Focus on artist: la sperimentazione onirica di Pierpaolo Miccolis

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Al via su Lobodilattice l’iniziativa Focus on artist: le interviste.  Un approfondimento sugli universi  tematici e stilistici di artisti italiani e stranieri, che innovano il panorama dell’arte contemporanea creando - al di là dei dettami imposti dal mercato – vera arte, innescando una riflessione profonda nell’immaginario collettivo.

Inaugura la rubrica Pierpalo Miccolis, giovane artista originario di Alberobello, in provincia di Bari, che, oltre ad essersi distinto con la sua opera in ambito nazionale ed internazionale, ha recentemente partecipato alla collettiva Synthesis, inaugurata il 3 luglio scorso alla Fondazione Museo di Polignano a Mare (Ba).
L’armonia, la soavità del colore, l’evanescenza della forma, la raffinatezza delle sfumature, caratterizzano lo stile di Miccolis, che, attraverso eleganti e conturbanti acquerelli su carta, realizza sperimentazioni anatomiche metamorfiche su una simbologia faunistica legata al concetto di trasformazione. Ecco dunque un approfondimento della poetica onirica che contraddistingue il percorso di ricerca di Pierpaolo Miccolis.

 

Nel tuo mondo artistico prediligi ritrarre soggetti legati alla natura, in cui emerge il concetto di metamorfosi, di mutazione. Da dove deriva questa scelta?

La natura mi è sempre piaciuta da che ho memoria, dalle piante agli animali alle pietre. Adesso, più di quando ero piccolo, ho un’adorazione per tutto ciò che è verde o che è vivo, sebbene non mi ritengo un’estremista del pensiero naturale sono a favore delle lotte ambientaliste e animaliste che le diverse associazioni compiono in ogni parte del pianeta, dal disboscamento per produrre “carta igienica di classe per pelli delicate” alle uccisioni ingiustificabili di foche e  balene. La scelta di ri-produrre soggetti animali credo sia dettata dalla mia infanzia e dal mio modo di vivere che tende ad essere quanto più possibile rispettoso di piante e animali, un po meno degli esseri umani.

L’acquerello costituisce la tecnica da te privilegiata per esprimerti, come avviene l’ideazione e la realizzazione di un’opera di Pierpaolo Miccolis?

L’opera nasce dopo uno studio attento e approfondito del soggetto che decido di ritrarre o di manipolare, prima però ho bisogno di capire come e con che linguaggio descrivere la tematica che è a capo di  tutti i pezzi di una serie.

Quale funzione attribuisci al colore nell’opera d’arte, che nelle tue creazioni è sempre molto lieve e delicato?

Il colore non è poi così importante. L’opera si compone nella mente in bianco e nero, alcune rimangono così, fortunatamente.

Secondo la tua ottica l’arte è solo sublimazione o può essere anche rivoluzione?

L’arte sublima la rivoluzione, la rende possibile, funge da arma intelligente. Ti rendi conto di aver colpito se scateni delle reazioni, come nella musica. Tra le tante la mia preferita è la diffidenza, quando guardi l’osservatore dell’opera e si manifesta al centro dei suoi occhi, nella parte bassa della fronte un punto interrogativo saltellante so di aver colpito. L’indifferenza mi uccide.

Quali sono i tuoi artisti-maestri di riferimento che ti hanno maggiormente ispirato ad intraprendere il percorso dell’arte?

Ho deciso di prediligere la tecnica dell’acquerello guardando l’opera di Carol Rama e di perfezionarla studiando quella di Marlene Dumas, ma fare un alenco di quelli che sono stai i miei maestri mi risulta impossibile, da Salvador Rosa a Marina Abramovic ci passa un fiume pieno di insegnamenti e di storia e rischierei di scordare un bel po’ di nomi a cui devo molto anche se inconsapevolmente, specie nel contemporaneo.

Nella collettiva Synthesis in corso alla Fondazione Museo Pascali quale opera hai presentato e su quale tematica?

Devo molto alla Fondazione Pascali, per questo ho scelto di accompagnare la proiezione del film “Contronatura” di Alessandro Piva con due opere a me molto care “Descensum” e “Necromanzia”. Queste appartengono all’ultimo ciclo di lavori ispirati alla divinazione e all’occulto, pratiche interessantissime e molto diffuse nel mio piccolo paese trullato e in tutta la regione, In “Descensum” vi è una sorta di trasmutazione nel mondo degli spiriti che vuole idealmente far conoscere le creature che popolano una dimensione invisibile ad occhio nudo, come un microscopio o il satellite su Plutone, in un viaggio carico di aspettativa per scovare qualcosa di nuovo. “Necromanzia” vede due orsi confrontarsi in quello che sembra un combattimento all’ultimo sangue, in realtà si parla della pratica divinatoria che si compie per mezzo dei morti, magari uno dei due soggetti è impegnato in uno scambio di energie tra lui e un suo simile, e deduco che uno dei due, prima di ciò, fosse senza vita.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Dimagrire

Info: http://www.pierpaolomiccolis.com/

Biografia:

Inizia il suo percorso di studi diplomandosi in Tecnico e Stilista di moda presso l’Istituto A. Agherbino di Noci (BA). Prosegue il suo percorso diplomandosi presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, indirizzo Pittura. In questo periodo inizia ad esporre in Italia, all’estero e a partecipare a diversi premi d’arte con ottimi risultati. Successivamente continua la sua formazione seguendo una serie di seminari e workshop con artisti di fama internazionale, Corso di Perfezionamento: “Tra teoria e prassi” curato dal critico d’arte Lia De Venere, con il quale spesso lavora. Termina nel 2011 il biennio specialistico presso l’Accademia di Belle Arti di Bari con indirizzo Decorazione. L’attenzione dell’artista si catalizza attorno all’uomo, alla sua identità, ai differenti comportamenti che manifesta, allo stretto rapporto tra il cibo, il corpo, l’eros e la difficile convivenza con la natura che lo ospita, esasperando mutazioni genetiche e incroci cromosomici sulla fauna che lo circonda. Miccolis sperimenta differenti materiali e diverse tecniche, dalla fotografia alla realizzazione di grandi sculture sonore metalliche, ma predilige realizzare serie di piccoli ed eleganti acquarelli su carta che diventano spesso fotogrammi di un’unica ironica, erotica e non di rado tragica narrazione.

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