EVEN PRETZEL HAVE EYES - 16 Gennaio / 27 Febbraio 2016 mostra personale di Michele Guidarini @ Cell63 artplatform

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Michele Guidarini é in mostra alla Cell63 artplatform di Berlino dal 16 Gennaio al 27 Febbraio. 
L' inaugurazione si terrá sabato 16 Gennaio a partire dalle 19,30h.

Even Pretzel have eyes (#666) è la nuova irriverente mostra personale del controverso artista italiano Michele Guidarini. Michele é designer grafco di giorno ed artista di notte, con un senso estetico decisamente cupo, ma estremamente ironico. Tutti i simboli e le icone dei nostri tempi sono le vittime sacrifcali della sua penna e del suo umorismo. Siamo una società basata sui marchi, dopotutto. Dalla religione alla politica, all'ideologia e al privato cittadino.
Michele utilizza ciò che è già stato sfruttato e distorto dalla società. Il principio della POP art: rappresentando in maniera deviata un prodotto o marchio di diffusione di massa e dandogli nuova vita attraverso la fantasia, lascia il pubblico spiazzato. Non capendone il senso, le ragioni, ma ponendosi automaticamente domande, il fruitore risveglia il proprio interesse nella grande varietà interpretativa di cose e fatti. Quindi meglio non tentare di capire il motivo per cui Michele usa questo o quel simbolo, perchè ha disegnato una svastica o un crocifsso, sono solo marchi. Perché persino i Pretzel hanno gli occhi (#666). La provocazione effettiva del lavoro di Guidarini è la completa libertà di interpretazione che lascia all'osservatore. Michele crede nella forza umana, nel talento, nella gestualità. Crede che tutto, buono o cattivo che sia, dipende dalla nostra prospettiva e dalla nostra interpretazione. Una cosa può essere totalmente ilare per alcuni ed estremamente offensiva per altri, non ha importanza, la nostra reazione personale è lasciata all'autoanalisi. In ogni modo diffcilmente il messaggio che Michele vuole trasmettere traspare in modo inequivocabile dai suoi quadri, sia perchè la storia è complessa e codifcata in più opere, sia perchè non sempre ne esiste una logica. La tecnica usata è quella mista di penna, pennarello, inchiostro, spray, collage. Inspirato da una vita dal lavoro di Bacon e Goya, Michele Guidarini iniziò ad essere un fanatico della Low Brow proprio a causa dell'estetica puramente accattivante: “ragiono come un designer grafco, quindi la composizione dell'immagine e il bilanciamento dei colori sono fondamentali per me. Dopo il primo istante di stupore, scoprire che questo tipo di lavoro è tutt'altro che triviale e che un intero universo di signifcati intrinseci si nasconde sotto la superfcie dai colori scintillanti. È la rifessione dell'artista e del mondo in cui viviamo, un rifesso dell'anima, del cuore e del dolore”. Rolling Stone Magazine e molta altra stampa nazionale ed internazionale ha presentato Michele Guidarini come come uno dei migliori artisti italiani emergenti, proprio grazie alla sua capacità di carpire e mischiare diversi aspetti contrastanti della vita: leggerezza e pesantezza, chiaro e scuro, dramma e commedia.
Curata da Luisa Catucci

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