// Focus on cultural worker // Il Premio Pascali agli AES + F: intervista a Rosalba Branà, direttrice del Museo Pascali

artisti, gallerie, mostre, eventi, artistici, articolo di arte

Questa settimana la rubrica “Focus on artist”, sugli artisti emergenti italiani e stranieri che hanno fornito un contributo essenziale all’arte contemporanea con la loro opera, diventa “Focus on cultural worker”. Un focus su operatori culturali, curatori e galleristi che lavorano per promuovere arte seguendo criteri di innovazione stilistica e sostanziale. Lobodilattice ha intervistato Rosalba Branà, direttrice della Fondazione – Museo Pascali di Polignano a Mare, all’indomani dell’assegnazione del Premio Pascali al collettivo russo AES + F. Rosalba Branà ha inoltre inaugurato pochi giorni fa come curatrice, insieme a Roberto Lacarbonara, la mostra storica “Dialoghi. Pino Pascali e Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Piero Manzoni”, per l’80° anniversario della nascita di Pino Pascali.

Ci può spiegare la motivazione che vi ha portato ad assegnare il Premio Pascali agli AES + F ?

Riprendendo lo statuto del ’69 di Palma Bucarelli, lei scrive che il vincitore del Premio Pascali non doveva essere un epigono, quindi non doveva essere colui che rifaceva i modelli pascaliani, declinandoli in un altro modo, ma soprattutto doveva conservare lo spirito rivoluzionario di Pascali, lo spirito innovativo, di rottura, di essere al passo con i tempi, di cercare contaminazioni tra i linguaggi. Quindi noi da sempre, da quando abbiamo ripreso il Premio Pascali - e in questa mostra esponiamo anche tutta la collezione dei premi Pascali -  facciamo fede sullo statuto iniziale, tant’è che abbiamo sempre premiato artisti che non fossero solo pittori, scultori o che fossero solo artisti video ma abbiamo premiato artisti che racchiudessero tutti questi linguaggi. Penso anche allo stesso Giovanni Albanese, che poi è stato l’unico artista pugliese ad essere premiato, che fa sculture, installazioni, anche film o penso a Jan Fabre che si muove tra i linguaggi del teatro, dell’installazione, dalla scultura, oppure agli stessi AES + F che realizzano video: il loro nucleo principale. Ma lavorano anche con la  fotografia, la scultura:  addirittura costruiscono i bronzi, sculture con questi corpi bellissimi..e si muovono a 360° nel linguaggio delle arti visive. Questa è la peculiarità importante del Premio. Ed è per questo che noi passiamo un periodo dell’anno a studiare gli artisti che riescano ad essere multidisciplinari.

Un’altra cosa che ho ripreso dal premio originario è che il premio è su invito, non c’è un bando, quindi riuniamo dei critici, riusciamo a sentirci, e cerchiamo di capire quali possano essere gli artisti, creiamo una rosa di artisti da scegliere:  poi alla fine noi tiriamo fuori un nome, in questo caso AES + F e cerchiamo di andare avanti in questo modo cercando di rispettare ciò che è scritto nello statuto originario che mi sembra ottimo, devo dire, tutt’ora è ottimo.

Per quanto riguarda in particolare gli AES + F, questo collettivo russo ha lavorato soprattutto sulla questione della natura umana come tema principale, giusto?

Gli AES + F lavorano soprattutto sui molti vizi e sulle poche virtù dell’umanità e quindi rapporto amore e morte, vita e morte, passioni, o sul mondo che si sta un po’ sgretolando: infatti l’allegoria di trasferire il Purgatorio in un moderno aeroporto è proprio quello: l’ accumulo delle immagini del capitalismo che crea una grande immagine di se stesso, ed è però è un mondo mononucleare: nessuno comunica più con gli altri, infatti si vedono questi personaggi come splendide modelle oppure questi gay ricchi che adottano i bambini… tutto questo mondo in cui però non si comunica assolutamente l’un con l’altro, quindi l’attualità degli AES + F è questa:  essi mettono in scena una visione catastrofica del mondo, in questo non luogo in cui possono succedere mille cose. E vengono rappresentati  anche i sogni. Infatti a un certo punto i  personaggi del video sognano e quindi il sogno si mescola alla loro realtà contestualizzata nell’aeroporto.  Sognano l’aereo che diventa drago cinese, o vengono rappresentati particolari  riti tribali: quindi si mescola realtà e sogno. Poi gli AES + F da Giovanni Bellini hanno ripreso alcuni personaggi fondamentali: uno di questi è il centauro, che segna il passaggio tra mondo pagano e mondo cattolico. Personaggio di transizione che è quasi centrale nella loro narrazione. Quindi quello che ci ha interessato di più è effettivamente questo modo di leggere la realtà contemporanea che loro hanno. Secondo me se posso dire una cosa -  ci ho pensato dopo vedendo più volte il video – gli AES + F,  che sono russi e non proprio ragazzini, sono riusciti a trasportare a riattualizzare il realismo socialista. Con la rappresentazione di questi corpi, questa bellezza tipica che il realismo socialista sovietico metteva ai grandi monumenti, agli operai, alla vita reale. E' come se in qualche modo l’avessero macinato, ricostruito, tirato fuori con un nuovo immaginario. Infatti ne parlavo con Christian Caliandro, dicendogli che si vede che sono sovietici….proprio dalle immagini di questi corpi si evince un retaggio di realismo socialista.

E per quanto riguarda lo stile iperrealista?

In questo video no ma negli altri precedenti gli AES + F inseriscono anche delle affermazioni: questo stile così edulcorato, patinato serve a creare un po’ la distanza tra noi spettatori e loro. E’ una  rappresentazione futuribile della società: come se noi vedessimo da una balaustra, come quella del quadro originario di Vincenzo Bellini. In Russia sono considerati numero uno, sono richiestissimi in tutto il mondo: so che ci sono trattative in corso per acquistare delle loro opere dalla Tate Modern, quindi insomma sono molto lanciati: alla Biennale di Sydney ultimamente hanno avuto un grandissimo successo, sono artisti molti richiesti e famosi per cui ci ha fatto moltissimo piacere che abbiano accettato la nostra proposta.  Tra l’altro mi hanno detto che Pino Pascali in Russia è conosciutissimo. Quando hanno ricevuto la nostra lettera sono stati felicissimi di ricevere questo Premio, perché per loro Pascali è un mito.

Infatti ha avuto molto successo la presentazione del Premio Pascali..

Si, c’erano oltre 500 persone: gli AES + F sono così famosi che in Russia il nostro comunicato stampa in inglese è stato diffuso dal Ministero della Cultura, quindi per loro è stata una cosa importantissima ed è piaciuto molto il video-catalogo: ora ne faranno una distribuzione intera in tutti i posti in cui andati, sono partiti  veramente contentissimi e dispiaciuti di andarsene. Poi devo dire che questo luogo li incanta: sono stati contentissimi del museo, dicendo che  il Pascali ha degli standard ormai europei, e sono stati felicissimi quando sono entrati perché loro non volevano le sedie (per la presentazione del video n.d.r.): l’avevano scritto, volevano magari dei cuscini ma non le sedie. Noi abbiamo trovato quella soluzione dei cubi, infatti appena entrata Tatiana ha esclamato “perfect”, contentissima, era molto soddisfatta, veramente delle persone stupende: ci hanno riempiti di regali, libri. Sono umili e semplici, veramente..

Poi è interessante rilevare questo rapporto territoriale tra Polignano, la Puglia e il mare e i Russi, che fondamentalmente sono romantici, sentimentali come noi del Sud Italia..

Si, infatti li abbiamo portati a  fare un giro in barca, nelle grotte: sono impazziti dalla gioia, e non ci aspettavamo che venissero a Polignano tutti e quattro, anche con la produttrice. Inoltre gli AES+ F  hanno dei costi pazzeschi: un video costa milioni di euro, tanto che non li producono neanche in Russia ma li vanno a produrre a Bollywood, vanno in India o in Pakistan perchè costa di meno produrli là. E le quotazioni sono altissime: i video raggiungono i 400 mila euro, quindi le loro opere sono museali, solo un museo può acquistare un loro video – non il nostro. Gli AES + F faranno comunque una donazione al Pascali.  Inoltre nei video non ci sono dialoghi: è la musica che riesce a trasmetterci tutto questo mondo immaginario

Infatti secondo me il nucleo dell’arte cinematografica è proprio la mancanza del sonoro..

Infatti, ma poi i video degli AES + F sono girati in modo pazzesco, tanto che costano quanto dei film normali.

http://www.museopinopascali.it/

Chi c'è on line?

Ci sono attualmente 0 utenti e 560 visitatori collegati.

Informazioni su 'Cecilia Pavone'

Metti il tuo post in evidenza

Accesso utente

CAPTCHA
Inserisci il codice che vedi qui sotto. Serve per evitare la spam e dimostrare che sei un umano e non un computer.

lobodilattice newsletter

Iscrivendoti accetti le nostre Privacy Policy ( link in fondo alla pagina)