
Recensione sulla mostra personale di Tamara Ferioli, Mekànema, presso Studio d'arte Cannaviello, fino al 16 Settembre 2010.
TAMARA FERIOLI, MEKANEMA
di Roberto Messina
Lo Studio d’Arte Cannaviello di Milano presenta, proseguendo con il progetto del gruppo “Anni ’10”, Mekánema, mostra personale dell’artista milanese Tamara Ferioli, con un testo critico a cura di Silvia Criara. In settembre poi, la mostra sarà itinerante a Barcellona, presso lo spazio The Private Space Gallery e infine a Parigi, alla Galerie Placido.

(Tamara Ferioli, Siate dunque prudenti come serpenti, matite e capelli su carta giapponese intelaiata, 90 x 150 cm, 2010)
La predominante cromatica nelle opere è esclusivamente il bianco. Bianco come simbologia dell’Assoluto, della trascendenza; così come il blu lo fu per Yves Klein. Le opere pittoriche interessano la sala principale, insieme a delle piccole teche in vetro su piedistallo, contenenti relitti biologici vari, quali alveari o fiori secchi, misti a minuziosi interventi con fil di ferro e giocattoli, mentre sulla saletta interna troviamo una suggestiva installazione composta da una scala a spirale interamente ricoperta da più di 3000 gusci di chiocciola, dipinta anch’essa di bianco. Di fronte a questa, altre piccole teche in vetro semisferico con piccole opere polimateriche all’interno.
Il lavoro di Tamara Ferioli, ha bisogno di attenzione, di calma da parte dell’osservatore per potersi schiudere in tutta la sua essenza. Quando ci si sofferma a guardare ogni singola opera infatti, appare un micro mondo, una moltitudine di particolari che l’artista cura con maniacalità compiaciuta, perché sono parte di essa, perché sono essa stessa. Tutte le opere su bianco che ‘escono’ dalle mura, sono epiteli, ambre che inglobano tutto il mondo intimo della Ferioli. Il disegno dapprima e l’insert di ciocche di capelli della stessa artista poi, celano il volto di ogni singola figura rappresentata, a questi viene sovrapposta della finissima carta giapponese che, con una mano di resina andrà a rimostrare e completare l’apparato del quadro.

(Tamara Ferioli, Mekánema, 3050 gusci di chiocciole, smalto e polvere di madreperla su scala site specific, 2010)
L’opera di Tamara Ferioli, circuita attraverso un mondo di gestazioni femminili soavi, dalle carni pallide e schematiche; una sorta di Eden perduto entro il quale si compiono gesti atavici e insieme ludici. Giochi e complicità tra lo stesso sesso, che potrebbero alludere quasi all’isola di Lesbo, o all’immaginario della tentazione tutta al femminile che fu di un maestro come Gustav Klimt. Quello della Ferioli però, vira sulla fragilità, sull’ineluttabilità della carne e sulle morbosità psicologiche. Le formiche che invadono i corpi aggraziati come a simulare la parestesia, o le vesti fatte di sassi, impantanate dentro una fitta e variegata vegetazione, suonano come una Via Crucis, un costante e rinnovato tentativo di perfezione finale mai raggiunto, continui cicli di vita; come dimostra ad esempio Siate dunque prudenti come serpenti, una delle opere su tela, dal titolo che suona come un monito e allo stesso tempo come un consiglio da parte di un essere superiore, forse lo stesso Dio del creato.

(Tamara Ferioli - Lost Home, guscio, alveare, giocattolo,polvere di marmo e vegetali su legno e plexiglass 20 cm (diametro) x 13 cm (altezza), 2010)
I meravigliosi Mekánema, immaginati dal filosofo goriziano Carlo Michelstaedter e che danno il nome alla mostra, sono i congegni coi quali potersi alleggerire dal peso del mondo e trascendere verso questo Assoluto. La scala a spirale, intitolata proprio Mekánema, e resa impraticabile dalla presenza dei gusci di chiocciola è anch’essa una metafora della costante impossibilità di un’ascesa alla perfezione. Dice l’artista: “E’ coperta da conchiglie di diverse dimensioni appartenute a lumache di terra, giovani e anziane. Così ho rappresentato le diverse età della vita. Ogni spirale è un tentativo, una ricerca senza fine del sé e dell’assoluto. Mi ricorda anche l’immagine dell’Oroborus, il serpente che si morde la coda ricreandosi continuamente. Rappresenta la natura ciclica della vita e una prova che gli opposti possono convivere”.
Tamara Ferioli - Mekànema
Studio d'Arte Cannaviello
via Stoppani 15 Milano tel: +39 02 20240428
info@cannaviello.net
www.cannaviello.eu
Orari d'apertura: Fino al 16 settembre 2010
Dal martedì al sabato 10:30 - 19:30
Chiusura estiva: Dal 1 al 31 agosto
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Mekànema, personale di Tamara Ferioli