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   Domenica, 01 Agosto 2010



Le aste di febbraio 2010: la ripresa nel mercato dell’arte. Di Glenda Cinquegrana

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Approfondimenti

 

 

ART COUNTS,  appunti sull'arte fra economia, luxury e mercato.

La Rubrica di Glenda Cinquegrana

 

 

 

 

LE ASTE DI FEBBRAIO 2010: LA RIPRESA NEL MERCATO DELL'ARTE

di Glenda Cinquegrana

 

 

 

Le aste di arte contemporanea di febbraio si collocano in un contesto particolarmente delicato: il mercato dell’arte che, a partire dal novembre 2008,  è stato contrassegnato da un processo di revisione-ridimensionamento dei prezzi (1), vede a partire dagli ultimi mesi del 2009 alcuni significativi segnali di ripresa. I risultati delle aste di novembre 2009, e quelli delle aste di impressionisti ed arte moderna di Sothey’s e di Christie’s di fine 2009 - inizio 2010 hanno persuaso gli esperti ad affrontare la prova di febbraio con stime incoraggianti, proprie di un mercato in condizioni di nuova crescita.

In un contesto di grande attese, le sessioni delle tre principali case d’asta Sotheby’s, Christie’s e Phillips de Pury – che hanno avuto luogo a Londra dal mercoledì 10 al sabato 13 febbraio - sono state capaci di confermare ampiamente le previsioni positive. Le sole due Sotheby’s e Christie’s, che aspettavano un guadagno complessivo di 69 milioni di GBP, pari al 54% in più rispetto al febbraio dell’anno scorso, si sono trovate di fronte ad un indotto che, relativo alle sole evening sales, è stato di 94 milioni di GBP. Si tratta, di risultati ben al di sopra delle aspettative.

Prima di scendere in dettaglio, andiamo ad analizzare i dati complessivi. Questi che restituiscono un quadro che si caratterizza per segnali ben più che semplicemente incoraggianti. Su un totale di 705 lotti offerti, ben 227 (ossia un terzo, pari al 32,2 %) sono stati venduti al di sopra della stima più alta; ben 249 (ossia qualcosa più di un terzo, paria al 35,3 %) è stato venduto all’interno della stima. Infine il dato relativo all’invenduto, che nei mesi scorsi costituiva elemento particolarmente preoccupante, è, questa volta piuttosto esiguo: esso ha costituito soltanto il 17,2, ossia meno del  20% del totale offerto. Se poi scorriamo alcuni prezzi in dettaglio, rileviamo che mentre alcuni lavori raggiungono quotazioni interessanti, segno di un revisionismo di gusto, altri confermano nuovamente i prezzi che erano stati toccati nel contesto ante-crisi del 2008.

La prima ad affrontare la sessione degli incanti è Sotheby’s, che propone in apertura della sessione serale che inaugura l'intera settimana di appuntamenti un catalogo rarefatto di soli 49 lotti tratti dalla prestigiosa collezione Lenz Schönberg, dal titolo Zero: Property from the Sammlung  Lenz Schönberg. Questa asta segna alcuni record per quanto riguarda Yves Klein e Fontana e Günther Uecker e altri artisti appartenenti a quel movimento. Accanto a questo, essa offre un catalogo di arte contemporanea con alcuni lotti particolarmente appetibili al mercato inglese. Mi riferisco certamente alle cinque opere di Lucien Freud, pittore ritenuto dagli inglesi il successore, in termini di qualità e di prezzi, del grande maestro nazionale Francis Bacon. Ricordiamo che le stime attuali di questo artista appaiono decisamente ridimensionate rispetto a quelle degli ultimi anni, quando nel 2008 un’opera dal titolo Benefits Supervisor Sleeping era stata venduta da Christie's New York una cifra record per un artista vivente, ossia i 30 milioni di dollari. In questa sede troviamo un interessante Self-portrait with a black eye stimato 3.000.000 - 4.000.000 GBP. Questo pezzo è stato aggiudicato a 2.841.250 GBP, cifra piuttosto vicina a quella del non lontano 2005, quando un autoritratto risalente al periodo surrealista dell’artista (ossia del 1943) aveva toccato i 3,3 milioni di sterline ad un’asta di Sotheby’s. In questa sessione un altro lavoro del maestro meno prestigioso, intitolato Guy and Speck, su una valutazione di 800.000 -1.200.000 GBP, raggiunge i 1.329.250 GBP.

Risultato record in questa’asta è realizzato da un lavoro di Willem De Kooning, Untitled XIV, eseguito nell'1983 e di grandi dimensioni (177x 203.2 cm), che sfiora i 4 milioni di GBP (3,961,250 GBP).

Fra i lotti degni di nota si segnalano un’opera dal titolo Saint Anton (Flat Light) di Peter Doig che, stimata 2 – 3 milioni di GBP e assegnata a 2.841.250 GBP si mantiene nell'arco del prezzo previsto; un bel dipinto di Gerard Richter, che su una stima di 2 – 3 milioni di sterline, raggiunge i 2.505.250 GBP; una foto di Andreas Gursky di un concerto di Madonna che, valutata dagli esperti 900.000 – 1,3 milioni di GBP, è aggiudicata a 1.077.250 GBP. Infine vi troviamo alcuni classici dei contemporaneo: accanto ad una Jackie di Warhol, che totalizza 1.071.650 GBP, si colloca anche una grande Butterfly painting di Damien Hirst, realizzata con farfalle incollate che, su una stima di 350.000 – 450.000 GBP, viene aggiudicata a 481.250 GBP.

Stupiscono invece altri risultati, al di sopra delle previsioni. Un pezzo di Blinky Palermo segna un altro record: si tratta di un lavoro notevole per misure (cm 200x 200) e per l’anno (1967), che su una stima di 400.000 – 600.000 GBP, supera il milione di sterline (esattamente 1.116.450 GBP). Segnaliamo fra le quotazioni rilevanti anche un’opera di Chris Ofili, un ampio collage in acrilico, olio, resina sintetica, carta e, come nei lavori più tipici dell’artista, cacca di elefante, che su valutazione di 250.000 – 350.000 GBP, ne realizza ben 802.850. Infine occorre notare la quotazione raggiunta di un opera di Eduardo Chillida, che su una stima di 400.000 - 600.000 GBP, supera il milione (ovvero 1.015.650 GBP). Buoni, infine, i prezzi di aggiudicazione dei lotti di Anselm Kiefer (da 180,000 - 250,000 GBP, raggiunge i 261,250 GBP), Anthony Gormley (un lavoro stimato sui 150.000 - 200.000 GBP, supera i 253.250 GBP) e Bill Viola (325.250 GBP).

L’asta di Christie’s propone fra i suoi pezzi di maggior pregio una Relief éponge (RE 47 II), particolarmente ghiotta per chi avesse perso l'occasione di partecipare all'asta Zero, datata 1961, di Yves Klein. Si tratta di una rarissima spugna intrisa di pigmenti d’oro che, a partire da una stima compresa fra i 5 e i 7 milioni di GPB, è aggiudicata a 5.865.250 GBP. Se questa quotazione era quasi prevista dall’assoluto pregio di un lavoro eseguito in oro rispetto ai più comuni in blu dell’artista, meno prevedibile è la quotazione stellare raggiunta da una più classica Anthropométrie ANT 5, che su una stima di 1,5 – 2 milioni di GBP, segna uno score rilevante con i suoi 4.129.250 GBP.

Altrettanto positiva è la quotazione raggiunta da altro lavoro di Peter Doig, un Concrete Cabin West Side, dotato della stessa stima del lavoro messo in asta da Sotheby’s, che conferma i 2.057.250 GBP. A Dollar Sign ripetuto ossessivamente sulla tela da Andy Warhol, stimato 1,2 – 1,8 milioni di GBP, tocca i 2.281.250. Siamo lontani dal prezzo colossale pagato per 200 One Dollar Bills del 1962, che da  Sotheby’s NY nel novembre 2009 aveva totalizzato i 39 milioni di dollari, con un prezzo 4 volte la stima già milionaria. E’ innegabile che si tratti di un’ottima quotazione. Di Richard Prince a Very Private Nurse #1, che fa seguito alla vendita nel 2009 di un’altra opera della serie a 1.5 milioni da Christie’s, raggiunge i 1.721.250 GBP.

La vera sorpresa dell’asta è la quotazione strabiliante raggiunta da un lavoro di Alighiero Boetti. Si tratta di un’opera su carta e penna biro dell’artista dal titolo Ononimo, che riproduce lo stesso tratto ossessivo di penna rossa, ai fini del riempimento dello spazio della carta, in questo caso rappresentato da ben 11 fogli. L’opera, che pure aveva una stima considerevole, ossia pari a 250.000 – 350.000 GBP, tocca la cifra record per un lavoro su carta dei 1.049.250 GBP. Altrettanto alta è la quotazione realizzata dall’opera I mille fiumi più lunghi del mondo, ossia un ricamo proveniente dalla galleria Mazzoli che, stimato 250.000 – 350.000 GBP tocca i 713.250 GBP. Buone poi le quotazioni conquistate dai lavori di Anselm Kiefer – un cui lavoro Der Rhein 1983, a partire da una stima di 200 - 300 mila, realizza il prezzo di 505.250 GBP - di Anish Kapoor, e di Rudolph Stingel.

Infine l’asta di Phillips de Pury è quella che si caratterizza per i risultati meno interessanti sotto il profilo dei record, a testimoniare l’assoluta selettività del mercato attuale, in cui le quotazioni rilevanti sono riservate ai lotti di particolare interesse.

Fra le quotazioni interessanti segnaliamo quella raggiunta da un lavoro di George Condo, un olio su lino stimato già 250 – 350 mila GBP, che sfiora i 550 mila GBP (ovvero 541.125); un lavoro di Ugo Rondinone, stimato già 150 – 200 mila GBP, che tocca i 277.250 GBP; un’opera notevole pregio di Gerard Richter che su una stima di 350 - 550 mila GBP, arriva a realizzare 634.850 GBP. Buoni le quotazioni conseguite da un acrilico su tela del 1999 di Kenneth Noland, su una base di 50 -70.000 GBP, è aggiudicato a 97.250 GBP, e per un’opera Tracey Emin, un cui neon I promise to love you che, stimato 40 - 60 mila GBP, trova un acquirente a 87.650 GBP.





Note:


 

(1) che hanno registrato una diminuzione del 42.8% durante il biennio 2008/2009, secondo la  fonte di Artprice.

 

 

[ "Le aste di febbraio 2010: la ripresa nel mercato dell’arte". Di Glenda Cinquegrana pubblicato su Lobodilattice il 17-02-2010]

 

 



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