The Why of Art, la VI edizione

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The why of art
Identità, affettività e informazione nell’era dei social media

6°edizione
presso La Stecca 3.0
Via G. De Castillia 26, 20124 Milano, qre. Isola

 

 

Venerdì 13 aprile inaugura la tre giorni della sesta edizione di The why of art, esposizione annuale del movimento di produzione e divulgazione culturale EstroVerso.

EstroVerso nasce a Milano sette anni fa dal un’idea di Matteo Barbieri e Giulio Bertolotti che, appena usciti dal liceo artistico di Brera, danno vita a un micro collettivo con l’intento di creare nuove possibilità espositive – in special modo per i giovani artisti -  nel sempre difficile panorama espositivo milanese. Negli anni il collettivo si è ampliato, costando oggi anche di addetti per la comunicazione digitale e non e un art manager, ma l’idea non è cambiata: Estroverso è più vivo che mai e pronto a proporvi la loro sesta edizione di The Why.

Questa serie di mostre nasce dall’idea di interrogarsi sul perché è necessario produrre/fruire l’arte. Per la prima volta l’esposizione è tematica – come ci ricorda il sottotitolo- e le opere esposte sono state create in funzione della tre giorni milanese, dai sei artisti coinvolti. Per la prima volta il percorso dall’idea alla mostra è stato fatto assieme dal collettivo e dagli artisti che si sono interrogati sul tema tramite delle tappe d’avvicinamento alla vernice, parte fondante del loro interim creativo, ovvero due conferenze tenutesi presso il Circolo Filologico dell’Università Cattolica. La prima, presieduta dal Professor Petrosino, ha affrontato il temi di identità e affettività; mentre la seconda, svoltasi più come un dibattito, è stata presentata dal Professor Previ con il provocatorio titolo “L’illusione dell’informazione”.

Eccovi qualche estratto delle interviste agli artisti e delle immagini in anteprima dei lavori in mostra.

 

Per vedere il resto l’appuntamento è per il 13/14/15 aprile alla Stecca 3.0

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Eleonora Andronaco: fra trasparenze e opacità.

[…] il dialogo tra tecniche vecchie e nuove rende possibile la rappresentazione della compenetrazione di significati: identità, affettività ed informazione, infatti, si mescolano ed intrecciano nelle nostre vite in un dialogo continuo.

 

Antonella Zito: Selfie Syndrome.

La volontà dell’artista sembra quella di porre una riflessione su quanto i social media, fornendo una piattaforma sempre attiva, una vetrina dove ognuno può mettere in mostra se stesso e la propria quotidianità, finiscano per modificare la quotidianità stessa ed il modo di rapportarsi con il sè.

 

Elisa Carutti: Contemplazione e superamento dell’identità.

Se l’informazione nasce dall’esperienza diretta ed immediata dei fenomeni, e non dalle rifrazioni mediatiche, ancora più netta è l’idea che affetto ed identità debbano rimanere un fattore intimo ed in certa misura nascosto ad occhi estranei.

 

Yelena Milanesi: Vita come performance, performance come verità.

[…] che riflette l’idea che identità ed affettività non siano modificate e snaturate dai nuovi media ma che, piuttosto, la sincerità e la finzione siano in qual modo connaturate ai rapporti: esistono da prima della nascita di questi mezzi di condivisione e perdureranno alla loro, ipotetica, estinzione.

 

Barbara Pastorino: Come una città con le fondamenta nella sabbia.

Il tema dell’identità, che si riflette immancabilmente sull’affettività poichè rapporto tra identità altère, […] si prefigura come una riflessione, o un ammonimento, riguardo all’auto-rappresentazione come luogo di menzogna che rende l’identità migliorata e falsata.

 

Erminio Vanzan: la prossemica degli affetti.

[…] una serie di scatti in bianco e nero modificati  ed affinati in post-produzione che ritraggono persone immerse in architetture contemporanee, si ritrova una predominanza dei temi dell’identità e dell’affettività entrambe trattati mediante l’attenzione compositiva e la scelta del momento in cui i soggetti esprimono il rapporto con gli altri, e con l’esterno: mediante la prossemica, il modo di occupare lo spazio e di interagire con esso e con gli altri.

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