DrinkArt #1 Art is sexy

Brucia il perché di Itl

DrinkArt #1 Art is sexy

Capitolo 1

Alcune immagini sono più sospette di altre. La pittura non è un mezzo di massa per la distribuzione di massa. I quadri vanno guardati, uno ad uno, occhio per occhio. I quadri sono gelosi. Con le parole di Marlene Dumas inizia lo studio di sociologia dell'arte, DrinkArt.
Il primo titolo scelto ad accompagnare la ricerca è stato “Art is sexy”, con l'arte si trova sensualità, si prova passione e si incontra erotismo. Arte, nome comune di cosa soave che permette la pace dei sensi, si affianca all'ascolto della società e si denuda per essere osservata.
Un meccanismo semplice e minimale si è insidiato tra menti sobrie, vizievoli e alcolizzate incontrando seta e barba. L'importante è che l'accoglienza sia avvenuta.
Marlene Dumas con “Waiting for no meaning” e Jack Vettriano con “The cocktail shaker” sono stati il seme della prima indagine. La richiesta all'ego sociale di capire l'emozione che i due dipinti potessero suscitare nell'intimo, è stato il frutto della questione. Nulla di oggettivo, nessun dato storico né conoscenze culturali pregresse, ma sensazioni.
Chiedere di svelarsi attraverso carta e penna, scegliendo la forma anonima o firmandosi con nome ed età, è stato un rischio, portato avanti con la determinata convinzione che qualsiasi parola fosse giunta nella Art Box sarebbe stata la dedica di un istante strappato al momento dell'aperitivo, per il dono di un'emozione e poi del pensiero. Perché di fronte ad un'opera d'arte prima di tutto c'è l'irrazionalità, poi sobbalza la razionalità.
Sensi, vedo, sento, tocco e se non posso toccare mi avvicino, siamo soli con l'arte, è un dualismo nel silenzio che poi si apre alle domande, alla voglia di conoscenza dell'artista, della sua provenienza, del suo stile ed al gusto, ci piace o no, è più vicino al nostro essere oppure ne è totalmente distante. Ma per decretare un gusto di che cosa c'è bisogno? Sempre, in primo luogo, di sensazioni.
DrinkArt è iniziato alle 19.00, ma già dalle 18.45 c'era qualche ragazzo incuriosito dalle tele esposte vicino ai cicchetti e dalle nostre collane con dei punti interrogativi. I primi a rispondere si sono avvicinati chiedendo che cosa stesse succedendo, hanno dato lo stimolo più grande al nostro entusiasmo che è durato tutta la sera. Senza porsi troppi dubbi hanno osservato silenziosamente le due opere, hanno scritto le loro emozioni e imbucato le DrinkArt nella Art Box. Poi ci hanno fatto molte domande, perché facciamo questa ricerca, di che cosa si occupa Lavanderia Nordest, come è sorta la collaborazione con VEZ, con quale criterio abbiamo scelto i due quadri, se il settore artistico è la nostra occupazione primaria... Le hanno fatte tutte a posteriori, dando precedenza al vero nocciolo della questione. Non sono stati tutti come loro.
Un soggetto particolare, stile cittadino che protesta, ha voluto darmi prova della sua cultura umanistica. L'ho ascoltato per una decina di minuti, dopo una buona parte di monologo si è aperto un dialogo. Sosteneva l'importanza che Baudelaire attribuisce al governo dell'artista che crea, mentre lo fa e quando finisce. Poi un soliloquio che passava per aneddoti studiati e frasi categoriche ferme alla mera apparenza, un'ottusa convinzione di sapere. Certo, l'artista usa i sensi e la ragione, è un processo molto complesso, ma alla mia domanda: -Tu sei uno spettatore o l'artista dei due dipinti?- Il ragazzo ha avuto qualche secondo di esitazione. Si è reso conto che per mania di dimostrare saggezza, non ha ascoltato il punto interrogativo, non si è donato un minuto di solitudine con la contemplazione dei quadri. Sono certa di aver trovato la sua risposta, anche se in forma anonima, tra le 250 DrinkArt che sono state raccolte. Un elogio polemico al genio dell'artista unito all'incomprensione sulla citazione di Schiele; secondo lui Schiele doveva stare al suo posto, ma se avesse letto bene le sue parole si sarebbe risparmiato un discorso senza tempo e luogo. Sono riuscita a trovarlo, perché l'ho ascoltato.
Grande ascolto è arrivato dai giovanissimi, tra i 19 e i 23 anni ci sono state molte DrinkArt firmate e cariche di pensieri notevoli, ma delle risposte ricevute ne parlerò nel secondo capitolo che sarà interamente dedicato alle loro e pubblicato nel week-end.
Art is sexy ha avuto un interesse notevole durante tutta la serata, anche alle 23.00, quando pensavamo di chiudere, continuavano ad avvicinarsi ragazzi che volevano fare parte della performance. Siamo andati avanti fino alla chiusura del locale. Come si fa ad andare via quando c'è ancora lo stimolo a restare?
Un ragazzo ha voluto che sapessimo che era il volto di un dipinto di Fontana, ha insistito per mostrarmi la foto e ha chiesto di poter fare parte del team di DrinkArt. Bizzarro, eccezionale e assurdo. Un altro, dopo un interessante punto di vista sul marketing di DrinkArt, ha esaltato la funzionalità del nome e ha chiamato amici perché rispondessero alla domanda. Un altro ancora, ubriaco e allegro, ha ripetuto per tre volte che DrinkArt -Ti fa vaneggiare alla grande, unisce l'umanità-, come non ridere insieme ad un personaggio simile?
Timidi, entusiasti, curiosi, brilli, svogliati, chiacchieroni, egocentrici, sono stati i protagonisti attivi dell'evento. L'ho percepito durante la serata dialogando con loro e leggendo poi i gioielli contenuti nella Art Box. Quando ci si apre e si regala un momento delle proprie sensazioni è sicuramente un raccolto prezioso.
Prima di chiudere il primo capitolo della ricerca, lascio lo spazio ad alcune parole che ho trovato in una DrinkArt, una condivisione pura e sincera con tutti. Direi anche, speciale.

Cercando il mio interiore attraverso la visione di questo quadro acquisisco la forza di dire al mondo che sono omosessuale.

Ringrazio Lavanderia Nordest, in particolare Joey, Carola, Patti, Gianmarco, Francesca e Silvia, che hanno creduto nel progetto e in me; VEZ, per l'appoggio simultaneo e L'Altro Verdi per la fiducia totale. Stella, Alice, Valter, Tullia, Mark, Beatrice, Anna, Mirko, Liubo, Giulia, Silvia, Federica, Francesca, Isabella e Laura per la presenza. Marta, per quella a 1200 km di distanza. Elena, per le collane.
Un ringraziamento speciale ad Alessia e Margherita, che mi hanno supportato e sopportato prima, durante e dopo la serata.

Capitolo 2

Nel nostro bisogno di esprimere l'arte, ragione non c'è!
Con le parole di una DrinkArt anonima, inizia il secondo capitolo di studio.
Numericamente parlando, cosa che non amo fare, ma che affronterò per il rispetto di tutte le persone che hanno partecipato, nella Art Box sono state raccolte 250 DrinkArt, di cui soltanto 3 completamente bianche.
Il primo approccio è stato quello di abbracciare la scatola per un po' di minuti, tentennante nell'aprirla. Non l'ho aperta, ho pescato i biglietti uno alla volta, come fosse un'urna e io stessi celebrando un rito. Ogni DrinkArt è stata una rivelazione. Le ho lette tutte come se stessi divorando una ciotola di ciliegie. Più andavo avanti e più nella mia mente visiva si stavano creando dei gruppi affini, capitanati da spiccate eccezioni.
Ho distinto due grandi sezioni, dandomi il tempo di riprenderle il giorno successivo, per essere sicura di aver fatto un'analisi con criterio. Da una parte ho posto le parole singole, i pensieri lunghi, i richiami letterari, l'ironia con i suoi amanti, dall'altra le esclamazioni frettolose, i giudizi, le calligrafie ebbre e le mancanze di educazione sposate alla volgarità. Ho fatto un'ulteriore scrematura, dettata dal gusto personale e dalle sensazioni positive che ho percepito leggendo, sessanta DrinkArt sono di forte aiuto per il progetto, per la sua evoluzione e la chiarezza dei suoi passi.
Guardando i quadri e restando in ascolto, sono sorte queste parole.
Ce la posso fare! Ora, domani, in questa o in un'altra vita...ce la posso fare! Con un grande sorriso
Grazie per questa condivisione, è una delle mie preferite.
Mi suscita tanta voglia di utilizzare le mie doti nascoste per esprimere al meglio le mie sensazioni di benessere...
Come l'arte può aiutare a stare bene con se stessi.
Relax
Il desiderio è la chiave per conoscere nuovi percorsi
Abbandonata a me...sogno...rilassata forse felice sicuramente serena. Solitudine e voglia di apparire ma senza un pubblico vero.
Una malinconica sensazione di dubbio. Ricerca di un senso nel percorso esistenziale. Età 20
Sesso estremo. Rock 'n roll
Profumo di limoni e agrumi in riva al mare
Voglio solo limonare. Cit.
Freddo verità mal di pancia sudori freddi fame
Ogni pensiero svelato sorge dalla percezioni dei colori e dei segni che aiutano a comprendere che cosa proviamo. Scavano, dentro una pancia nascosta, un cuore timido, due piedi ancorati a terra e parlano, al nostro respiro, per generare una voce nuova, carica e consapevole della propria verità. Non basta una mera descrizione dell'immagine che ci appare di fronte, l'arte si trasforma in noi e ci fa vedere quello che desideriamo o temiamo. La nostra vita e l'arte si rapportano costantemente in un flusso continuo, fanno parte di un unico idillio basato sulla copia dualistica e sulla creazione senza tempo. In Waiting for no meaning riesco a vedere una parte di me e Waiting for no meaning trova un millesimo del mio Io in un determinato periodo; è il gioco di uno specchio continuo, che ci salva la vita.
Ogni dipinto rivela delle sensazioni.
Waiting: è “scopami” è “ho caldo” è “aspettami” è “ti aspetto” Cocktail: Sono molto donna sono anche maschio, l'androgino che fa l'amore con se stesso.
The cocktail shaker. Scuotiti, perché è nel movimento che diventerò una! Waiting for no meaning. Aspettare è portare il futuro nel qui ed ora, un'immobilità che congela gli eventi. Aspettare è sdraiarsi a pancia in su sperando che un fulmine ci colpisca. Aspettando, il lenzuolo bianco diventa sudario. Età 29
Waiting for no meaning, Estate 35 gradi, ho bisogno di me stessa! The cocktail shaker, “This must be the place” da un dipinto al film di Sorrentino, arte che ricorda altra arte.
Waiting for no meaning. L'attesa curva in un collasso anestetico; l'essenziale preferito al vivere. Il respiro come sola differenza fra un sasso e un verme.
Dumas: 1 estasi dopo sesso, 2 cadavere, 3 l'esorcista. Vettriano: 1 Michael Jackson, 2 magnaccia, zoccola, drogata piena di soldi.
Waiting: buio, tristezza, attesa di qualcosa che non arriva; “Get what you want, but not what you need”. Cocktail: donna sola in un bar, sa cosa o chi aspettare.
Waiting for no meaning: stanchezza, spossatezza, un uomo nero disteso in un tavolo bianco. NON NE PUO' PIU'. Shaker: ...pien de schei. Bea vita! La finta maschera di un genio dell'hip hop.
Waiting for no meaning: grande luce che inonda un corpo all'apice del piacere. I sensi tutti si fondono. Inizialmente ansia, poi grande pace.
Shaker: Mi fa sorridere, forse per la smorfia del soggetto, è energico e rock. Waiting: Mi fa noia e affanno, ricorda quei pomeriggi d'estate in cui il telefono non squilla e tutto sommato va bene così.
Marlene Dumas: Eros e Thanatos. Vettriano: Troppo fotografico.
Shaker: grandi promesse. Meaning: dopo l'orgia. Età 78.
Cocktail: fine di un party e l'inizio di un altro “party”... Waiting: chiedo perdono!!!
Dumas: stanchezza felice. Bianco-> gioia del riposo, nero-> la stanchezza, rosso-> l'energia positiva
The Cocktail: spensieratezza strafottenza. Waiting: abbandono, ebrezza, inquietudine, attesa, vuoto.
Waiting: consegna del corpo-riposo-stanchezza-attesa. Cocktail: attesa-arroganza-forza-emancipazione-ambizione.
Meaning: basico estinto dell'arte, un'opera d'arte mobile. Cocktail: l'essenzialismo contrapposto al narcisismo e alla realtà dei sogni.
Uno mi ricorda i bellissimi anni '80, divertimento, cambiamento, giovinezza. L'altro questo corpo che aspetta di passione all'aldilà.
No meaning. So straco morto e me destiro in letto
Colori che manifestano eros, attesa, stanchezza, arroganza, inquietudine, perdono, sogni, giovinezza, gioia del riposo, colori che liberano.
Alcuni tra i pensieri più lunghi.
Magica Crisi. In questo oblio economico e finanziario anche il prestigiatore incontra la disperazione. Nessuno brama di assistere al suo spettacolo. Senza soubrette, si distende sconsolato sulla scatola usata per dividere, segare in due, spezzare, la sua compagna. Magica crisi. Età 25 (critico neo-realista)
Waiting for no meaning: la contrapposizione nero/bianco rende emozionale e verosimile la differenza fra la persona e il pianoforte. Inoltre la sfumatura dal bianco al nero passando per il grigio sottolinea il sentimento umano che come un'anima d'istinto tenta di uscire dal corpo.
Shaker: mi incuriosisce la figura di donna, dal look androgino e i lineamenti marcati; ma il gusto personale mi porta a preferire Meaning. Immagino una donna sfinita, accasciata su una tavola (probabilmente in precedenza apparecchiata) che ha appena consumato un rapporto con il suo uomo. E' sola e si sta godendo l'attimo, ascolta il proprio corpo e le proprie emozioni. Il tratto minimale e i pochi colori favoriscono l'interpretazione. Età 21
Meaning: mi dà un senso di frustrazione e solitudine. La donna rappresenta l'oppressione della vita e cerca conforto isolandosi dal mondo chiusa nella sua stanza per capire la solitudine e cercare se stessa.
L'animo si apre al mondo solo quando è veramente libero. Libertà è lasciarsi andare a se stessi e a ciò che ci circonda, viverlo appieno e agire come se null'altro ci importasse, come se tutto scivolasse su di noi. Solo allora il nostro vero io emergerà e ogni nostro pensiero ci colpirà come pioggia d'estate. Età 26 (critico metafisico).
Dumas: l'arrendevolezza all'umanità, l'abbandono al divino. Aspettando il sogno che vale una vita. Vettriano: miscela di passioni e perversioni. Inno alla mescolanza che celebra una libertà senza dogmi. Età 33.
Alcuni commenti tra l'immaginario poetico e l'assurdo.
Nell'ebrezza dell'alcool, anche, sogni.
Shaker: Brandy Alexander. La regina suprema, Brandy Alexander. E' diventata la mia identità, la mia legge, il mio dio. Tutto ciò che vedo e che voglio essere. Brandy Alexander, la regina delle regine. Meaning: e se puoi trovare una via d'uscita dalla nostra cultura, anche quella è una trappola. Basta voler uscire dalla trappola per rafforzare la trappola. Età 24 splendidamente portati. -You stai manzo-
The Cocktail Shaker, Me la farei. Anzi me la ri-farei.
Vaginal Speculum Emotions
The Cocktail Shaker, Eros e trasgressione allo stato puro. Quasi quasi vorrei essere lesbica!
Dumas mi sa da macabro, Shaker è una alcolizzata come me!
E' palesemente un fattone. Vorrei essere al posto suo! Voto 8/10 L'uomo che shakera non lo commento. Preferisco le donne.
1 Attesa – il soggetto sembra aspettare la fine di un “processo” 2 Attesa – la protagonista aspetta i bicchieri per bere (brindare) al sex all night!!!
Vettriano: Mi farei fare...un drink da lei!!! Dumas: Mi fa sentire come in quella fase post-cena di Natale nella quale non hai voglia di vivere. Età 23.
Senso di conformità. Tutti uguali. -La massa-
Meaning: Mi sento sempre così. Dopo
I commenti alcolici e veloci.
Sono ubriaca passo parola!
Troppe donne nude!
Il quadro di sinistra mi ricorda molto quando torno a casa bevuto spolpo.
1 Tristezza 2 Alcol
Merdon spinto
Morte alcolismo. Età 22.
La tipa ha caldo e si raffredda le tette e l'altro è morto sul letto. Wow
1 Mi dà un'idea di morte e desolazione nonché disperazione. 2 Sembra Michael Jackson però è una donna. Età 27.
Due commenti astratti.
Credo di essere una persona disturbata. Oggi ho mangiato una vaschetta di gelato. Ma ho ancora fame. Hai voglia di scappare in una gelateria Grom con me? X è una persona disgustosa.
Io mi chiamo Federico e stasera ho conosciuto mio fratello. Gli ho dato un bacetto.
Tra le DrinkArt anche quattro commenti alla serata.
Ghave finio de rompere i coioni? (La finessss, ho riso tanto però! Ci stava)
Interessante iniziativa. Bravi! L'uno mi porta indietro negli anni ottanta e mi fa pensare all'atmosfera di quegli anni. L'altro non so... non lo metterei in casa mia. Ha però qualcosa di metafisico che mi ispira relax.
Un esperimento interessante... produce inquietudine e pone l'accento tra lo svago della serata e la serietà del tema dalle opere proposte.
Belli. Bea more te stimo
L'ultima DrinkArt che condivido del secondo capitolo è un commento al silenzio, che si prova nella solitudine guardando i dipinti.
Silence is not sexy...at all. (Il silenzio non è per niente sexy).
Un punto di vista forte, personalmente trovo che stare in silenzio davanti a delle opere d'arte sia deliziosamente sexy, ma i sentimenti sono differenti per tutti.
Si chiude il secondo capitolo.
“Spesso le persone fanno arte, ma non se ne accorgono.” Vincent Van Gogh.

Isotta Esposito

Chi c'è on line?

Ci sono attualmente 1 utente e 604 visitatori collegati.

Informazioni su ''

Metti il tuo post in evidenza

Accesso utente

CAPTCHA
Inserisci il codice che vedi qui sotto. Serve per evitare la spam e dimostrare che sei un umano e non un computer.

lobodilattice newsletter

Iscrivendoti accetti le nostre Privacy Policy ( link in fondo alla pagina)