peggio."

Prosa

Salve a tutti. Mi chiamo Daniel e sono un tossico.
Probabilmente esordirei con questa frase, se mai partecipassi ad uno stupido incontro di riabilitazione. Proprio quelli dove svariati soggetti, rigorosamente senza una vita, stanno seduti in cerchio, insieme ad uno psicologo che fa da Cicerone verso l’astensione.


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ritratto di 28 Grammi Dopo

Prologo: "You're the reason I'm leaving."

Prosa

10:00 del mattino.
Dove cazzo sono finito? Schematizzo nella mente quello che vedo attorno a me. Una camera da let-to pacchiana, priva di qualunque simbolo che denoti un minimo di personalità nella persona che qui dentro ci passa le notti. Un unico poster è appeso alla parete, dipinta con un dozzinale viola da casa dei balocchi, che riprende quei quattro ragazzini-pop che vanno forte in Germania; sono fiero di non ricordarmi il nome della band. Nient'altro da registrare. O forse sì.


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ritratto di lucowski

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Prosa
il nocciolo, il centro nero pulsante, l'incrocio delle linee di un'altra grande x da cartone animato in cui riperdere la speranza, arrestarsi in attesa del colpo, crollare a peso realmente morto smettendo tutti i balletti.

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ritratto di lucowski

E406

Prosa
ognuno si scava i buchi che gli servono nella propria morale, un tossico che sia anche una brava persona che ripudia il furto agli amici riesce comunque a prendere i soldi di cui non può proprio fare a meno in casa sua (sulla bottiglietta della bevanda integrata con sali minerali e maltodestrine leggo la presenza di colorante, qualcosa come E 406. saremo sempre ingannati su tutto).

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ritratto di lucowski

LA GOBBA DELL'OSSERVATORE

Prosa
la fine della ricreazione e la fuga delle bestiole avviene forse senza che gli esecutori si curino davvero di considerare come il loro tempo, la dinamica dei loro corpi e gli spazi che occupano siano in realtà frutto di determinazioni per le quali si è volentieri e leggermente fatto a meno di considerare la loro opinione.

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ritratto di Billoni G.

Figure oltre la soglia - figure di luce

Prosa
Appunti : Emergono in quello spazio dietro lo stato di veglia ma forse oltre il sogno, figure che di umano hanno solo un'incerto confine, figure formate esclusivamente da filamenti, membrane, occhi e bocche dai riflessi biancastri, immerse nel buio di un luogo in cui ogni energia non si consuma ma avvolge forme e corpi i cui confini e la cui vita non è altro che un groviglio di bagliori vibranti come pericolose meduse. â?¨Qui ogni contatto è gioioso o urticante; il conoscere è immediato e ogni essere si plasma continuamente ad ogni esperienza vissuta. Questi "filamenti" si potrebbero definire "nervi scoperti", cioè antenne costantemente ricettive a cambiamenti creativi o distruttivi secondo logiche apparentemente irrazionali o comunque omogenee alla dimensione sottile di cui si tratta.

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ritratto di lucowski

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Prosa
trasposizione continua dei propri pensieri come descrizione al passato remoto di azioni, terza persona singolare, pervesione mutante ogni dato in diegesi. ma il presente non è così e, a meno di una dimostrazione, viviamo al presente.

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ritratto di lucowski

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Prosa
Appropiazione dello spazio, mani attaccate ai polsi attaccati alle braccia attaccate a me. Dimmi lo stesso del tuo corpo, ora. Segue la parola. Pare che stiamo aprendo la bocca sottacqua, non trovi anche tu?

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