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   Venerdi, 03 Settembre 2010



Spazio neutro (una scenografia)

ritratto di StefanoBoccato
Fotografia


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ehm

ehm... un po deboluccio secondo me come tipo di cosa.... visivamente l'astratto sfocato utilizzato è di poco effetto e logoro trovo se non in particolari situazioni. lo spazio neutro è neutro, c'è l'assonanza tra titolo e possibili evocazioni. anzi il titolo induce una lettura dell'opera che rende il titolo stesso una specie di didascalia addirittura, aspetto curioso. ma lo trovo nel complesso poco potente e basato su un meccanismo, quello rapido-sensazionale in direzione visivamente astrattiva, che vedo accordarsi poco col mezzo fotografico. chiaramente non voglio dire con questo che una fotografia comunque vada se si basa su tale meccansmo è automaticamente debole. ma senza peli sulla lingua ... a mio giudizio il pezzo in questione non faccia eccezione alla consuetudine di cui sopra... scusatemi sono crudo ma nn mi piace essere acritico... quindi non risalire al mio indirizzzo per darmele!!

tranquillo, non sono violento! : )

a parte il giudizio negativo hai colto molto del senso della foto e son contento perchè vuol dire che i mezzi formali veicolano esattamente quello che volevo. il titolo è volutamente una didascalia, anzi una destinazione d'uso: lo stesso che accede ai titoli dei miei testi per il teatro (sempre su Lobo) che indicano solamente gli oggetti di scena più importanti o quelli usati per primi. L'immagine è pensata come sfondo e quindi deve essere debole e poco potente, non deve attirare lo sguardo: ecco il motivo dello sfocato, del grigio, della quasi mancanza di oggetti. Non ci deve essere nulla "da vedere", l'immagine c'è ma deve passare quasi inosservata. Qualcosa rimane però perchè è necessario che la si riconosca come spazio: e bastono la linea che sottolinea il pavimento, sorta di orizzonte artificiale, un accenno di angolo, e un angolo di mobile. Non concordo quindi minimamente con l'aspetto sensazionale in direzione dell'astratto che ci vedi. La neutralità è coerente con la destinazione: scenografi per tutte le occasioni, senza quindi riferimenti che possan situare storicamente o socialmente l'ambiente. l'immagine è nata solo rettificando la realtà attraverso un obbiettivo: la rettificazione della realtà produce un fondale... ma quindi è molto fotografica. grazie, davvero, della critica.

ahahah sei peggio della

ahahah sei peggio della miglior Uta Barth (e devi un po' continuare così, sì.)



pacina

http://pacina.livejournal.com/

bravo stefano...

... che esplori nuove soluzioni e ci rendi parte delle tue visioni.
ma mi chiedo, come e dove collocare corpi necessariamente di carne e sangue, in uno spazio tanto leggero, solo un pò più denso dell'aria?
; )
Marc

touché!

l'ho definita scenografia perchè non la sentivo come una vera e propria fotografia pura...i corpi starebbero davanti essendo uno sfondo. ancor meglio ai lati, senza impallare l'immagine (stampabile sul tulle). forse è uno sfondo per voci ugualmente un po' più dense dell'aria. lo spazio però è sempre leggero è aria della cui esistenza ci rendiamo conto. son pareti e oggetti e corpi che hanno peso : ) grazie!

ps:

thanks to pacina.

e di che cosa? :-) pacina

e di che cosa? :-)

pacina

http://pacina.livejournal.com/

devo farti l'elenco? :-)

grazie per il paragone!!! ce ancora tantotantissimo da lavorare, è venuta un'immagine ma fotografare è un'altra cosa... mi applicherò!

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