Ápeiron opera unica di Karelei

Ápeiron opera unica di Karelei

Titolo

Ápeiron opera unica di Karelei

Inaugura

Giovedì, 8 Novembre, 2012 - 19:00

A cura di

Jack Fisher

Artisti partecipanti

Karelei

Presso

2.18 Gallery

Comunicato Stampa

Giovedì 8 novembre, alle 19:00 presso il nuovo e minuscolo spazio della galleria 2.18 Gallery, in Corso Matteotti, 170, a Fano (PU), inaugurerà “Ápeiron” una installazione site specific di Karelei a cura di 2.18 Gallery / Jack Fisher

“Ápeiron - scrive Karelei - dal Dizionario etimologico on-line: Sostanza e sustanza dal lat. SUBSTANTIA da SUB-STANS participio presente di SUBSTARE star sotto: in quanto che noi conosciamo gli esseri per le loro qualità ed apparenze e poniamo sotto di queste un soggetto, che per ciò in filosofia dicesi SUB-STANS sottostante."
Ciò che è visto con gli occhi è soggetto ad una forma di stabilita ambiguità, un paradosso accettato come non discordante e che la nostra percezione soggettiva determina per semplificare la relazione con il mondo.
Altri non è, questa operazione, che il risultato della nostra personalità. (la definizione della nostra identità)
L'opera unica (“Ápeiron”, 2012) presentata alla 2.18 Gallery è costituita da una scatola in ferro senza aperture, saldata ermeticamente, all'interno della quale è segretato e compresso, un dipinto su carta delle dimensioni di 200x175 cm.
L'unica traccia per tentare di ricomporre l'invisibile struttura del dipinto è data dai suoni prodotti dalla sua esecuzione, registrati durante l'iter e udibili attraverso un paio di cuffie.
Cosa è l'Opera: il dipinto, lo spazio fisico che occupa, la scatola, il suono prodotto dal mezzo che incide i suoi segni o la trasformazione stessa dell'artista nel transeunte della creazione o quella di colui che, sprofondando nella ricerca cieca di una forma è capace, forse, di riconoscerne la voce?”

Karelei, nasce nel 1976. Di formazione umanistica e decaduto poi, nel tempo, al rango militare di un falso idealista, figura marziale, necessaria tanto quanto senza scopo, per produrre una forma che racchiuda tutte le forme. Vorrebbe essere nel mondo senza la mediazione delle certezze, per questo dubita, di continuo, con profonda onestà.

2.18 Gallery nasce da un'idea di Tommaso Mei e di Andrea Belacchi. Nasce da uno spazio di 114x64 cm e dalla necessità di esprimersi, confrontarsi, produrre ed ospitare arte. Risponde alla domanda: quanto spazio serve per le idee?
2.18 è una galleria di arte contemporanea che gioca sul concetto di trasformazione, a cominciare dalla destinazione d'uso dello spazio. Una bacheca, da commerciale diviene spazio d'arte ogni volta da ri-vivere. Questa è la linea editoriale della 2.18 Gallery, gli artisti sono invitati ad interpretare la minuscola location affacciata sul corso di una cittadina di provincia, con tutte le limitazioni e i vantaggi del caso.

Hanno esposto a 2.18 Gallery: Michele Ambrosini, Laura Baldini, Luca Caimmi, Veronica Chessa, Sabine Delafon, Jack Fisher, Giovanni Gaggia, Alessandro Giampaoli, Valentino Grassi, Frida Neri, Vito Nucci, Cristiana Palandri, Michela Pascucci, Anita Paoloni, Florindo Rilli, Mauro Santini, Maurizio Scalera, Enrico Secchiaroli, Paolo Tarantini, Giacomo Tonucci, Ur.L.O. (Urbino Laptop Orchestra), David Valentini e Massimiliano Zancato.

“Ápeiron” è realizzata in collaborazione con Sponge ArteContecomporanea ed è visitabile fino all'8 dicembre.
Per ulteriori informazioni consultare la pagina facebook della galleria www.facebook.com/218Gallery o scrivere a 218gallery@gmail.com

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