Lara Favaretto, la suggestione del ricordo

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Lara Favaretto è in mostra al MAXXI di Roma fino al 20 Settembre 2015

con la sua personale Good Luck.

 

L’accesso alla galleria 4 del MAXXI sembrava sbarrato, salendo con l’ascensore al primo piano un rettangolo pieno di terra bruna s’interponeva tra me e delle strane sagome semi monumentali all’orizzonte. Eppure tra quelle sagome, che sembravano dei menhir del 21esimo secolo, circolavano alcuni visitatori. Con un po’ di confusione, e cercando di sporcarmi le scarpe il meno possibile, stavo già attraversando quella strana lettiera gigante.

 

Good Luck è il nome della mostra che ha riunito, per la prima volta, diciotto dei venti cenotafi realizzati da Lara Favaretto dal 2010 ad oggi, su diretta commissione del MAXXI.
I cenotafi sono delle tombe vuote che in questa enorme white box sembrano calati come dal cielo. Grandi volumi chiusi nella loro ieratica staticità, dai quale esce qua e la un po’ di terra bruna. Quella terra bruna con cui mi sono sporcata le scarpe entrando, la stessa che si scava per interrare le tombe, la stessa che poi si riposa sulla bara per far meglio riposare il defunto.
Ogni cenotafio dell’artista è dedicato a una persona scomparsa. Il tema dello “scomparso” è stato indagato dalla Favaretto per diversi anni e si esplica qui come punto più alto della sua poetica.

I cenotafi sono privi d’iscrizione, non si sa a chi sono dedicati, come gli scomparsi che celebrano mantengono un’aura di mistero e imperscrutabilità.

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