Una passione d'acciaio

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Da circa tre decenni Sergio e Maria Longo, insieme ai due figli Andrea e Brunella e con la consulenza scientifica del professor Bruno Corà, collezionano opere d'arte contemporanea. Molti degli artisti presenti nella loro raccolta, una delle più importanti in Italia, hanno avuto modo di conoscere Sergio Longo presso il centro di servizio siderurgico da lui diretto: sono stati seguiti e aiutati nelle fasi di produzione e di lavorazione dei materiali per la realizzazione delle loro opere e così, in molti casi, è nato un rapporto di amicizia e si è creata la giusta intesa per una proficua collaborazione. Dimostrando una sensibilità da mecenate, l'imprenditore, coadiuvato dalla competente guida di Corà, ha commissionato nel tempo a personalità tra le più significative del panorama artistico contemporaneo opere in situ e installazioni per il giardino dell'abitazione di famiglia a Cassino. Il nucleo originario della collezione risale ai primi anni Novanta e comprende una decina di pezzi: tra le opere più significative l'imponente cubo in legno di larice di Sol LeWitt, la leggera poesia in granito dei Grigi che si alleggeriscono verso oltremare di Giovanni Anselmo, un marmo di Michelangelo Pistoletto (impassibile nella vertigine della caduta), la solida Postazione in brecciato di Mondragone di Antonio Gatto, la Grande stele di Vittorio Messina (che guarda verso il vicino colle dell'abbazia di Montecassino e nello stesso tempo evoca il passato bellico della città), le sculture in acciaio COR-TEN o ferro di Eliseo Mattiacci e di Renato Ranaldi. Ben presto, intorno all'attività dell'Associazione Longo, si è sviluppato un articolato programma di iniziative in collaborazione con gli istituti di alta cultura presenti nel territorio tra Cassino e Frosinone: l'Università degli Studi, l'Accademia di Belle Arti e il Conservatorio di Musica. Tale rete di relazioni ha consentito di avviare una serie di importanti avvenimenti espositivi, convegni di studio e momenti formativi che hanno visto l'entusiastica partecipazione degli studenti e di un pubblico motivato e interessato. La collezione Longo, in continua espansione, è diventata un polo attrattivo, funzionando da collante in una realtà culturale che ha gradualmente interessato un bacino di utenti sempre più vasto, superando i confini del territorio cassinate, grazie anche alla strategica posizione a metà strada tra Roma e Napoli.
In questi ultimi mesi il progetto più ambizioso e a lungo perseguito dalla famiglia Longo è finalmente diventato realtà: la costituzione di un museo di arte contemporanea a Cassino. L'inaugurazione del CAMUSAC, lo scorso 12 ottobre, è una tappa fondamentale in un lungo percorso sostenuto da una grande passione e dalla volontà di mettere a disposizione di chiunque condivida l'amore per l'arte un luogo fisico in cui poter liberamente ammirare le opere raccolte negli anni. Gli spazi del museo, frutto della riconversione di ex-ambienti industriali, sono stati resi perfettamente confacenti alla nuova destinazione d'uso dall'architetto Giacomo Bianchi. La mostra Infinito riflesso. Enrico Castellani - Shigeru Saito, a cura di Bruno Corà, è l'evento che inaugura la nascita del CAMUSAC - Cassino Museo Arte Contemporanea: il giovane scultore giapponese Shigeru Saito, in Italia da qualche anno e grande ammiratore del lavoro di Castellani, propone una selezione di suoi lavori recenti ispirati ad altrettante opere storiche del Maestro. Le realizzazioni in metallo dell'artista nipponico rappresentano l'esito di uno studio attento dei volumi di alcuni capolavori del grande pittore italiano: ad esempio, nella scultura Composito, pesanti lamiere d'acciaio sono piegate e incastrate tra loro come i fogli dello Spartito di Castellani, geniale struttura in carta che deve la sua forma perfetta all'intreccio dei fogli. La principale attrattiva del CAMUSAC rimane però la sorprendente collezione Longo: una parte consistente delle oltre duecento opere che la compongono è presentata al pubblico attraverso una prima, rappresentativa selezione operata dal professor Corà. Nelle sale del nuovo museo è possibile ammirare, ad esempio, le torri in acciaio verniciato di Sol LeWitt, gli aerei di Alighiero Boetti, un meraviglioso assemblaggio di Jannis Kounellis, una tela con neon di Mario Merz, una corteccia di cuoio di Giuseppe Penone, l'emozionante scultura antropomorfa in acciaio di Antony Gormley Capacitor, un grande acquerello di Luigi Ontani, nonché una serie di opere riconducibili alla Nuova Scuola Romana nata nell'ex-pastificio Cerere: due belle composizioni di Nunzio e una tela di Piero Pizzi Cannella negli spazi interni; fuori, nel piazzale adiacente, quattro geometrie in acciaio COR-TEN di Marco Tirelli e l'imponente processione circolare immobile di Giuseppe Gallo, dal titolo Punto fermo. Il vicino giardino privato dell'abitazione dei Longo, che può essere visitato su richiesta, si è inoltre arricchito di nuove acquisizioni, in aggiunta al primo nucleo della raccolta: tra tutte spicca l'intervento di Beverly Pepper, che ha disegnato con la pietra serena il suo Onphalon direttamente sul prato, ma colpiscono anche le sculture di Pedro Cabrita Reis, Diego Esposito, Hossein Golba e Mimmo Paladino.
Mentre oggi in Italia è impossibile non constatare, con enorme rammarico e con la speranza che presto la situazione possa cambiare, come lo Stato e le amministrazioni pubbliche sembrino non avere la forza e le risorse per garantire un'offerta culturale adeguata, non si può che accogliere con favore una simile, lungimirante, iniziativa, con la consapevolezza però che l'intervento dei privati, per quanto lodevole, non potrà mai supplire alla carenza di un progetto organico, complessivo e strutturato per le politiche culturali nel nostro Paese. Intanto questo piccolo ma straordinario museo assume le sembianze di un'isola felice in una terra desolata.

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