Intervista a Claudio Composti
pubblicato da Vera Agosti il 13 Giugno, 2010 - 11:55pm
Interviste
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E’ arrivato il primo “compleanno” della MC2 Gallery di via Col di Lana, 8 aMilano. Intervistiamo il direttore artistico, Claudio Composti, sul progetto che brilla maggiormente nell’attività della galleria, l’esperienza di Natura Anfibia che si è appena conclusa....
Com’è nata questa avventura? Di cosa si tratta?
Natura Anfibia: incontro tra arte Magia e Scienzaè stata una maratona, splendida esperienza di crescita personale. Devo ringraziare il co-curatore, Massimo Rizzardini, mio caro amico dai tempi del liceo, grande studioso della Secretistica Rinascimentale e del rapporto tra saperi pratici e teorie mediche del XVI secolo. I suoi interessi riguardano l’ambito delle ricerche d’intersezione, in particolare del rapporto fra saperi magici e cultura scientifica, con Davide Bigalli; dirige per Melquiades la collana "Antieroi", per l'editore Lupetti le collane "Crocevia", "I Rimossi" e "Secretum" ed è responsabile del Progetto Mariani. Sotto la sua direzione, è in corso l’implementazione del primo database mondiale on line dedicato ai libri sui segreti del Rinascimento. Le sue tematiche di ricerca universitaria, i mondi “trasversali”, mi hanno da sempre affascinato e mi hanno attratto a livello “amatoriale”. Una sera a cena abbiamo cominciato a creare qualcosa da fare insieme, unendo le forze, così in base ai temi che mi proponeva mi veniva spontaneo mostrargli un artista che aveva toccato nella sua ricerca gli aspetti di cui mi parlava. Da lì è nata l’idea di invitare 13 artisti attorno ai quali creare una tavola rotonda, facendo intervenire dei relatori specializzati sulla tematica specifica che Massimo ha individuato per ognuno. E’ nato quello che è diventato un Festival e che vorremmo riproporre ogni anno: la gente ha voglia di sapere e vedere. Non è stato per niente facile, anzi, molto impegnativo (4 incontri a settimana per un mese) ed ha messo sotto sforzo i relatori, gli artisti e noi, ma è stato davvero entusiasmante. Tutti hanno partecipato subito al progetto con entusiasmo e con il loro sforzo (non pagato!) speriamo di riuscire a far crescere questo progetto di anno in anno, magari con l’aiuto delle istituzioni.

Qual è la linea che caratterizza il tuo lavoro? Quali obiettivi ti sei prefissato? Decidi i tuoi progetti in solitudine oppure c’è un team di persone con cui collabori?
Personalmente amo molto la fotografia, ma non voglio limitare o caratterizzare la galleria in un solo senso, infatti abbiamo ospitato mostre di pittura, video e fotografia con musica e situazioni live che, nello spirito di cui ti dicevo, rendono al meglio la versatilità dell’artista proposto. Le idee mi arrivano da mille stimoli diversi: film, libri, articoli di giornale, una discussione con amici..... tutto può essere spunto per inventarsi una mostra e quindi scegliere l’artista adatto. Oppure, per caso, succede che incontro artisti che mi colpiscono con il loro lavoro e può accadere che mi inventi una collettiva in cui inserirli o gli dedichi una personale fuori programma.
Questo non è un lavoro, è una passione che ti divora e devi in qualche modo tirare fuori quello che ti brucia dentro. Mio padre mi ha sempre detto: “Questo è il lavoro più bello del mondo perché ti mette a contatto con le più belle teste della tua generazione” e credo sia vero. Qualche sera fa ero a cena con amici artisti. E’ nata una discussione tra due di loro, uno che fa pittura e l’altro video d’artista, due mondi apparentemente agli antipodi, uniti solo dal fatto che sono medium diversi per esprimere un mondo interiore. In quel momento mi sono goduto la discussione per la discussione, amando quell’occasione in cui si stava creando qualcosa, in uno scambio di idee che non avrebbe magari prodotto nulla, se non, forse, una crescita per tutti. Come nelle notti del Bar Giamaica. Non ho un team di collaboratori, ma come si dice: nessun uomo è “un’isola”, quindi in base alle idee e ai progetti è inevitabile poi che mi scelga i compagni di viaggio. Mi confronto sempre con il mio socio, Vincenzo Maccarone, sulle scelte e devo dire che non fatichiamo a trovare un punto di accordo. Mi piace molto la metafora del viaggio per mare: la rotta è stata ben chiara fin da subito e lui, come armatore di questa “nave”, è ben consapevole del capitano che si è scelto per condurla e delle difficoltà della traversata… compresi gli imprevisti che comporta un viaggio del genere!

Quale evento ricordi in particolare e perché?
Non c’è stato un evento in particolare di tutti gli incontri che mi ricordi… certo alcuni sono riusciti più di altri, questo grazie a mille fattori e ai relatori, che sono stati i veri protagonisti insieme al pubblico intervenuto nelle serate. E’stato fondamentale per la riuscita l’appoggio del Prof Bigalli e dell’Università Statale di Milano.

Come si inserisce Natura Anfibia nel panorama culturale milanese?
Fare cultura a 360°. E’ proprio quello che da sempre (pensiamo ai Caffè Letterari o al Bar Giamaica di Milano degli anni ’50) animava le notti delle città in cui artisti, poeti, scrittori discutevano e litigavano sulla Vita e sull’Arte creando quell’energia che oggi purtroppo si è persa. Gli artisti sono dei professionisti “atleti”, super manager di sé stessi e grandi comunicatori, ma si incontrano poco, discutono poco, perché spesso non ci sono più galleristi ma solo bravissimi venditori di quadri o commercianti. Il business è un aspetto certo fondamentale di questo lavoro, ma è solo la parte finale di un percorso che deve essere prima di tutto intellettuale (per questo ancor più difficile e forse utopista) e di crescita reciproca. Io arrivo da una tradizione di galleristi (mio padre Gianfranco e il socio Toselli) che fanno parte di una generazione “mitica” di mascalzoni gentiluomini che hanno fatto la Storiadell’Arte in Italia. Oggi i mitici (e pochi, allora) galleristi come Lucio Amelio o grandi veri collezionisti (come Panza di Biumo o Consolandi) sono davvero rari. Bisogna ricostruire un tessuto che si è sfilacciato, ma la trama c’è ancora, difficile da ricostruire e molto lenta, ma si può fare. Credo quindi che questi incontri con la “cultura accademica”, sia una strategia difficile ma vincente, anche perché è affascinante trovare un artista che tocca una tematica che si può declinare in ambiti così (apparentemente) diversi dall’Arte tout court. Nella prossima mostra per esempio sto pensando di proiettare anche dei film sull’argomento: la perdita dell’identità, causata dall’Alzheimer. Capisci che in un attimo possiamo parlare di Medicina (la patologia), di Filosofia (cos’è l’identità), di Cinema (film sul tema)… tutto partendo da un’opera d’arte. Non ho inventato nulla di nuovo, ma credo fondamentale oggi ritornare a creare luoghi di incontro per scambiarsi idee, progetti, chiacchiere e sogni; MC2gallery nasce, con il mio socio Vincenzo, giovane collezionista, proprio con questo intento: tornare alla galleria come luogo di scambi di energie e sinergie (non a caso il nome della galleria si rifà alla formula di Einstein E= mc2).
Vera Agosti
Claudio Composti
Art Director
mc2gallery contemporary art
Viale Col di Lana 8 - 4° cortile
20136 Milano (Italy)
Tel/fax +39 0287280910
Email: mc2gallery@gmail.com
Web: www.mc2gallery.com
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