cinismo

Cinismo in potenza e in atto
e suo superamento

La parte più resistente del cinismo è la ricerca dell’autosufficienza. Le altre sue prerogative sono questioni filosofiche che lottano dialetticamente contro l’ ottimismo di altre dottrine. L’autosufficienza è invece una questione immortale in quanto connaturata alla natura di ogni soggetto. Essere autosufficienti significa psicologicamente essere invulnerabili. Ogni soggetto è chiamato a perseguire questa invulnerabilità per via dell’imperativo categorico della natura che vuole la creazione dell’essere ideale.
Il fenomeno ha qualcosa di elementare e questa elementarità è incistata nella mente e nel cuore di ciascuno di noi. Poiché si tratta di una presenza forzata, dovuta a remore di derivazione ancestrale, legate all’istinto e non alla ragione, logica vorrebbe la relativa rimozione, seppur con cautela, per non rischiare l’eliminazione sia dell’acqua sporca sia del bambino che vi sguazza dentro.
A questo punto, uno potrebbe chiedersi perché mai rimuovere una cosa che la natura ci ha dato? Perché la natura non questo solo ci ha dato, ma, fra gli altri doni, ci ha messo pure la ragione. Allora, l’uomo può giungere al meglio per sé usando meno istinto e più razionalità.

Eredità e suo uso

Il cinismo, nella versione egoistica – che le è assolutamente propria (“non mi interessa di te e delle cose, bado solo al mio tornaconto”) -, è responsabile di formazioni istituzionali, come la chiesa cristiana – che ha tolto risorse all’intelligenza dell’uomo. La religione istituzionalizzata ha caratteristiche peggiori, per il progresso umano, del potere laicale. Quest’ultimo soffre di relativismo sostanziale, la religione di ipocrisia.
Se predico la fratellanza umana, devo accettare il dialogo, contrapporre ipotesi ad ipotesi, meglio se meno improvvisate, come del resto, la chiesa, in parte, se vuole, sa produrre. Non produce più niente in modo significativo se, come accaduto in passato, la chiesa pretende di mettersi sullo stesso piano dei laici (vedi il potere temporale romano). I motivi fondamentali di divisioni sociali permangono: il cinismo, cioè l’indifferenza verso il prossimo, trionfa. Le mascherature reggono esteticamente, ma al primo colpo di vento la maschera vola via miserevolmente.

Rimedi difficili quanto necessari

Il potere, laico o religioso che sia, è sviluppo dell’individualismo: a ben vedere, si fonda sulla forza fisica. La natura ti dice, prima di tutto, di difenderti a mani nude. Quando l’uomo scopre che questa difesa è controproducente, in quanto la reazione può essere letale, ebbene si passa alla metaforizzazione della difesa stessa, ma si riconosce, usando più la testa che le mani, che possono esistere altri modi, meno cruenti e pericolosi, per sopravvivere e progredire. La cosa comincia ad avvenire con l’Umanesimo e prosegue con l’Illuminismo, con la Scienza: l’uomo scopre se stesso, si libera dei legacci medievali, e concepisce empatia e simpatia, non come imposizioni morali astratte, ma conquiste personali verso la sacralizzazione di sé e dunque il rispetto degli altri, perché tanti noi stessi. Subentra il valore del concetto di umanità su quello dell’uomo: ovvero l’uomo ideale può divenire tale solo ergendosi sulle spalle degli altri, non abbattendoli o umiliandoli, come qualsivoglia oligarchia volgarmente docet .

Dario Lodi

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