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   Venerdi, 03 Settembre 2010



Paesaggi Matematici

ritratto di E.Pitti
Recensioni


Per noi profani del calcolo non c’è nulla di più distante dalla matematica della natura dai paesaggi, ma le opere apparentemente monocrome di Paolo Serra legano questi due mondi in modo indissolubile e sublime...




Iniziamo con la natura, a noi amanti delle arti elemento più affine. La materia pittorica dei quadri di Serra è natura, infatti, egli non utilizza acrilici, colori ad olio o smalti ma lacche d’origine animale e vegetale. La lacca è un liquido viscoso, semitrasparente e translucido; stupisce che sia essa la protagonista materica di queste opere, perché le tavole e le carte appaiono dipinte con colori corposi e vibranti di luce. A dar corpo ad un liquido così volubile sono le decine e decine di stesure date accuratamente e pazientemente dall’artista ai suoi lavori.
Molti vedranno in queste opere prevalentemente dipinte di rosso, ocra e oro semplicemente dei fondi piatti, ma basta soffermarsi dinnanzi ad un’opera che il quadro c’ingloberà al suo interno e, senza fatica, scopriremo che, al di sotto della superficie lucida dell’esterno, all’interno vi sono dei livelli di pittura differenti. Ognuno di questi livelli rappresenta un mondo a se - ognuno ha un suo racconto - che insieme creano la coralità di tutta la tavola. Complessivamente, questi finissimi strati di colore, creano atmosfere surreali, paesaggi per il nostro inconscio, dove ognuno degli astanti può ritrovare una sua eco - i suoi mondi, i suoi ricordi –
Forse per questo, la superficie riflettente delle tavole non disturba chi guarda, in questo modo lo spettatore può entrare a far parte di quei paesaggi rappresentati dall’artista. Lo spettatore, davanti all’opera, può diventare l’ultimo strato di materia pittorica.
Ora la matematica. Nel 1202 Leonardo Fibonacci osservando la natura (per l’esattezza, la riproduzione dei conigli) elaborò la sua famosa successione numerica in cui ogni numero è costituito dalla somma dei due che lo precedono ( 1, 1, 2, 3, 5, 8…). Serra prende spunto dalla serie per creare, bilanciare e proporzionare quadrati, triangoli e altre figure geometriche all’interno delle sue atmosfere. Obiettivamente sono queste figure, le vere protagoniste dei quadri di Serra, ma esse non invadono le atmosfere materiche delle tavole, né tanto meno distraggono lo spettatore durante la scoperta dei paesaggi al loro interno, anzi, la loro perfetta proporzione e armonia rassicura e guida l’occhio nelle profondità degli strati di colore.
Paolo Serra utilizza, quindi, rigide figure geometriche, calcoli matematici, colori d’origine naturale, serialità e costanza nella pratica pittorica, per dar la possibilità a chi guarda i suoi lavori, d’immergersi in un mondo dove il tempo è ancora padrone, per ritrovare i propri paesaggi interiori che il frenetico mondo contemporaneo toppo spesso lascia in disparte.

Emanuela Pitti


Paolo Serra - Senza titolo, 2008, lacca su tavola, cm150x150.jpg




Paolo Serra - Senza titolo, 2008, acquerello su carta, cm52x66 .jpg




Paolo Serra - Linea all'orizonte, 2008, lacca su tavola, cm70x350.jpg





27/9 – 31/10
Paolo Serra, Reflected light
A cura di Alberto Fiz
Cataologo bilingue
MarcoRossiSpiraleArte
Corso Venezia, 29
Orari: da Mart a Sab 11 -19
Info: tel 02 795483
artecontemporanea@spiralearte.com
www.spiraleartecontemporanea.it


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