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   Venerdi, 10 Settembre 2010



AL DI LA DEL BERE E DEL MARE - La Rubrica di Vanni Cuoghi, N.01: *CARLO MAGNO, L'ACCIUGA E IL PORNO.. ROMANICO*

ritratto di Vanni Cuoghi
Al di la del Bere e del Mare di Vanni Cuoghi Rubriche


A spasso con Vanni Cuoghi tra luoghi d'arte e sapori

 

 

CARLO MAGNO, L'ACCIUGA E IL PORNO...ROMANICO

di Vanni Cuoghi e Patrizia Santachiara

 

 



Usciti dalla A4 Torino – Milano all'altezza di Chivasso Est seguite le indicazioni per la statale N-458 in direzione di Asti. Dopo circa 15 Km., svoltate a destra in direzione di Albugnano e Vezzolano.
Una leggenda narra che, mentre Carlo Magno cacciava nei boschi intorno ad Asti, fu sorpreso da una orribile visione: una danza macabra di scheletri umani che causò all'imperatore una forte crisi epilettica. Guarito per intercessione della Madonna, Carlo Magno dispose l'edificazione dell'Abbazia di S. Maria di Vezzolano. In realtà il primo documento che testimonia della chiesa è del 1095 e nel 1159 il Barbarossa la prese sotto la sua protezione. Nel 1600 venne abbandonata dai monaci Agostiniani e fu soppressa nel 1787. Nel 1937 venne ceduta definitivamente allo Stato Italiano.



(Abbazia di S. Maria di Vezzolano)


Il luogo è incantevole. L'abbazia romanico-lombarda, circondata da dolci colline e vigneti, è costruita in cotto ed arenaria. La facciata è costituita da tre logge cieche, decorata con statue di angeli e santi. Fantastico è il portale, che rappresenta la Vergine in trono con lo Spirito Santo in forma di colomba, che le sussurra in un orecchio. Molto belle le “patere” (piatti in ceramica) , murate sulla facciata, simbolo di ospitalità e benvenuto. Chissà se in queste ciotole veniva servita la bagna cauda che, un'altra leggenda , dice essere nata da queste parti.
L'interno ha accenni gotico-francesi : appena varcata la soglia ecco lo splendido ambone, che attraversa tutta la navata, su cui sono scolpiti a bassorilievo tutti gli antenati della Vergine e i simboli degli evangelisti. E' curioso notare che alcune figure per motivi di spazio, sono state dipinte sulle pareti laterali. Sovrasta l'altare un trittico in ceramica quattrocentesco raffigurante la Vergine col bambino , Sant'Agostino e forse lo stesso Carlo Magno.



(Ambone, Abbazia di Vezzolano)



Dietro il polittico c' è una monofora, ai cui lati è stata scolpita un'annunciazione (sul lato sinistro l'angelo, su quello destro la Vergine). Due volte l'anno, la bifora , posta sulla facciata della chiesa e quindi sul lato opposto, intercetta i raggi del sole al tramonto, che si proiettano sull'abside illuminando perfettamente le due figure! Un effetto alla ... Indiana Jones!
Dalla chiesa si passa al chiostro : qui da non perdere l'affresco sul lato nord del XIV secolo, dove è rappresentato l'episodio della danza macabra.
L'abbazia è aperta da martedì a domenica dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.30 (estate), dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00 (inverno).



(affresco danza macabra, abbazia di Vezzolano)



Abbiamo poc'anzi accennato alla bagna cauda, che richiede qualche piccolo chiarimento; il piatto è un pinzimonio arricchito da una salsa calda composta da olio, aglio (tanto) e acciughe . Le acciughe in Piemonte sono arrivate, non perchè risalivano i fiumi, ma perchè servivano ai contrabbandieri per “mascherare” il sale. Il sale, si sa, veniva tassato, ma non le acciughe sotto sale...quindi i contrabbandieri mettevano uno strato di acciughe sopra i secchi che, in realtà, erano pieni di sale, per eludere gli esattori. E siccome, anticamente, non si buttava via niente ecco che l'acciuga diventa un elemento fondamentale per la cucina piemontese , che ritroverete tradizionalmente e ampiamente espressa “Al Gottardo”; il ristorante (anche enoteca con degustazione e vendita) è aperto tutti i giorni, tranne il giovedì, in località Vezzolano, 1 bis -Albugnano (tel. 011/9922014 oppure 348/2784214).



(Abbazia di Vezzolano, Chiostro)



Le porzioni possono essere bissate a richiesta (senza variazione di prezzo), ma, vista la varietà offerta ( una media di cinque antipasti, tre primi, tre secondi) , noi vi suggeriamo di buttarvi essenzialmente sugli antipasti (tutti) e sui secondi piatti. In particolare non vanno tralasciati l'albese e i peperoni al forno ripieni di bagna cauda. L'albese è un carpaccio di carne selezionata di vitello con scaglie di grana e porcini (stagionali). Tra i secondi ineguagliabile è il fritto misto piemontese , composto da zucchine, finocchi, funghi, amaretti, semolino, banane, mele, cervella, polpette, carne impanata, salsiccia, il tutto sapientemente dorato con una leggera impanatura. Noi in realtà abbiamo provato tutto e ... digiunato per due giorni! I vini sono tutti eccellenti; segnaliamo il Barbera superiore 2004 leggermente barricato, a seguire l'Albugnano 2006. Vi sono svariati dessert, ma dopo il “pieno” passate subito al sorbetto : l'inedito è quello alla malvasia. Se ce la fate concludete con del vin brulè o della Freisa o del Barolo chinato. All' alta qualità e al giusto prezzo (30€ - 35 €) si aggiungono la gentilezza e la cordialità dei titolari e del personale, che vi faranno ritornare.



(chiesa di S. Secondo a Cortazzone)



Dopo esservi ossigenati il tempo necessario godendo della magnifica vista sulle vigne sottostanti , risalite in macchina e tornate sulla statale N 458 verso Asti alla volta della chiesa di S. Secondo a Cortazzone in località Mongiglietto. Arrivateci un'ora prima del tramonto : la luce illumina tutto l'interno ed ha un taglio quasi mistico perchè , anche qui, come in gran parte delle chiese romaniche, l'edificio è costruito secondo una direttrice est -ovest . Se la trovate chiusa non perdetevi d'animo , sopra una bacheca in legno sono riportati alcuni numeri di telefono a cui rivolgervi per ottenere la chiave (0141/993123- 995270). Il nome Mongiglietto deriva da mons Jovis (monte di Giove) oppure mons Jubili - mont Joie ovvero monte della gioia. A noi piace la seconda ipotesi. Guardiamo la chiesetta all'esterno con gli occhi meravigliati dei contadini dell' XI secolo, che non conoscevano Play Boy e Cicciolina. Ci accorgiamo infatti, che sotto gli archetti pensili, sono scolpiti quattro seni e un amplesso. Entrando in chiesa, sui capitelli, sono raffigurate donne che … allargano le gambe, mostrando il sesso ! Non abbiamo mai visto niente di così … porno romanico!.

 



(chiesa di S. Secondo a Cortazzone)


Sicuramente le sculture e le incisioni hanno un carattere votivo e propiziatorio; inoltre alcuni studiosi hanno individuato nelle decorazioni dei capitelli la commemorazione di una eclissi di sole !  Siamo conquistati dall'armonia e dalla bellezza dei luoghi così tanto che decidiamo di fermarci a riposare per la notte: lo faccimo al B&B Bricco dei Ciliegi che si trova in V. Del Negro 22 a Cortazzone (tel. 0141/995270). La signora è gentilissima ed è anche la depositaria delle chiavi della chiesa di S. Secondo . Le camere sono tutte arredate con mobili antichi e il costo di una matrimoniale è di 65 € compresa la colazione e … c'è anche la piscina!

 

 

 

 

 

[Al di la del Bere e del Mare, la Rubrica di Vanni Cuoghi

n.01 "Carlo Magno, l'acciuga e il porno...romanico"

pubblicato su lobodilattice il 26-10-2009]



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Bravo Vanni, segnalo a te e

Bravo Vanni, segnalo a te e ai lettori un link dove trovare delle immagini che riguardano la chiesa di San Fortunato a Todi...immagino le risate dello scalpellino mentre realizzava quei fregi così simpatici... http://www.moveaboutitaly.com/umbria/todi_san_Fortunato_it.html    Luca

Bene, la rubrica continua a

Bene, la rubrica continua a mantenere le promesse iniziali. Un suggerimento: alla stessa uscita indicata nella rubrica, Chivasso est, chi ama l'arte può aggiungere alla sua agenda una visita al borgo dove operano i restauratori di gran parte dei tesori d'arte piemontesi (e nazionali), inclusa l'Abbazia di Vezzolano. Il borgo si chiama Aramengo, era la méta del confino da parte dei severi giudici sabaudi per tutti i falliti, i bancarottieri e i falsificatori di bilanci (da qui la dizione popolare "andare a ramengo", cioé fallire, andare in malora). Oggi vanno ad Aramengo i capolavori dell'arte per ritrovare i colori perduti. I restauratori si chiamano NICOLA e la loro storia è raccontata in un libro fresco di stampa dell'editore Allemandi: I NICOLA, appunto.Alla prossima! Buon lavoro

ricordo bene le abbazie di

ricordo bene le abbazie di Vezzolano e Cortazzone e le magiche emozioni che arte e storia sanno suscitare in questi luoghi incantati... grazie per averle evocate cosi' efficacemente!

ciao vanni! ma che

ciao vanni! ma che bell'articolo!!!!! pur essendo di quelle zone..devo confessare che non ho mai visitato la chiesetta di san secondo...ci andrò sicuramente! e può darsi che ci scappi pure una capatina al ristorante! solo una cosa...si dice bagna CAODA!

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