Picasso, capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi

pablo picasso olga

“Picasso non solo ha cambiato la pittura, ma anche la letteratura, il cinema, la musica, l’architettura, ma non se stesso”, scrive Evgenij Evtushenko nel testo pubblicato in anteprima sulla rivista dell’associazione letteraria Pen Club Italia, che ha letto alla vernice della grande mostra Pablo Picasso. Capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi dal 20 settembre al 6 gennaio a Palazzo Reale a Milano. “Lo si può intravedere nel primo Majakovskij, in Marquéz, nei film di Fellini…”, continua il poeta russo, che ha avuto modo di conoscere personalmente Picasso.

Molti altri gli eventi collaterali a quest’attesissima retrospettiva, come la giornata di film e documentari che si è tenuta allo Spazio Oberdan domenica 23 settembre, tra cui “Surviving Picasso” di James Ivory. La pellicola, con un magistrale Antony Hopkins, ci mostra soprattutto un uomo vittima delle sue passioni, che ama le donne, ma arriva a distruggerle senza rimorsi. Anche nell’ampia rassegna di Palazzo Reale i ritratti femminili sono forse i pezzi più forti della mostra, presentata come un ricco percorso cronologico di oltre 200 lavori sull’evoluzione artistica di Picasso. Dall’enfant prodige, che “da bambino dipingeva come Raffaello”, all’adulto, che ha saputo scoprire l’essenzialità del primitivismo.

Le donne, dicevamo.... Ed ecco lo splendido ritratto di Olga Kokhlova, (Portrait d’Olga dans un fauteuil Primavera, 1918): una composizione classica e armoniosa, romantica, con la giovane malinconica seduta nella poltrona floreale. I fiori, un lontano richiamo alla vanitas. Questo è uno dei dipinti più apprezzati da Evtushenko, insieme agli Arlecchini e alle scene circensi; il poeta russo mal digerisce invece quelle composizioni più originali e ardite, in cui l’autore sembra tirare scherzi alle sue amanti e alla loro bellezza. E così in Portrait de Dora Maar (1937), il viso della donna è raffigurato sia di fronte, sia di profilo, con un occhio che sembra guardare verso se stessa, mentre l’altro osserva il pubblico. E’ un modello rivoluzionario per la storia dell’arte.

 

Olga e Dora sono solo due dei tanti amori di Picasso. Profondamente diverse. La prima, un ballerina russa conosciuta con Diaghilev, mentre lavora alla scenografia di Parade, diventa sua moglie. Gli amici la detestano perché secondo loro lo imborghesisce. Quando Picasso incontra la giovanissima Marie-Therése, da cui nascerà la figlia Maya, affitta per lei una casa  di fronte alla sua, costringendo Olga a sopportare una situazione perversa. La seconda, invece, Dora Maar, è una fotografa, amica dei Surrealisti, che diventa pittrice per volere di Picasso stesso e lo ritrae 4 volte fra il 1936 e il 1939. Completamente sottomessa, Dora viene maltrattata dall’artista che dice di non amarla; ha un viso duro e predilige le mise eleganti, austere, che non piacciono per nulla al pittore, tuttavia la loro storia è intensa, anche se tempestosa, e quando si lasciano, lei precipita in una crisi profonda. In Guernica (1937), Dora è la donna che regge la lampada. Solo lei può accedere al suo studio mentre dipinge il capolavoro sulla guerra di Spagna e contro tutti i conflitti del mondo. Picasso le dedica numerosi ritratti, fra cui La donna piangente del 1937.

In mostra anche La Célestine (La Femme à la Taie) (1904), una protettrice, cieca da un occhio, simbolo per il pittore della Spagna licenziosa. E’ un personaggio della famosa Tragicomedia de Calisto y Melibea di Fernando de Rojas, un autore del XV secolo. La storia narra che Celestina, affamata di guadagno, si intromette nella storia d'amore di Calisto e Melibea: la morte del giovane e il suicidio conseguente dell'amata conducono alla fine anche Celestina e i suoi complici. Célestine è esperta nella ricostruzione della verginità: è "un poco strega", come la definisce uno dei suoi seguaci. Questo soggetto torna anche in altre opere di Picasso, fino alle rielaborazioni del 1967, che la vedono nelle vesti di cucitrice, fattucchiera o imbellettatrice.

L’esposizione è curata da Anne Baldassari, una delle maggiori esperte al mondo dell’opera di Picasso, che dirige il Musée National Picasso di Parigi, ora chiuso per restauri. Non solo dipinti, ma anche sculture, disegni, fotografie, lettere, libri illustrati. Una sezione speciale è dedicata alla mostra che l’artista ha tenuto a Milano a Palazzo Reale nel 1953, con Guernica esposta per la prima volta in Italia nella Sala delle Cariatidi, riaperta al pubblico per l’occasione dopo i bombardamenti del ’43.

 

 

Picasso, capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi

dal 20 Settembre 2012 - al 06 Gennaio 2013

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12
20122 Milano

 

 

 

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