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   Venerdi, 03 Settembre 2010



il dio geloso ...

ritratto di carlo natali
A-Poesia
il dio geloso
fece gli uomini
e li costrinse
a prostrarsi l'un l'altro
nei giorni feriali
e a prostrarsi a lui
nei festivi.
ma l'uomo
lo fece a sua immagine,
lui che il settimo giorno
riposò.

non ho divinità alcuna
al mio fianco, quindi.
solo
i
dee.


2005-09-08


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Così sia!

Personalmente una di quelle opere da inserire tra i the best del sito! Sarà perchè esempio di perfezione di sintesi e chiarezza ineluttabile. Sarà perchè affonda in radici culturali comuni che, per quanto possiamo immaginare di dimenticare, ci trascendono.  GRANDE! Marc

sono

sono davvero felice delle tue parole, marc.

:-)

le tue parole sono una finestra di sole su questa mia mattinata nebulosa e grigia.

 

lineare come un teorema,

lineare come un teorema, quella sorta di etimologia di "idee" è fulminante... apprezzo molto la visione politeistica in questo caso. gli i-doli fanno sempre male

forse

forse (e dico forse non a caso) non so esattamente quando fu che il femminino fu scacciato dal cielo, o meglio, quando fu ridotto al rango di senatore a vita dell'empireo. sicuramente so che fu uno sbaglio sostituire la saggezza con la forza, ed è per questo che preferisco i dee a i doli.

certo che anche senza l'arrivo di paolo di tarso a roma era comunque inevitabile che da tutte quelle divinità -così simili a noi da poterci fare autoanalisi- si sarebbe passati al monoteismo (guardando meglio gli antichi una superiore entità unica la sentivano già).
magari ci sarebbe voluto più tempo (la presenza ancora oggi di pratiche di antica radice pagana inglobate in un pensare che dovrebbe essere tutto il contrario deve farci pensare), sicuramente ci sarebbero stati meno contrasti e scismi (parlo di scismi nel senso più ampio del termine, dato che la divinità al singolare è sempre quella e cambiano gli occhi che la vedono).
ma questo è quello che accade quando si sostituisce alla saggezza la forza,
perdiana.
:-)

essendo ateo se di divinità

essendo ateo se di divinità si deve parlare una certa nostalgia per quelle divinità così simili a noi ce l'ho, proprio perchè nella somiglianza negano inconsapevoli, forse, ogni trascendenza, ogni alterità divina (cosa assai diversa dell'incarnarsi assumendo la doppia natura cristologica). ma sono d'accordissimo sulla saggezza e forza: i libri di christa wolf su medea e cassandra narrano stupendamente quel passaggio, quello scacciare dal cielo, e dalla vita soprattutto.

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