Buon compleanno Fondazione Prada, lunga vita al quartiere Corvetto

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Oltre lo scalo abbandonato di Porta Romana, lontano dalla mondanità meneghina dei navigli, del centro brulicante intorno al Duomo e della bellezza posata di Brera si erge il complesso di Fondazione Prada, la casa d’oro, elemento iconico silente ammira la città.

Fondazione Prada festeggia in questi giorni un anno di attività nella sede odierna, situata nelle profondità della zona 4. Unica per presenza ed azione, Fondazione Prada si distingue da altri due luoghi e spazi dedicati all’arte contemporanea creati da grandi magnati della moda italiana quali Fondazione Trussardi e Armani Silos. Una sceglie di non avere una sede, optando per una filosofia da museo diffuso promuovendo eventi itineranti in città, l’altro si concentra su attività maggiormente legate all’ambito di origine, il fashion appunto.

Eterogena e isolata, Fondazione Prada microcosmo ibrido procede la sua marcia in un dialogo aperto non solo tra i suoi spazi interni, ma anche con il quartiere ospitante, il bronx della Milano sud-est: Corvetto.

Ed è proprio nella sfida, nella commistione tra questi due ossimori, che nasce la bellezza.

Qualche mese fa l’accogliente spazio di Loco Milano in collaborazione con Q Code Mag ha ospitato un confronto creativo tra queste due realtà milanesi, da una parte la Fondazione di Lady Miuccia, dall’altra Corvetto the Ghetto. A rappresentare la Fondazione votata all’arte contemporanea Federico Pompignoli, illuminato senior architect di OMA, studio di architettura olandese che ha curato il progetto. Mr. Pompignoli con una semplicità dissacrante e una delicata calma ha raccontato il cantiere che in 15 mesi con 600 operai a cicli di 24 ore ha trasformato una vecchia fabbrica di spiriti di inizio ‘900 in una sorta di acropoli dell’arte contemporanea, in cui gli spazi aperti sono tanto importanti quanto gli edifici chiusi che nascondono dietro una facciata di specchi, la tecnologia di un robot mutante grazie a sistemi by folding doors. Un totale di tre costruzioni ex novo che coesistono con le strutture preesistenti dell’ex comparto industriale. Ogni nuovo spazio, differente per caratteristiche architettoniche, è stato messo a confronto con la preservazione di quello che fu, in un gioco ambiguo che non permette dispersione. Il dettaglio è stato sovrano despota durante lo studio del progetto, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo dei materiali. Due esempi su tutti, la aluminum foam, schiuma d’alluminio, utilizzata in ambito militare che ricopre sotto forma di pannelli tutto il Podium e la mitica foglia d’oro, ovvero tessere 10X10 da 24 carati che rivestono completamente la Haunted House quartier generale della mostra permanente di Robert Gober e Louise Bourgeois. La stessa foglia d’oro utilizzata per le cupole delle cattedrali a ricordarci quali sono i nuovi luoghi di culto della contemporaneità, almeno per me. Il cantiere di Fondazione Prada è ancora aperto e vivo, manca un ultimo edifico: la Torre. Colosso in costruzione, la Torre ospiterà 9 piani di gallerie open space dedicati alla collezione della famiglia Prada; ogni galleria è stata progettata con altezze progressive e con un’esposizione a vetrate alternata rispetto alla precedente. A rendere stabile la costruzione un tirante di cemento armato, battezzato the tube, che sorreggerà la Torre monumento interfaccia tra il museo e la città.

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La spietata Corvetto reggerà il confronto con il gigante in costruzione di Fondazione Prada? Per ora la domanda rimane sospesa tra Largo Isarco e la vastità del quartiere intorno, già si vocifera una trasformazione urbana, di loft in vendita accanto ai blocchi di case popolari. Una curiosa testimonianza di incontro tra i due luoghi è stata ripresa dal giovane regista Flavio Nani, ospite insieme a Pompignoli dell’evento di Loco Milano. Nani riprende con semplicità Kino, ex rapinatore di banca nato e cresciuto a Corvetto alla scoperta di Fondazione Prada. Di seguito il link docu-corto, nato dalla volontà di indagare come il tessuto sociale del quartiere coesiste e si evolva con l’arrivo di Fondazione Prada.  Ai posteri l’attenta osservazione dei mutamenti in corso, per ora buon compleanno Fondazione Prada e lunga vita a Corvetto. 

http://www.flavionani.com/portfolio/kino/

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