"Processo fragile". Una personale di Valeria Talamonti

"Processo fragile". Una personale di Valeria Talamonti

Titolo

"Processo fragile". Una personale di Valeria Talamonti

Inaugura

Giovedì, 28 Giugno, 2012 - 19:00

A cura di

elastico

Artisti partecipanti

Valeria Talamonti
Nata nel 1989 a San Benedetto del Tronto (AP), studia all’Istituto Statale d’Arte O. Licini di Ascoli Piceno. Attualmente, studia e lavora a Bologna presso l’Accademia di Belle Arti, indirizzo Decorazione, dove al momento è tutor al corso di tecniche extramediali con il prof. Lelio Aliello.
Dal 2009, ha partecipato a diverse personali e collettive.

Presso

elastico

Comunicato Stampa

In mostra a Elastico dal 28 giugno al 8 luglio 2012, Processo Fragile è un'installazione site specific che si sviluppa rizomaticamente attorno all'indagine sul tema dello spazio. Riempita in tutte le sue infinite direzioni, l'area espositiva viene infatti saturata dall'artista, che tuttavia lascia libero un piccolo e accidentato percorso per la fruizione dello spettatore; in tal modo, quest'ultimo viene chiamato a prestare la massima attenzione al rapporto tra il proprio corpo e il luogo fisico in cui si trova ad interagire.

La creazione di questo canale comunicativo è costruita da Valeria Talamonti per contrasto, nello spazio lasciato libero da una fitta installazione di sottili bastoncelli; quasi bacchette orientali dalle estremità puntute e sfuggenti, i singoli elementi si saldano precariamente insieme, fino a formare una maglia inestricabile. Ne deriva una struttura che appare in continuo divenire, quasi germogliasse da una base geometrica, o riproducesse un infinito gioco di specchi in cui la ripetizione coincide con molteplici quanto slittanti variazioni.

Se da un lato il progetto richiama la fragilità dei materiali poveri utilizzati dagli scultori degli anni Novanta, dall'altro pare affacciarsi un suggerimento all'idea di rete, intesa nel senso contemporaneo cui l'abitudine al virtuale ci ha reso consapevoli. Dietro la struttura pseudogeometrica e ripetuta, sembra infatti materializzarsi il flusso dell’informazione, con particolare riferimento allo scambio, alla comunicazione, al rapporto emittente-ricevente.

In questo senso la struttura rievoca un processo, un divenire, che è lo stesso in cui siamo immersi quotidianamente: lo spazio virtuale – di cui noi siamo i nodi – costruito attraverso la comunicazione mediatica. In qualche modo “solidificata” attraverso un processo artigianale, quest'ultima si fa scultura, arrivando a fondersi con lo spazio fisico e condiviso. Sarà poi l'autrice a dare vita e a lasciare scorrere la storia materiale dell'oggetto, fino a che questo non deperirà, seguendo il corso naturale e umanissimo delle cose.

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