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   Domenica, 01 Agosto 2010



Vittorio Sgarbi e ''l'estetica del crollo''

ritratto di Vera Agosti
Approfondimenti

Articolo di approfondimento sullo spettacolo "Sgarbi l'altro" - Teatro ciak.

Di Vera Agosti

 

 

 

 

Un’inconsueta uscita vestito da prete con l’umile abito nero, pronto per iniziare un sermone. La predica in realtà è un brano commovente, tratto dal diario fittizio di un ebreo, che racconta i suoi ultimi giorni a Varsavia. E’ il crollo del ghetto, con la perdita della famiglia, le violenze, l’orrore, la resistenza armata... Inevitabili i dubbi contro Dio, che permette una tale pena e un simile scempio. Alla fine però l’uomo di fede sceglie ancora una volta il Dio del Talmud e del popolo eletto, perché non può farne a meno, quella è la strada da seguire per non diventare come il nemico nazista, che si macchia di barbarie nel nome del dio dell’amore.
Smessi i panni del sacerdote, Sgarbi ritorna al pubblico in abiti civili, pronto per una lunga conversazione di più di due ore, che abbraccia la storia, la politica, la letteratura e naturalmente l’arte figurativa. E’ un teatro di pensiero, che si avvale della carica notoriamente esuberante e drammatica del grande oratore. Il suo lucido racconto riparte dalla Polonia e dalle sofferenze del popolo ebreo.
Dopo la triste vicenda del ghetto di Varsavia, anche il nazismo terminerà presto i suoi giorni. Molti anni dopo ecco la fine del comunismo sovietico, simboleggiata dalla caduta del muro di Berlino nel 1989. E’ l’occasione per parlare dei graffitari e della loro voglia di libertà e ribellione. E’ un motivo in più per attaccare l’avversario politico, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che come tutti sappiamo ha allontanato il critico dal ruolo di Assessore alla Cultura.
Nel 1990 le immagini dei talebani che distruggono le statue dei Buddha in Afghanistan… Il mondo fissa attonito una dimostrazione di potenza e furia cieca nel nome dell’Islam.
11 settembre 2001: il crollo delle Torri Gemelle è una perfetta opera d’arte. Nessuno di noi era presente, ne abbiamo visto solo le immagini in televisione, quindi la rappresentazione della distruzione di un simbolo del capitalismo e del mondo occidentale.
Anno 2007, un’inutile rovina, più contestuale ma sofferta da Sgarbi: l’abbattimento dello storico edificio industriale dell’Alfa Romeo a Milano. Solo per costruire una rotonda stradale in più....
Recentemente, a Morazzone in provincia di Varese, demoliscono Villa Bianchi, un elegante esempio di liberty che viene distrutto per la mancata presa di posizione di un giovane sindaco leghista, al quale va la lezione di Sgarbi: arte e poesia per educare e formare lo spirito. Così il critico legge Gozzano, descrive i capolavori del Mantegna, di Antonello da Messina, Sasso Ferrato, Veronese... fino al dimenticato editore artista Neri Pozza.
E’ un excursus intrigante, meravigliosamente condotto, che come dice il titolo della rappresentazione si sofferma soprattutto su “l’altro” Sgarbi, quello meno televisivo e invettivo, ma più intimista, che ci racconta degli anni del collegio, ci mostra le fotografie dell’abitazione-museo dei genitori e poi scende tra il pubblico per sentirlo più vicino.
Questo è un breve resoconto di domenica 15 novembre; ogni altra serata è stata diversa e imprevedibile, frutto delle abili doti di improvvisazione di un intellettuale-istrione, sempre protagonista.

 

 



Sgarbi, l’altro
Dal 10 al 15 Novembre 2009
Teatro Ciak Webank
Fabbrica del Vapore
Via Procaccini, 4 - 20154 Milano
Tel. 02.76110093 - Fax 02.76110322
www.teatrociak.it



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