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   Venerdi, 03 Settembre 2010



IL CULTO DI DIANA

ritratto di E.Pitti
Recensioni

Recensione della mostra "Idolatrie" di Marina R. Vargas
a cura di Omar Pascual Castillo
presso la Galleria il Torchio - Costantini, Milano



Spesso si afferma che la pittura femminile sia più dolce, delicata e leggera rispetto alle opere create dalla mente maschile. Chi è assolutamente convinto di ciò, si potrà ricredere visitando la prima personale italiana di Marina R. Vargas.
L’impatto visivo ed emotivo di queste opere è violento: grandi simboli Cristiani si stagliano su tele dai colori accesi, avvicinandosi si vede come la campitura sia interamente coperta da motivi cromatici e le tele stesse sono una riproduzione di vari tipi di pellame. Croci, corone, cuori sacri e persino una grande Madonna velata di nero sono i protagonisti indiscussi sulle tele apparentemente monocromatiche, i loro confini netti e bordati di colori argentei e bronzei rendono queste Icone, contemporanee, quasi pop. La brillantezza degli smalti, delle lacche e il modo in cui questi, insieme, creano ricami materici sulla superficie, tende a spersonalizzare il soggetto del quadro e la lucente materia tende a sovrastare le immagini: l’occhio si perde e ne rimane attratto, quasi come in una sindrome di Stendhal, dimentichiamo cosa stiamo guardando realmente, e continuiamo a seguire – affascinati - i ghirigori materici che brillano in superficie.
Sempre in mostra è presente anche un’installazione in cui un cervo, a grandezza naturale e interamente dipinto, guarda un tondo in cui è rappresentata la vagina della Dea Diana. Seguendo il mito: il cacciatore Atteone fu tramutato in cervo per aver osato guardare, con lasciva lussuria, la Dea, mentre si bagnava nuda nelle acque di una fonte, per rinnovare la propria verginità. Diana, nella Cristianità, rappresenta la virtù della temperanza, in altre parole quella moderazione che grazie alla fede ci porta a placare gli istinti più reconditi e malevoli.
Sono la fede e il credere - intesi come forza e atti di pura creazione - i temi di questa mostra. L’artista non intende sopraffare il pubblico con la propria ideologia. E’ implicito, tutti possono avere una loro specifica idea di forza generatrice dell’universo, ma in queste opere vi è una poetica che ci porta, grazie alla rappresentazione della Dea Diana, alla consacrazione del femminino. Diana è la luce, luce in cui Santa Teresa ha trovato riparo dalle sofferenze fisiche, tramite un’estasi spirituale che in molti descrivono come la frenesia sessuale; Diana è la fiamma viva in cui trovarono sacrificio quelle donne che credevano nei poteri e nelle leggi della natura; Diana è il nostro intelletto che combatte contro la bestialità che ci circonda. Diana è, anche, tutte le donne. Perché sono le donne che creano, sempre le donne portano la speranza nel mondo riportando la notizia che il Santo Sepolcro è vuoto. E Marina con il suo segno ossessivo intende trasmettere i dolori della vita come atto di sacrificio e di purificazione, dando una nuova visione ad un concetto di fede più contemporaneo.

Emanuela Pitti







07/5 – 30/5
MARINA R. VARGAS, Idolatrie
A cura di Omar Pascual Castillo
IL TORCHIO – COSTANTINI arte contemporanea
Via Crema, 8
Orario: 10 – 12.30 / 15.30 – 19.30
chiuso Lunedì mattina e festivi
Info: 02 58318325
iltorchio@fastwebnet.it
www.iltorchio-costantini.com


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