"Crossroad":il successo della collettiva che si è svolta all'Art & Arts di Galatina (Le). Protagonisti quattro artisti pugliesi

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Il tessuto urbano come luogo simbolico di ricerca e sperimentazione artistica formulate attraverso i  differenti linguaggi  dell'arte contemporanea. E' l'architrave tematico di Crossroad, la collettiva che si è chiusa lo scorso 26 ottobre alla Art & Arts Gallery di Galatina (Le) e che ha ricevuto un notevole riscontro di pubblico. Quattro artisti salentini hanno interpretato, con spirito ironico e dissacrante, le contraddizioni insite nella dimensione urbana postmoderna che, come scrive il curatore Giuseppe Arnesano, "da un lato valorizzano e dall'altro degradano il territorio". Massimo Pasca, Brizzo, Giuseppe Apollonio e Ivan Garrisi hanno dato vita, nella galleria di Gigi Rigliaco, a "incroci" di esperienze artistiche differenti, sfociate in performance, live painting e opere site specific vendute all'asta durante il finissage. 

Concetto basilare della collettiva è la dicotomia "in e out", ovvero il coinvolgimento e l'interazione continua dei fruitori con le creazioni artistiche, dunque il dinamismo e l'inclusione degli input esterni e le interazioni con l'ambiente urbano circostante nella dimensione spazio-architettonica. Lo spazio diviene, simbolicamente e attraverso molteplici esperienze segniche influenzate dalle nuove tecnologie, un non- luogo da cui scaturiscono riflessioni sociologico- esistenziali relative alla condizione umana postmoderna dominata dal caos che si riflette sui paesaggi urbani. Un altro elemento che accomuna l'esperienza artistico- culturale dei protagonisti di Crossroads è la musica:  alcune opere sono creazioni sonore legate a immagini ma suggestioni sonore trasudano dall'intero progetto espositivo, inaugurato infatti nella Giornata del Contemporaneo 2014 (11 ottobre) con il concerto di Luigi Bruno, musicista salentino fondatore dell'etchetta indipendente Illsun Records.

In particolare la ricerca artistica di Ivan Garrisi, sound artist e performer laureato in Estetica della Musica al Dams di Bologna, spazia - attraverso i linguaggi della videoarte e dell'informatica musicale - sul tema dell'instabilità del suono, connesso alle reazioni comportamentali dei fruitori. L'opera "Urban texture", infatti, trasforma le interazioni sonore tra i suoni che animano il tessuto urbano e le reazioni del pubblico presente, in immagini indefinite, in una forma espressiva multimediale fortemente caratterizzata dal fattore sorpresa, dall'imprevisto. 

Il linguaggio artistico prescelto da Francesco Favale, in arte Brizzo, è invece la fotografia, oltre al disegno. Laureato con una tesi sul Pontormo in Conservazione dei Beni Culturali all'Univeristà del Salento, il fulcro tematico da cui muove l'intera opera di Brizzo è l'immagine. In Crossroad il digital artist indaga il rapporto immaginario con lo spazio con una preferenza per i paesaggi extra-urbani, attraverso elaborazioni foto-digitali eseguite con l'i-phone, in particolare con l'app hipstamatic. Ispirandosi al fotografo Alvin Langodn Coburn, la visione di Brizzo del tessuto urbano crea mondi metafisici con le nuove tecnologie, dimostrando un notevole eclettismo culturale e creativo. 

Raffinate sono poi le architetture surrealiste di Giuseppe Apollonio, architetto e visual artist, che - attraverso il linguaggio artistico del disegno caratterizzato dalla delicatezza e dalla precisione del segno - elabora geometrie surrealiste ritraendo la disarmonia degli spazi urbani. Inducendo così ad una riflessione sociologica sul caos alienante che caratterizza la città e le relazioni umane. 

Ironico e dissacrante è l'universo artistico di Massimo Pasca, live painter e disegnatore, considerato uno degli eredi "stilistici" di Keith Haring. Il tratto di Pasca risulta molto vicino al linguaggio del fumetto ibridato, con brillanti cromatismi pop, a quello di muralisti e dei graffitisti. La musicalità che implicitamente trasuda dal dinamismo dell'opera di Pasca, trova conferma nelle numerosi collaborazioni dell'artista con musicisti del calibro di Bandabardò, Marta sui Tubi, Negrita ed altri ancora. Come scrive il curatore Giuseppe Arnesano: "le suggestioni fumettistiche di Pasca, unite alla complessità dell'elemento visionario e psichedelico richiamano l'opera di Pazienza e Iacovitti". 

Di seguito il video realizzato Brizzo durante le fasi lavorative di Crossroad: 

https://www.youtube.com/watch?v=R3JgKRNjolQ&feature=youtu.be

 

Info: www.artandarsgallery.it

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