Le Scarpe in Giro - Scarpe Diem Project

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Da cinque anni, regolarmente, vedo scarpe. Nei posti più improbabili, per giunta.
E allora ho deciso di fotografarle, nella speranza di chiarirmi le idee.

Con quest’accattivante frase, Emanuela Amadio (docente del CFC,  promotrice di hi-Storia) introduce Scarpe Diem Project, una raccolta fotografica sui generis ma non solo; in collaborazione con Martina Lolli, il sito diventa una piattaforma pluridisciplinare e multiuso.

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Emanuela Amadio @ Scarpe Diem Project - scarpe e scritti da cogliere al volo

CC: Cosa intendi con alfabetizzazione visiva?

EA: Lazlò Moholy-Nagy, celebre docente del Bauhaus, era solito dire: “colui che ignora la fotografia, sarà l'analfabeta del futuro”. È trascorso quasi un secolo da quando l’artista provocò il pubblico con queste parole, ma il contenuto resta straordinariamente attuale. Educare all’immagine significa trasmettere i fondamenti del linguaggio fotografico, proprio come a scuola, prima di cimentarsi con la lettura di un testo complesso, si studiano la grammatica e la sintassi. L’obiettivo è formare fotografi consapevoli, in grado di leggere correttamente una singola immagine o un progetto completo e di confrontarsi con altri sguardi fotografici.

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CC: Per Scarpe Diem, perché passare da un progetto personale a una narrazione partecipativa?

EA: È iniziato tutto cinque anni fa, quando trovai le prime scarpe abbandonate per strada. Incuriosita dal ricorrere di questa bizzarra circostanza, decisi di fotografarle e di attendere pazientemente una risposta. Di scarpe ne ho viste davvero tante: spaiate o in coppia, sul ciglio della strada o appese tra rami di un albero, nuovissime o usurate. E foto dopo foto, scarpa dopo scarpa, ho pensato di usare il mio profilo Facebook per archiviare ritrovamenti e spostamenti su e giù per lo stivale. Dall’album su Facebook al sito web il passo è breve: nel 2016 nasce Scarpe Diem Project, una piattaforma in cui condividere le fotografie di scarpe abbandonate scattate da chi, come me, le incontra quotidianamente sul proprio cammino.

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CC: Qual è il legame tra scarpe, fotografia e narrazione?

EA: Scarpe Diem Project non è soltanto un archivio fotografico in divenire, ma raccoglie, accanto alle testimonianze visive di tutti gli utenti, una serie di racconti liberamente ispirati dalle foto. L’idea, sviluppata in collaborazione con la curatrice Martina Lolli, è nata dall’esigenza di trovare un nuovo spazio vitale alle calzature smarrite attraverso il coinvolgimento di scrittori, blogger, poeti che hanno posato il loro sguardo sulle fotografie. Il progetto si è così trasformato in una mostra itinerante, con foto, racconti e scarpe vere e proprie, per ricordare al visitatore che basta un pizzico d’attenzione in più per trasformare la routine quotidiana in una ricerca appassionata di oggetti fuori contesto.

Emanuela Amadio - scarpe diem project

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